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Il Cambiamento

cambiamentodi Michele Romano

Negli ultimi tempi cambiamento è diventata una parola alquanto di moda, soprattutto  quando si avvicinano le elezioni sia quelle politiche nazionali che quelle regionali e comunali. Anche nella mia terra natia, l’isola di Procida, dove, nella primavera del 2015, si terrà il voto per scegliere gli organi di governo del territorio, tale vocabolo è diventato fonte di discussione in tutti gli ambiti della società locale. In tal senso, mi sembra cosa opportuna, sviluppare il suo significato etimologico che indica, senza mezzi termini, il fatto che bisogna modificare, ribaltare gli usi e costumi a cui si è assuefatti, troppo spesso in modo deleterio. Così si diventa consapevoli di abbandonare le cattive abitudini dell’illegalità, dell’inquinamento ambientale, dei favoritismi, delle furberie, dei gretti egoismi sia sul posto di lavoro che in quello familiare e sociale. L’antica saggezza latina dice: verba volant (le parole vanno via) scripta manent (gli atti restano) per cui noi cittadini insulari siamo pronti a rimodulare il vivere quotidiano oppure è un puro e semplice flatus vocis (fiato di voce)? Tutto  ciò, a maggior ragione, vale per gli aspiranti candidati, vecchi e nuovi, senza discriminazione alcuna, perché non agiscano da furbastri ritenendo che con una pura e semplice verniciatura di buonismo coprano le nefandezze che in tanti anni si sono profondamente annidate nel nostro tessuto socio-economico e gestionale. Ci troviamo davanti ad una scelta di vita senza appello sia per i cittadini che per i futuri governanti, in cui barattare il cambiamento con materiale usurato significa arrecare un perenne danno a se stessi e all’intera “polis” micaelica.

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6 commenti

  1. Capt. Gennaro CIBELLI

    Ottima analisi Sig. Romano
    dobbiamo avere il coraggio di cambiare e, sta volta è veramente senza appello!

  2. il Cerusico di Mare

    …………….condivido…………….e penso che tutti dobbiamo cambiare. E quindi sia i cittadini che chi ci governerà.

  3. Cambiamenti…

    senza dire che cosa,nei fatti,non nell’afflato…

    si vuol cambiare,è questo,sì, il peggior cambiamento..

  4. Capt. Gennaro CIBELLI

    Signor Pugliese ma Lei è di una incoerenza inaudita : si fanno le proposte e non le vanno bene, non si fanno e non va bene, ma per favore si decida!
    Ci faccia la cortesia di mettere Lei nero su bianco e, faccia conoscere ai tanti lettori di questo blog ed ai suoi concittadini il suo modello, progetto, pensiero, lo chiami come vuole ma lo faccia!
    Buona serata!

  5. cesare costagliola

    Apprezzo l’articolo almeno si ha coscienza di noi stessi e si e’ presa una consapevolezza nel voler e poter cambiare

  6. Pasquale Cozzella

    Ciò che mi colpisce di più degli articoli che il Dott. Romano ci dispensa da qualche tempo è la parola “flatus vocis” (fiato di voce) . Peccato che il Maestro si ritenga immune da questa piaga.

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