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Bullismo e cyberbullismo, un fenomeno che dilaga tra i giovani

bullismoNegli States il bullismo viene rappresentato come “un’epidemia silenziosa” che il diffondersi dei social ha reso ancora più nascosta. Dai risultati di uno studio elaborato dalla onlus Pepita, attiva nel contrastare i fenomeni del bullismo e del cyberbullism, su un campione di 4.000 adolescenti con età compresa tra i 12 e 14 anni, è emerso che il 95% ha un profilo social, che sia Facebook, Instagram o Snapchat, quest’ultimo è il più utilizzato in questa fascia di età. La pressoché totalità, comunque, fa uso di Whatsapp, su cui si possono arrivare a passare fino a tre ore al giorno, restando connessi anche dopo le ore 22,00, per lo più si evidenzia come il 70% navighi senza alcun tipo di controllo in rete da parte degli adulti.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Istat sul bullismo, poi, pubblicato lo scorso dicembre, tra i ragazzi  di età compresa tra i 14 e i 17 anni che usano cellulare e internet, il 5,9% ha denunciato di avere subìto ripetutamente azioni vessatorie tramite sms, mail, chat o social network. Vittime, più di tutti, sono le ragazze, il 7,1% contro il 4,6% dei ragazzi. Più di nove adolescenti su dieci usano un telefono cellulare, la metà usa un personal computer, sette su dieci usano Internet. Due ragazzi su tre, inoltre, ritengono che il cyberbullismo sia un fenomeno in crescita, dati che sono approssimati per difetto considerato che non tengono conto di chi non denuncia.

In Italia non esiste un reato di cyberbullismo, così come non ne esiste uno per il bullismo in generale. “Un comportamento bullo – si legge sul sito dei Carabinieri – è un tipo di azione che mira deliberatamente a far del male o a danneggiare. Spesso è persistente, talvolta dura per settimane, mesi, persino anni ed è difficile difendersi per coloro che ne sono vittime. Alla base della maggior parte dei comportamenti sopraffattori c’è un abuso di potere e un desiderio di intimidire e dominare”.

Numeri emblematici che, se a livello macro, la dicono lunga su quanto la problematica sia diffusa e subdola, e di quanto sia necessario mettere in atto azioni positive per prevenire e curare, in una piccola realtà come l’isola di Procida (dove le segnalazioni, purtroppo, non mancano), caratterialmente poco incline a confrontarsi pubblicamente su questioni di questo tipo, si corre il rischio di parlarne o affrontarla solo quando si giunge ad atti o gesti estremi.

Per poter intervenire, in primo luogo, bisogna imparare a comprendere i sintomi cosa non sempre facile in quanto i ragazzi difficilmente ne parlano: attenzione quindi alla loro comunicazione non verbale (le loro reazioni o i loro comportamenti). Utile per i genitori, quindi, può risultare: imparare a riconoscere sintomi di malessere, che possono essere fisici (come mal di pancia, mal di testa, mal di stomaco, …) o psicologici (come disturbi del sonno, incubi, attacchi d’ansia, …); spesso rifiutano di andare a scuola, senza addurre motivazioni plausibili; attenzione al calo nel rendimento scolastico e anche ai cambiamenti del proprio stile di vita al di fuori del contesto scolastico (es. isolamento e rifugio nel mondo virtuale); porre attenzione a richieste di denaro o sparizione anche di piccole somme; non sottovalutare smarrimenti o danneggiamenti di materiale, scolastico e non (es. cellulare, i-pod,…); i bulli spesso prendono di mira anche l’abbigliamento: attenzione al vestiario mancante o ai capi sgualciti o stracciati, specie se vostro/a figlio/a è un ragazzo/a ordinato/a; mantenere il contatto con la scuola o, se pratica uno sport, con l’adulto di riferimento, per verificare cambiamenti nelle abitudini o negli atteggiamenti; al minimo dubbio non esitare a parlarne con gli insegnanti o con gli esperti spesso presenti nella scuola, come psicologi o educatori; rivolgersi con fiducia alle forze dell’ordine, che da anni svolgono nelle scuole attività di prevenzione e di contrasto.

La problematica non va affatto trascurata in quanto, come sottolineano i medici,  le conseguenze possono essere devastanti per chi è vittima di questi fenomeni a partire da depressione, comportamenti autodistruttivi, insicurezza, ansia, bassa autostima, problemi nell’adattamento, ritiro, solitudine, relazioni povere – abbandono scolastico.

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Un commento

  1. accadeva …. a proposito di bullismo …. 50 anni fa….

    ARROGANTE ED INVADENTE ANNA LISA SE
    M’ INCROCIAVA NEI CORRIDOI DELL’ISTITUTO
    M’ IMPORTUNAVA PESANTEMENTE, PER RIMARCARE,
    OSSESSIVAMENTE, I LIMITI DEL PROPRIO TERRITORIO .
    SPORTIVA, A MODO SUO, ASSUMEVA ATTEGGIAMENTI MASCOLINI, ED USAVA, NEI MIEI CONFRONTI,
    PERSECUTORIE ATTENZIONI CHE
    COSTANTEMENTE, MI IMPEDIVANO QUIETE…
    UN GIORNO MOSTRANDO A NOI TUTTI UNA FOTOGRAFIA,
    SE NE VANTAVA, MENTRE ERA RITRATTA
    IN PROCINTO DI TUFFARSI NELLA PISCINA COMUNALE,
    DOVE QUOTIDIANAMENTE S’ ESERCITAVA,
    ANCHE SE NEL TUFFARSI, SORPRESA A ME GRADITA,
    CONTENEVA IL RESPIRO CON DUE DITA SUL NASO EVIDENTE SEGNO DI VULNERABILITA’ .
    IL MAGGIORE RISCATTO, PERO’ MI RAGGIUNSE, INASPETTATO, UNA MATTINA, QUANDO
    UN NOSTRO COMPAGNO DI CORSO, LA DEFINI’
    ” COMPROMESSA ” A CAUSA D’ UN SUO, PRECOCE AMORE
    CONSUMATO NELL’ISTITUTO E, CAUSA DI PROLE .

    AL TEMPO LE VERGINI ERANO DA RISPETTARE
    …ED OSARE TANTO,
    CAUSAVA ALLA SGRADITA LACRIME E UMILIAZIONI!!!

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