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Si giunga ad una gestione ordinaria e democratica del Pio Monte dei Marinai

PROCIDA – Il passato, presente e futuro del Pio Monte dei Marinai continua a far discutere sull’isola di Graziella così, dopo l’incontro pubblico tenuto la settimana scorsa presso la sala consiliare del Comune, un gruppo di marittimi, in attività e in pensione, e cittadini ha inteso scrivere una lettere a S.E. Cardinale Crescenzio Sepe proprio per approfondire le varie questioni aperte sulla gestione di una Istituzione di importanza eccezionale, sia sotto il profilo storico che economico, per l’intera comunità. “Questa nobile istituzione mutualistica – si legge nel documento – fu fondata nel 1617 con uno statuto aggiornato al 1871 e tutt’ora vigente. In quell’anno, infatti, un Regio Decreto, sulla base delle così dette “Legge Rattazzi” riconobbe il suddetto Pio Monte imponendo al Comune di adottare il relativo statuto. Nel 1939 con R.D. 1199 del 12/05/1939 fu riconosciuto, sulla base del concordato STATO – CHIESA dell’11/2/1929, il carattere di “Culto e Religione” per cui il suddetto Ente mutualistico fu affidato alla supervisione e controllo della Curia Arcivescovile di Napoli. Da allora niente è mutato per cui la Curia medesima nomina il Commissario che amministra l’ente de quo. Sulla base di quanto precede, i sottoscritti nella loro qualità di cui innanzi osservano quanto segue:

  1. Dal vigente statuto del 1871 non si evince affatto il carattere di “Culto e Religione” per cui il Pio Monte dei Marinai, con il R.D. del’39, vie individuato come “CONFRATERNITA”; viceversa appare estremamente chiaro e incontrovertibile la natura mutualistica che rende questa istituzione estremamente preveggente se si pensa alla sua data di fondazione (1617), addirittura anteriore a quella dei LLOYD’S di Londra;
  2. Il richiamato R.D. 1199/39 trova la sua spiegazione nei Patti del Laterano dell’11/2/1929 che nell’allegato concordato associano gli Enti di solidarietà alla giurisdizione ecclesiastica;
  3. Alla luce di quanto precede appare assolutamente improbabile il carattere ecclesiastico della suddetta struttura mutualistica e quindi la competenza per la stessa del Codice di Diritto Canonico.

I sottoscritti quindi chiedono alla E.V. di nominare una delegazione della Curia affinché si incontri con una analoga rappresentanza dei marittimi e Istituzioni locali per giungere ad una gestione ordinaria e democratica”.

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