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Trasporto pubblico: Ancora una domenica da incubo

PROCIDA – Ennesimo “bollettino di guerra” per il trasporto pubblico locale quello che si rileva in una dura nota diffusa dal Comitato Utenti Trasporto isola di Procida a firma di Giuseppe Giaquinto nella quale si evidenziano una serie di disagi sofferti, in ultimo domenica scorsa, da centinaia di utenti. “Ancora una domenica da incubo per il trasporto pubblico locale. Domenica 14 luglio – scrive Giaquinto –  solo cinque i minibus in circolazione, a fronte dei dieci che dovrebbero essere disponibili, con frequenze dilatate, altro che ogni 10 minuti propagandati dal palazzo comunale. Condizioni di trasporto da terzo mondo, per una capienza totale di non più di 100 persone su tutte le linee, con resse sulle fermate, lamentele continue, con sauna annessa per chi è salito e, senza alcuna possibilità di trasporto per disabili.

Una situazione allarmante che ha lasciato nello sconcerto più totale le migliaia di turisti presenti oggi sul territorio, che dopo aver pagato fior di soldi per il tragitto via mare, si sono visti negare la possibilità di raggiungere le spiagge. Sorte ancora più vergognosa è toccata ai procidani che sono rimasti appiedati sulle fermate senza possibilità di scampo.

Una vergogna che non può più essere taciuta, e di cui debbono fare “mea culpa” il governatore De Luca e il Presidente dell’EAV De Gregorio e non solo per la situazione in cui versano i trasporti nella regione campania ma anche per l’indecenza in cui si continua a mantenere il trasporto pubblico a Procida, per loro forse solo un puntino geografico ma per noi una località turistica tra le più rinomate d’Italia che merita ben altra considerazione.

Siamo stanchi – sottolinea Giuseppe Giaquinto –  anche perché non sentiamo pugni che sbattono sui tavoli che contano. Ci sentiamo abbandonati da tutte le istituzioni, a cominciare da quella locale che non vede e non sente. Scriveremo al Prefetto di Napoli, al Ministro dei Trasporti, On.le Toninelli e alle organizzazioni sindacali perché siamo avviliti e vogliamo prese di posizione “forti” oltre che fare chiarezza su una discriminazione verso questo nostro territorio e verso utenti considerati di serie C. Tutti – conclude Giaquinto – hanno il diritto dovere di conoscere”.

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