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E diciamolo…"vada a bordo, cazzo!"

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di Michele Dotti

Come le corde di uno strumento musicale possono vibrare per “risonanza”, anche senza bisogno di essere toccate, così le corde del nostro cuore possono vibrare se nell’aria si muove qualcosa vicino al nostro sentire.

In questo senso è fondamentale saper cogliere quegli episodi che acquisiscono un valore simbolico, in grado di far risuonare il sentire collettivo, perché essi indicano in qualche modo i segni dei tempi.

La frase “vada a bordo, cazzo!” pronunciata dal capitano De Falco al comandante Schettino, in pochi giorni è divenuta un vero e proprio simbolo del nostro momento storico.

Sono nati spontaneamente gruppi con questo nome su Facebook e Twitter, la frase è rimbalzata immediatamente sui giornali, in tv, nei blog, nelle piazze…

Si sono stampate persino le magliette!!!

A me pare che essa segni metaforicamente un importate spartiacque, il punto di un risveglio etico collettivo, uno scatto di orgoglio e dignità, atteso da tempo, che non ha nulla a che vedere con l’eroismo -evocato a mio avviso impropriamente- ma semplicemente con una sacrosanta voglia di normalità! Una normalità che per troppi anni ha abbandonato il nostro paese e di cui ora si sente ovunque una profonda sete. Nulla a che fare con l’aspetto economico della crisi. Si tratta piuttosto di un moto d’animo, di una indignazione, di un richiamo alla responsabilità e al dovere morale, che finalmente hanno vinto l’inerzia prodotta da quel senso di rassegnazione ed impotenza su cui erano proliferati i tanti “Schettini” del nostro paese.

Ho la sensazione che si sia raggiunto, collettivamente, quel famoso “fondo” che da tempo aspettavamo di toccare per poter finalmente incominciare a risalire!!! E’ come se un intero paese si fosse risvegliato dal torpore e ora si stesse guardando allo specchio, un po’ spaventato di sé certamente, ma sicuramente con il desiderio di sciacquarsi la faccia per incominciare una nuova giornata.

“Vada a bordo, cazzo!” è la frase che da oggi ognuno di noi può gridare in faccia a chiunque non compia responsabilmente il proprio dovere, ovunque, in qualunque momento, come un monito che ora ha acquisito la forza di un richiamo non solo individuale ma collettivo!

Ma attenzione, perché dentro ciascuno di noi c’è un po’ di Schettino e un po’ di De Falco. Impariamo dunque a riconoscerli e a non rimanere neutrali di fronte ad essi. E soprattutto non torniamo ad adagiarci in quella rassegnata autocommiserazione che per anni ha massacrato il nostro paese.

Se dovesse rendersi necessario, troviamo il coraggio di guardarci negli occhi, davanti allo specchio, e gridarlo anche a noi stessi: “Vada a bordo, cazzo!”

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