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Antenne telefonia: Giovedì 12 giugno presidio di protesta all’esterno del Comune

antenne cellulari vodafone2di Gennaro Savio

Se qualcuno pensava che dopo un mese e mezzo dall’installazione dell’antenna di telefonia mobile su palazzo Mazzella si fossero potuti placare gli animi dei residenti di via Regina Elena che da subito e a gran voce ne hanno chiesto l’immediata rimozione, evidentemente si è proprio sbagliato di grosso. Infatti la mobilitazione per chiedere e ottenere la rimozione del nuovo ripetitore continua e più incisiva di prima. E così ora, alla battaglia politica e mediatica portata avanti dal PCIML e a quella legale seguita dagli avvocati Bruno Molinaro e Miriam Petrone, si affianca la lotta popolare che i residenti di via Regina Elena sono disposti a portare avanti sino in fondo. Nel pomeriggio di domenica 1 giugno 2014 sono stati tanti i cittadini che hanno partecipato alla riunione indetta da Stanislao Strazzi, rappresentante a Procida del PCIML, il partito guidato dal combattivo Domenico Savio. Si è trattato di un incontro durante il quale i rappresentanti del PCIML hanno innanzitutto fatto chiarezza sull’intera vicenda individuando, al tempo stesso, quelle che sono le responsabilità politiche che hanno portato all’installazione della nuova antenna su palazzo Mazzella. Responsabilità politiche che vanno ricondotte anche all’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Capezzuto. Infatti se il Comune attraverso la Commissione paesaggio non avesse dato parere favorevole, la collocazione dell’antenna in via Regina Elena sarebbe stata bloccata sul nascere. E invece non c’è stata la volontà politica di evitare che quell’antenna finisse per essere collocata tra le case della gente in una zona popolatissima da uomini, donne, anziani e bambini. Inoltre è stato messo l’accento sul fatto che l’ordinanza di disattivazione della stessa antenna firmata da Capezzuto era destinata ad essere bocciata dal T.A.R. così com’è già avvenuto in altri casi simili. Infatti l’iter amministrativo corretto che andava adottato era un altro. Il sindaco avrebbe dovuto avviare il procedimento di revoca in autotutela del permesso a costruire concesso dando alla Vodafone il tempo necessario per produrre a sua volta gli atti che riteneva eventualmente opportuno presentare a supporto delle proprie tesi. A questo punto il Sindaco, facendo valere le ragioni del Comune, avrebbe dovuto, e seguendo questo percorso può ancora farlo, revocare in autotutela detto permesso e infine richiedere la rimozione dell’antenna. Perché tutto questo non è stato fatto? Perché si è scelta una strada amministrativamente parlando suicida? I cittadini di Procida fanno bene a chiedere in merito pubblicamente lumi agli amministratori di via Libertà! Dall’interessante e proficuo dibattito con i cittadini di via Regina Elena è emersa la necessità di dover portare avanti la battaglia non solo per chiedere con forza la rimozione dell’antenna da palazzo Mazzella, ma anche di quelle collocate sulla scuola elementare, su palazzo Ferrajoli e delle altre presenti nei centri abitati e questo lo si potrà ottenere solo se il Consiglio comunale approverà un regolamento in cui si vieta l’installazione di questi ripetitori a ridosso delle case. E in tanti Comuni italiani questa scelta di civiltà sociale a tutela della salute pubblica è stata fatta già da anni. Nella vicina Bacoli, ad esempio, su proposta dei Consiglieri comunali di opposizione Josi Gerardo Della Ragione e Adele Schiavo e con dati scientifici alla mano prodotti da studiosi dell’Università Federico II di Napoli e della Comunità Europea, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità un regolamento che autorizza l’installazione di antenne di telefonia mobile solo a cinquecento metri di distanza dalle abitazioni. Perché a Procida non si fa lo stesso e si autorizza la loro installazione solo sulle “punte” del territorio e lontano dalle case? Un discorso a parte merita senz’altro la “storiaccia” del ripetitore presente sulla scuola elementare di Procida. Infatti nelle settimane scorse il Sindaco Capezzuto davanti alle nostre telecamere rivelò di aver firmato tempo addietro un’ordinanza di rimozione del ripetitore Telecom piazzato proprio sulla scuola Elementare e che al momento sarebbe disattivato. Ripetitore a tutt’oggi ancora incredibilmente presente sul lastrico solaio della scuola. Ma se l’ordinanza imponeva la rimozione, perché quel “mostro” di antenna non è stato ancora tolto da sopra le teste dei bambini? Il presidio di protesta organizzato dal PCIML per giovedì 12 giugno prossimo sotto il Municipio a partire dalle ore 10.30 servirà anche a chiedere con forza l’immediata rimozione dell’antenna presente sull’istituto scolastico frequentato da bambini in tenerissima età e l’adozione di un apposito regolamento. Cittadini di Procida, non mancate!

 

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