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Un caldo agosto per la politica procidana.

Siamo nel pieno dell’estate e, detta tra noi, non ci saremo aspettati, a solo quattro mesi dalle elezioni comunali del 28 e 29 marzo scorso, una stagione politica altamente densa di accadimenti come questa. Se è vero che in questi primi quattro mesi di amministrazione Capezzuto buona parte della discussione e del confronto politico in seno al Civico Consesso, e non solo, si è concentrato sulla SEPA e “l’interdittiva antimafia” che ha interessato il socio di maggioranza (Società Cooperativa San Marco) , argomento peraltro fortemente motivato dal gruppo di minoranza “Insieme per Procida”; c’è anche dell’altro che comunque, contribuisce a rendere questo momento ben al di sopra dei normali toni, per lo più estivi, della politica procidana.

La questione aperta dagli assessori Borgogna e Capezzuto all’indomani della vittoria del Palio di Sant’Anna, per esempio, con i due giovani assessori che hanno mostrato attimi di nervosismo ed avanzato reciproca richiesta, a mezzo stampa e non solo, delle altrui deleghe.

E’ il caso delle dimissioni, a poco più di tre mesi dalla nomina dall’incarico assessoriale, di Giuseppe Aiello sostituito nello stesso ruolo (esterno alla giunta) dalla sorella Rachele (Lella) Aiello, già consigliere ed assessore nelle giunte Muro e Lubrano.

C’è il “giallo” sulle dichiarazioni affidate alla bacheca di facebook da parte del consigliere comunale Menico Scala nel quale si esprimevano dubbi sull’utilità dello stesso Consiglio con decisioni prese altrove (pensiero poi cancellato, posizione rientrate ma mai smentita pubblicamente).

In ultimo, poi, il lungo colloquio avuto nella mattinata del 17 agosto tra il Sindaco Vincenzo Capezzuto e il vice presidente del Consiglio Comunale, nonché delegato ai trasporti, Pasquale Sabia, a termine del quale lo stesso Sabia rimetteva le deleghe nelle mani del Sindaco.

Piccole cose, dirà qualcuno. Probabilmente si.

Normale confronto nell’ambito della maggioranza? Può darsi. Anzi, in fasi politiche di una certa effervescenza si è dire che ci si trova al cospetto di un momento di crescita, di voglia di fare e  di normale dialettica politica interna ad uno schieramento.

Ragazzate estive enfatizzate dai mezzi di comunicazione? Non sarebbe la prima volta. In estate, si sa, si tende ad amplificare le cose e con essa la voglia di trasgressione (non a caso è il periodo dell’anno a maggiore concentrazione di tradimenti), ed in attesa che i potenti ambasciatori di pace riportino la politica a parlare di GRANDI temi (Porti, Terra Murata, Vivara, etc.), ci si accontenta delle PICCOLE cose.

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