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Caccia in giorno di silenzio: denunciato cacciatore a Ischia

DENUNCIATO UN CACCIATORE, SEQUESTRATI FUCILE E MATERIALE ILLEGALE A SERRARA FONTANA

SULL’ISOLA DI PROCIDA UOMO CONDANNATO PER MINACCE ALLE GUARDIE LIPU

Comunicato stampa.

Alle prime ore della alba sull’isola di Ischia è scattata un’ operazione congiunta tra Polizia Provinciale e Guardie Venatorie e Zoofile della LIPU . Le attività di controllo hanno interessato le zone del Montagnone nel comune d’Ischia e del Toccaneto nel Comune di Serrara Fontana. Due squadre miste hanno nottetempo localizzato due richiami elettromagnetici vietati per l’uso venatorio, conosciuti con il nome di phonophil, congegni elettronici alimentati da una batteria ed azionati da un timer programmato, i quali riproducono e diffondono per mezzo di trombe acustiche il canto di varie specie di uccelli, nel caso specifico della quaglia. Gli uccelli ingannati dal richiamo artificiale dei propri simili, interrompono la migrazione e sostanoi nei pressi dei richiami restando facile preda sotto i colpi dei bracconieri. Le due squadre di agenti non hanno atteso molto, ed infatti di primo mattino si sono presentati puntuali i bracconieri armati di tutto punto. Uno di essi, tale C.
D. C. residente a Serrara Fontana, veniva immediatamente fermato, mentre un altro riusciva a fuggire per i campi facendo perdere le proprie tracce. L’uomo fermato, a cui sono stati sequestrati fucile e munizioni dovrà rispondere del reato di caccia in giorno di silenzio venatorio (martedì e venerdì in tutta la Nazione).
“Ringrazio innanzitutto gli uomini della Polizia
Provinciale e la dottoressa Lucia Rea per l’impegno profuso sull’isola per il ripristino della legalità in campo venatorio – dichiara Il Delegato LIPU per l’isola d’Ischia, la sig.ra Paolella Carmela – ed ovviamente le nostre guardie. Nello specifico faccio notare che i bracconieri oltre all’uso indiscriminato di mezzi vietati per la cattura dell’avifauna,
sono stati intercettati in una giornata di venerdì, quando cioè vige l’assoluto silenzio venatorio. Dispiace per la giovane età della
persona fermata, ma questo dimostra ancora una volta che chi commette illeciti di caccia non sono solo anziani nostalgici ma purtroppo anche giovani leve che proseguono nella scelleratezza e nel malcostume di certi atavici codici negativi. Le operazioni proseguiranno
per tutto il periodo del passaggio migratorio. Confidiamo nella disponibilità e collaborazione dei cacciatori seri affinché nel comune interesse si possa proseguire sulla strada della regolarità e del rispetto delle leggi”.

Intanto presso il Tribunale di Pozzuoli si registra un condanna per un cittadino residente sull’isola di Procida, Barone N., per minacce nei confronti delle Guardie LIPU.
I fatti risalgono al dicembre del 2008 quando l’uomo aggredì verbalmente in località “punta Pizzaco” due Guardie Venatorie della LIPU in servizio di vigilanza, con parole offensive e minacce del tipo “se attraversate il mio terreno vi sparo, ho il porto d’armi!”.
Per la condotta illecita manifestata nei confronti dei due Pubblici Ufficiali, il Giudice ha condannato l’uomo a mesi 6 di reclusione, pena sospesa, più pagamento delle spese processuali.

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