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Procida: Marittimi rapiti. Il Sindaco incontrerà l’Ambasciatore somalo a Roma

La diplomazia si muove per i procidani sequestrati dai pirati. Il sequestro della «Savina Caylyn» risale all’8 febbraio, quello della «Rosalia D’Amato» al 21 aprile.

Sulla vicenda dei  quattro marittimi procidani sequestrati dai pirati con le rispettive navi, Vincenzo Ambrosino e Genaro Odolado insieme a Giuseppe Lubrano e Crescenzo Guardascione per i quali sono passati già tre mesi, ci sono sviluppi sul fronte diplomatico.

Nei giorni scorsi, infatti, abbiamo appreso dal blog tgprocida che il sindaco di Procida, Vincenzo Capezzuto, sarebbe stato convocato dall’Ambasciata Somala a Roma. Nella giornata odierna abbiamo contattato l’Ambasciata Somala (che ringraziamo per la disponibilità e gentilizza) la quale ci ha confermato che, a seguito di una telefonata del Sindaco Capezzuto, stante il rientro dell’Ambasciatore nella capitale nella giornata di domani, sarà premura dell’Ambasciata contattare, appena possibile, l’Istituzione procidana per un incontro. Il sindaco Capezzuto ha dichiarato al quotidiano IL MATTINO in un articolo a firma di Domenico Ambrosino: «Avevo da tempo manifestato all’ambasciatore la mia volontà di incontrarlo per affrontare insieme la vicenda delle due navi sequestrate in Somalia che vede quattro isolani coinvolti. Il rapporto istituzionale non si è mai interrotto in questo lungo periodo. Ieri, l’ambasciatore ha risposto positivamente. Il colloquio avverrà in settimana».

Il sindaco cercherà innanzitutto informazioni sullo stato di salute dei marittimi sequestrati dei quali, da tempo, non si sa più niente. La Farnesina ha assicurato che i marittimi stanno tutti bene, ma il fatto che sono stati troncati completamente anche quei pochi contatti telefonici da bordo, non fa che aumentare angoscia e preoccupazione

A Procida si sta nel frattempo lavorando alacremente perchè il consiglio Comunale deliberi sulla formazione della commissione speciale che dovrà elaborare le proposte di «safety» e «security» contro la pirateria. Continua a far discutere l’iniziativa di impiegare militari e contractor sulle navi italiane.

«Noi – dice Roberto Giorgi, presidente di “V Ships”abbiamo armato con guardie speciali l’80% delle navi da noi gestite, attraverso una speciale roccaforte a bordo per la difesa/offesa e abbiamo avuto buoni esiti, ma non è questa la strada giusta. Il problema – continua il comandante – è che la Somalia non è una nazione ricca di petrolio come l’Iraq, non è quindi una priorità per l’ONU. Bisognerebbe che le azioni della pirateria venissero definite da leggi internazionali come «crimini contro l’umanità».

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