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TRAFFICO PROCIDANO: LA DEBOLEZZA DI UNA VECCHIA IMPOSTAZIONE

di Elio Notarbartolo (Il Confronto)

PROCIDA – Il sindaco di Procida, sempre animato di buona volontà, afferma, forse con alquanta leggerezza, che ci sarebbe dello smog nell’isola. 
Lo fa per dire che c’è un notevole traffico anche dopo i suoi solerti tentativi di ridurlo, secondo le indicazioni di alcuni cittadini.
Anche la attuale Amministrazione ripete la logica che fu dell’amatissimo sindaco Parascandola che, per primo, prese la decisione di fermare il traffico per alcune ore, “perchè la gente che, da piazza Posta, scende alla Marina , si vede costretta a schiacciarsi contro il muro per far transitare le auto nel “Canale”.
Anche l’amministrazione di cui ebbi l’onore di fare parte si cimentò nel disperato tentativo di ridurre questo inconveniente, e tutte le altre amministrazioni che seguirono fino a quella di oggi, hanno fatto lo stesso, sempre insoddisfacente, tentativo.
L’isola ha una strada dorsale che riceve gli apporti delle strade che provengono dalle tante penisole che formano Procida e che, senza la possibilità di un trasporto autonomo, rischiano di fare prigionieri i loro abitanti e di castigarne le attività imprenditoriali.
Da alcune amministrazioni a questa parte (Gerardo Lubrano, Vincenzo Capezzuto ecc,) ci siamo sforzati di proporre una inversione della logica di come porsi dinanzi al problema.
E’ impossibile fermare completamente il traffico: apriamo, allora, una via pedonale a chi vuole raggiungere i luoghi storici di Procida (il Vascello, la Schianata, Terra Murata, la Corricella) dalla Marina.
Dove?
Dietro il Macello c’è una proprietà al 90% comunale sulla quale, con poca spesa, si può realizzare ( o, almeno, progettare per il momento) un percorso pedonale per arrivare al di sopra della scalinata della Lingua. Di lì la strada pedonale andrebbe a valorizzare l’unica zona ancora alquanto degradata dell’isola, consentendo a chi ama percorrere l’isola a piedi di arrivare a piazza dei Martiri e a tutti i luoghi più famosi.
Il traffico pedonale, specialmente per via principe Umberto sarebbe notevolmente ridotto. Per piacere, non ci parlate di smog a Procida perchè anche senza volerlo, insultate l’isola e la verità.

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4 commenti

  1. Vincenzo Barbiero

    Caro ing. Ho letto la tua proposta di un percorso pedonale per piazza dei Martiri al momento non piu fattibile in quanto quei terreni sono stati acquistati da privati nel programma di alienazione dei beni vomunali. D’ altronte non comprendo come si possa risolvere il problema traffico che intetessa l’ INTERA isola con un solo percorso. Il problema esiste ed è grave. Non nascondiamoci dietro il dito della singola piacenza e convenienza.

  2. Osservatore Procidano

    Le ragioni del traffico a Procida sono molteplici.Le fantasiose soluzioni le superano del doppio.Il problema e’ evidente ma e’ certo che non si puo’ parlare di blocco della circolazione quando poi si deve per forza concedere una deroga a autobus,taxi,veicoli commerciali e altri autorizzati.Lo smog si potrebbe,e si dovrebbe, prevenire, e controllare, con norme rigide anti inquinamento (euro 4 e oltre),eliminazione di veicoli a 2 tempi e rimodernamento del parco autobus che da soli bastano a rovinarci la salute.L’isola non e’ il parco giochi dove circa 7-8 mila persone vivono di rendita,bensi’ un luogo che pullula di attivita’ economiche con le chiare esigenze di movimento e rapidita’ che l’epoca in cui viviamo ci obbliga a seguire,e’ quindi impensabile una pedonalizzazione.Piuttosto una decisa svolta culturale che porti il buonsenso e il rispetto reciproco affinche’ l’utilizzo sia proporzionato alla mera esigenza.La politica dovrebbe occuparsi di questo,tendendo a ridurre nei limiti del possibile l’impatto sul territorio attraverso norme che sono nella facolta’ degli amministratori di turno.Ripeto norme ambientali,sensi obbligati permanenti e divieti tassativi di fermata e sosta selvaggia,insomma come funziona il nostro corpo per vivere:il sangue deve circolare per forza ma nel miglior modo e noi dobbiamo avere una sana alimentazione (non smog) e renderlo fluido (niente sosta) per non rischiare di ammalarci.

