Procida: Il gioco d’azzardo patologico, una vera malattia.

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gioco dazzardoSempre più spesso ci arrivano segnalazioni secondo le quali il gioco (macchinette, video poker, “bollette” varie) coinvolge sempre più procidani e non. Da questo punto di vista la stessa Regione Campania, attraverso le ASL, sta portando avanti un programma di sensibilizzazione  sull’argomento anche sulla base del decreto legge n.158, art.7, comma 5, (c.d. Decreto Balduzzi) il quale prevede che,  a partire dal 1 gennaio 2013, tutti  i gestori di sale da gioco e di esercizi in cui vi sia offerta di giochi pubblici, compresi gli eventi sportivi e non sportivi, sono obbligati ad esporre, sia all’ingresso che all’interno del locale, materiale di informazione sanitaria.

Cos’è il gioco d’azzardo?
È un’attività ludica che ha tre caratteristiche fondamentali:

  • Si gioca per ottenere un premio (denaro, beni materiali, buoni ecc.)
  • Per giocare si deve rischiare una somma più o meno ingente di denaro o equivalenti (propri beni ecc.)
  • La vincita dipende più dal caso che dalla bravura del giocatore.

Il gioco d’azzardo nella storia
Se ne parla già in testimonianze del 3000-4000 a.C.
Il termine “azzardo” deriva dal francese “hasard”, a sua volta parola di origine araba, “az-zahr”, che significa “dadi”.
Il gioco dei dadi è uno dei primi, si praticava già in Egitto, nella Roma Imperiale, in India, in Giappone e in Cina.
Gli archeologi hanno ritrovato persino dadi “truccati” (appesantiti da un lato) e questo significa che anche gli antichi sapevano barare. Col tempo sono nati molti altri giochi, come le scommesse sui cavalli (“lo sport dei re”) e, dal 1500, le lotterie. La roulette fu inventata nel XVI secolo dal filosofo Blaise Pascal, mentre le slot-machine nel 1895 dall’americano Charles Fay.

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