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Carannante: Il futuro non s’improvvisa

PROCIDA – Quando mancano poche ore alla fine del 2018, ed in tutti, grandi e piccini, i buoni propositi si accavallano per l’ingresso del nuovo anno, abbiamo avuto modo di incontrare l’assessore Antonio Carannante, senza dubbio uno degli elementi di spicco dell’attuale maggioranza, non fosse altro per le deleghe (Vivara, contenzioso, ex struttura carceraria di Terra Murata, acquedotto, pubblica illuminazione, solo per fare qualche esempio) di sua competenza, così da fare il punto su alcune questioni aperte e su quelli che potrebbero essere i possibili sviluppi futuri, a partire già dall’entrante 2019.

Cosa cambierà per i procidani dal momento in cui molti beni dell’Albano Francescano sono passati nelle mani degli eredi Diana?

«La Fondazione Albano Francescano assiste molti nostri anziani, e i proventi dei suoi beni vengono utilizzati proprio per questo scopo. Speriamo che questo passaggio di proprietà non la danneggi in maniera irreparabile tanto da privare la nostra comunità di questa forma di assistenza. Sarebbe una perdita notevole per tutti noi procidani. Discorso a parte merita Vivara: resta una Riserva Naturale dello Stato con tutti i relativi vincoli di legge. I nuovi proprietari subentreranno nel Comitato di gestione, insieme al Comune di Procida, Regione Campania e Associazioni ambientalisti».

A tuo modo di vedere l’Albano Francescano avrà difficoltà ad andare avanti?

«Immagino di sì, anche se non conosco nel dettaglio il suo bilancio. Da tempo è notoria la sua difficoltà economica evidentemente dovuta anche a una passata gestione non ottimale».

Dopo cinque anni dalla sottoscrizione del protocollo che ha consegnato l’ex struttura carceraria al Comune a che punto siamo? Da qui a fine mandato quali azioni saranno poste in campo?

«Mi fa piacere questa domanda perché da qualche parte vengono fatte osservazioni senza preoccuparsi di acquisire informazioni, anzi, diffondendone sbagliate. La riqualificazione dell’ex Carcere è un percorso lungo e complesso che stiamo conducendo con tanti sforzi, e che va necessariamente affrontato con professionalità in tutte le sue fasi.

Il carcere è stato trasferito al Comune di Procida affinché venisse riqualificato secondo un Piano di valorizzazione. Tramite l’arch. Rosalba Iodice abbiamo redatto un Piano particolareggiato, presentato ad aprile scorso, che è preliminare al progetto finale. Inoltre abbiamo firmato anche dei Protocolli d’intesa con l’Università Federico II (Dipartimento di strutture per l’Ingegneria e l’Architettura) e l’Autorità di Bacino Distrettuale per avere dati essenziali per il progetto. E’ prevista una meravigliosa struttura dove vi sarà una parte alberghiera e una restante parte che resterà zona museale, oltre che congressuale, universitaria e commerciale. Ovviamente un’opera così grande non basta progettarla per cui abbiamo ritenuto necessario verificare se è sostenibile economicamente. Pertanto, in questa direzione, nel corso degli ultimi 18 mesi da un lato abbiamo intensificato i rapporti con l’Agenzia del Demanio e la Cassa Depositi e Prestiti, e dall’altro i contatti con prestigiosi studi di consulenza internazionale specializzati in progetti di valorizzazione di patrimonio immobiliare pubblici. Tale sforzo – reso possibile grazie anche ai contributi professionali, a vario titolo, dei procidani dott. Mimmo Mazzella, dott. Vittorio Violante, Prof. Francesco Izzo, Prof. Salvatore Di Liello e del Dott. Carlo Scotto – ha consentito una prima valutazione della bancabilità del progetto di valorizzazione dell’ex carcere, considerando la possibilità di ricorre a strumenti di finanza alternativi ai finanziamenti a lungo termine, ipotizzando anche la partecipazione diretta all’investimento da parte di fondi immobiliari ad apporto pubblico. Quindi, per la prima volta, si è giunti a studiare quest’operazione di riqualificazione facendo “sistema” tra Amministrazione, consulenti indipendenti, Agenzia del Demanio e Ministero. E’ uno studio essenziale e complesso, indispensabile per evitare salti nel vuoto, e appena pronto si condivideranno le dovute valutazioni in quanto poi fondamentali per procedere con la Gara di affidamento di questo meraviglioso Bene».

Questione Ospedale, tra vicende legali e rivendicazioni politiche, quale la situazione attuale e quali le novità per il 2019?

