di Nicola Lamonica
Cari amici,
nel mentre vi scrivo è in atto a Napoli, a Porta di Massa, una giusta rivendicazione sindacale dei lavoratori marittimi che temono per il loro posto di lavoro e si vedono privati del loro stipendio, già decurtato e saltuario in più occasioni, dalla società regionale Caremar a cui, per un’assurda decisione a livello governativo nazionale, viene negato in bilancio il previsto contributo statale per i servizi essenziali che offre, in dispregio all’ accordo di programma stato/regione sottoscritto tra le parti all’atto della cessione.
Uguale irresponsabilità amministrativa e politica la dobbiamo denunciare a livello regionale dove per effetto di una confusa politica assessoriale che ancora non sofferma la sua attenzione e priorità sul diritto alla mobilità per i servizi essenziali, per gli isolani e per i lavoratori pendolari, che non può non essere che pubblico; un diritto che certamente non può essere elargito o legato al profitto di qualche azienda privata e che, pertanto la Caremar, fino a quando le istituzioni non ne avranno individuata un’altra equivalente, va difesa e potenziata.