  3. Esiste un sistema elettrico che porta sollievo a chi può e a chi ” non può ” camminare a lungo sull’isola ma, per motivi incomprensibili ai più non viene utilizzato, neanche nei luoghi più affumicati .
    Quando ho indagato in tal senso nella mia città, ho scoperto che, le colonnine per l’alimentazione elettrica dei veicoli sono quasi inesistenti, motivo … lo possiamo immaginare ?
    Se un sindaco, o chi per egli, ha coraggio e resistenza può, ottenere sul proprio territorio mutamenti sostanziali,
    se lo stesso sindaco non teme ritorsioni illecite, può e deve provvedere per il proprio e altrui beneficio se, ha iniziativa ,fantasia, cultura, competizione, premura e vuole rappresentare per i propri elettori un punto di sicuro ed incorrotto riferimento, si impegna con vigore e umiltà a tal proposito … se …

  4. Caro ing., francamente sono rimest0 alquanto meravigliato nel leggere il suo scritto e qualche risposta conseguente. Mi sembra che tutto parta da sensazioni personali molto inclini a tollerare una situazione ormai diventata insostenibule. Lei è un uomo di numeri e dai numeri vorrei partire. dai dati del PRA, gestito dall’ACI (verificabili sul sito http://www.comuni-italiani.it/063/061/statistiche/veicoli.html ) si evince che nel comune di Procida risultano residenti 4295 autovetture, 2947 motoveicoli, 361 veicoli trasporto merci e 54 veicoli speciali, non risultano autobus residenti evidentemente perchè vengono iscritti nel comune della sede legale dell’EAV. I dati sono fermi al 2016 e, considerando che il trend è crescente negli ultimi 12 anni di cui sono disponibili i dati, è facile pensare che questi numeri, ad oggi, siano stati ampiamente superati. Ora, consideranto una occupazione media di 4,5 ml per vettura, occorrerebbero più di 19 Km di strada per poterle mettere in “circolazione” . Credo che a Procida non ci siano strade sufficienti a fare questo. E questo solo considerando le autovetture, se aggiungessimo anche i motocicli e gli altri veicoli ci dovremmo convincere che la situazione Procidana è veramente insostenibile. Le soluzioni proposte, percorsi pedonali, più rigoroso controllo sul rispetto del godice della strada, formazione ed informazione scolastica, passaggio all’elettrico risultano essere soltanto cure palliative che non risolvono il vero problema dell’ingiustificata presenza di un tale numero di veicoli sull’isola. Ecco, forse alcuni procidani dimenticano troppo facilmente che ci si trova su un’isola e questo non permette l’espansione dei propri diritti a dismisura perchè inevitabilmente si va a calpestare diritti di altri. Del resto non si può certo piegare tutto alle esigenze commerciali che, seppur legittime, non possono condizionare la vita di tutti i cittadini attraverso un becero permissivismo in nome di una irrealizzabile libertà di circolazione. Questa miope visione delle cose sta portando Procida ad essere molto simile ad una discarica in cui quei pochi spazi di natura rimasti vengono facilmente sacrificati in nome di un diritto all’abuso che si sta radicalizzando nella mente delle persone. Così i pochi orti rimasti all’inizio di questo secolo, oggi sono stati trasformati in parcheggi per accogliere quei veicoli, sempre più grandi, che la gente acquista e fa circolare in una realtà in cui esistono strade a misura di asino e non di giganteschi SUV o vetture di rappresentanza che ben poco si addicono alla realtà isolana. Chi pensa di risolvere il problema con ipotesi di fluidificazione del traffico o creazione di sparuti percorsi pedonali evidantemente espone solo un’idea utopica, sicuramente irrealizzabile e non risolutiva, ma in questo modo si pone l’animo in pace e si scarica dall’onere di obbedire, per primo in proprio, ad un comportamento più razionale e rispettoso della realtà in cui si vive. Mi unisco pertanto al coro di proteste nei confronti delle deliberazioni del sindaco perchè giudico i provvedimenti presi troppo limitati ed inefficaci e perchè bisognerebbe avere più coraggio, a rischio di essere impopolari, per risolvere una situazione che si sta incancrenendo e manifesta i suoi effetti negativi durante tutto l’arco dell’anno.

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