«Innanzitutto siamo riusciti a mantenere il Pronto Soccorso h24 sulla nostra isola, ed è un gran bel risultato per tutti noi procidani. Adesso dobbiamo mantenere sempre alta l’attenzione affinché vengano assicurati tutti i servizi che ci spettano per legge. Non stancherò mai di dire questa è una battaglia che non ha colore politico. L’ho detto da tempi non sospetti. Come Amministrazione abbiamo fatto e faremo sempre la nostra parte, e continueremo a farlo in tutte le sedi, politiche e giudiziarie. Devo ricordare che in questa battaglia i cittadini ci sono stati vicini a vario titolo, penso, ad esempio, al Comitato che si è costituito nell’occasione e non ha mai fatto mancare il suo apporto, ma anche ad Aniello Scotto di Santolo e al medico procidano Tommaso Strudel, fino a coloro che hanno deciso di proporre un separato ricorso al TAR insieme ad alcuni consiglieri di opposizione. Questa è una vittoria e una battaglia di tutti i procidani, e nessuno si permetta di strumentalizzarla politicamente. Sarebbe un’offesa all’intelligenza dei procidani».

Dal punto di vista politico, a diciotto mesi dalla scadenza elettorale, quale lo stato di salute de “La Procida che Vorrei” anche alla luce della “scissione” dei tre consiglieri Massa, Scotto di Perta e Scotto di Carlo?

«Poco prima delle elezioni comunali sembriamo tutti bravi ad occuparci di politica locale, ma è dopo che viene il difficile: è infatti in questo momento che si rivela l’autentico impegno e passione. “La Procida che vorrei” ne è un ottimo esempio in quanto tra mille difficoltà non ha mai smesso di essere attiva, anche con rilievi critici nei confronti dell’amministrazione, come è giusto che sia. Riguardo i tre consiglieri che hanno rimesso le deleghe credo sempre che, in fondo, quando si appartiene alla stessa famiglia non si smette mai veramente di dialogare. Del resto preferisco sempre chi critica apertamente rispetto a chi critica alle spalle o si nasconde dietro qualche nomignolo riducendo tutto a chiacchiere da cortile, spargendo solo veleno nella nostra comunità».

Il sogno nel cassetto dell’Assessore Carannante che cercherà di far concretizzare nel 2019?

«Il sogno è sempre quello di contribuire, a fine mandato, a lasciare un’isola migliore di quella che abbiamo trovato e a tracciare basi importanti per lo sviluppo dell’isola. I veri cambiamenti hanno bisogno di tempo, passo dopo passo, e noi amministratori abbiamo il dovere di fare quelli giusti cercando di non essere schiavi del riscontro immediato. Ci sono obiettivi complessi. Il futuro non s’improvvisa».

 

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3 commenti

  1. Le sagge considerazioni del dott. Carannante dovrebbero costituire da guida
    a chi si orienta in ogni senso, per che
    se le intenzioni sembrano le migliori nella realtà
    possono essere ampiamente trasgredite !
    (vedi la fine miserabile dei locali adibiti agli associati della biblioteca
    allestita in onore di Elsa Morante, di cui conservo malinconico ricordo )
    Tutte le iniziative vanno difatti ” a lungo ” supportate per non defungere !!

  2. Ho letto l’intervista,e mi risulta,francamente,di difficile spiegazione l’0ttimismo… dell’Assessore.
    Premetto che non sono di parte ,quindi.se farò qualche osservazione critica,non è per partito preso,nè sono contra personam.
    Ad un occhio neutrale come il mio ,mi sembrano molto discutibili le dichiarazioni dell’Ass.,e spiego i perchè.
    Le cose sono di moltissimo peggiorate con questa Amministrazione.
    Il porto turistico è quasi totalmente in mano al Marina di Procida,quel 25% che abbiamo vale “UN FICO
    SECCO ”
    Avevamo un mendicicomio che campava specialmente con i beni dei Lachianca e che si manteneva sulla povera pensione degli ospiti. Siamo stati capaci,ed è il massimo della negatività, di perdere quell’immenso tesoro che i magnanimi Lachianca ci avevano donato,per aiutare i bisognosi.Il Comune di Procida ha fatto poco,o quasi nulla,per evitarlo.
    IL carcere,altra nota dolente,oltre agli studi e al progetto,siamo al punto di partenza. Cioè siamo fermi ai box.
    Non si è riusciti a captare finanziamenti nè investitori. Le chiacchiere,in questo caso,valgono ben poco..
    L’ospedale ,altra nota dolente. L’assistenza e le cure che avevamo garantite prima,si sono,in gran parte
    ridotte.Con notevolissimi disagi x la popolazione.
    Addirittura questa Amministrazione ha perso per strada alcuni componenti del gruppo di maggioranza,e,per loro
    dichiarazioni,per ” Manifesta incapacità politica ”
    Non capisco ,dulcis in fundo,da dove deriva questo cauto …ottimismo.. di Carannante
    Se proprio vogliamo dare un colore al futuro di Procida,direi ch’è ” nerissimo”

  3. francesco Ferrandino

    Proficuo consuntivo dell’operato della P.A. nell’anno 2018

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