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Scala: Accertamenti TARI, altri balzelli per i cittadini

di Menico Scala

PROCIDA – Da diverso tempo è iniziata, da parte dell’Ente Locale, una fase di richiesta documenti a tantissimi cittadini proprietari di immobili per quanto riguarda questioni inerenti la TARI. Tra una serie di documenti che si richiedono, di certo, ci sono alcuni dei quali l’Ente pubblico è già in possesso, ad esempio, la visura catastale è accessibile dall’Amministrazione, allo stesso modo dell’esistenza di contratti di locazione, in quanto registrati (se sono in nero è ovvio che il proprietario non li dichiarerà onde evitare di incorrere in sanzioni tributarie Irpef e registro), e quello che maggiormente ci sembra inopportuno è il modo di operare. Infatti, non è consentito alla P.A. chiedere ai privati dati ad essa già noti che rendono, praticamente inutile, la planimetria e l’asseverazione del tecnico sulla quadratura che, viceversa, rappresenta un aggravio di spesa per il cittadino. Quindi il Comune per sopperire a documenti di cui è, o può venire, facilmente in possesso d’UFFICIO, scarica tutto sul cittadino costretto a pagare.
Ciò detto, pare che l’utente potrebbe, per evitare le spese per tali adempimenti (misurazioni private da parte di un tecnico abilitato del proprio appartamento), certificare la planimetria con le misurazioni richiesta e in alternativa, rendere una dichiarazione sostitutiva (autocertificazione) di quanto richiesto assumendosi tutte le responsabilità e, nel caso in cui questa autocertificazione non fosse ritenuta sufficiente, procedere con  l’accertamento di ufficio.

All’atto pratico molti cittadini ci hanno confermato il fatto che le misurazioni richieste sono state pari a quelle che lo stesso contribuente ha sempre sostenuto, e in questo caso, oltre a considerare il tempo “perso” si aggiungono anche i costi per l’operazione. C’è di più, alcune dichiarazioni dei tecnici vengono anche considerate non veritiere (chissà se vengono denunciati?) dichiarando che saranno oggetto di nuove comunicazioni per verificare le misurazioni degli appartamenti. Insomma da ipotizzare un nuovo scomodo, non solo in termini economici, per coloro che non risiedono sul territorio e sono costretti ad organizzarsi per nuovi appuntamenti con l’Amministrazione.

Un aspetto da evidenziare è che, con le modalità sopra esposte, al di là dei costi per le raccomandate, a carico del Comune e quindi dei cittadini, non è che si trovano gli evasori totali in quanto chi è assente nella banca dati del Comune, con questa tipologia di accertamento, non potrà mai interagire con l’Ente locale. Certo c’è da chiedersi perché la TARI, in quattro anni, non è diminuita di un centesimo, ma questo è un’altra storia!

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