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Che c’entra Pisacane con una scuola elementare?

pisacane.jpgCarlo Pisacane? Stava nella combriccola che tentò di assassinare Papa Pio IX.

In questi giorni è scoppiata una diatriba politica sul cambio del nome di una scuola elementare di Roma, voluto dalla sua direttrice, Nunzia Marciano.

Tra le motivazioni delle fortissimi critiche, come era prevedibile vi è l’offesa all’ “eroe” risorgimentale Carlo Pisacane e l’intitolazione della scuola ad un pedagogista giapponese “Tsunesaburo Makiguchi”.

Prima di farsi un opinione sulla scelta, è bene leggere il curriculum di tale Pisacane, per capire se il personaggio in questione sia degno di rappresentare una scuola elementare, rispetto a chi, a prescindere se sia italiano o meno, ai bambini ha dedicato la propria vita:

Carlo Pisacane nato a Napoli il 22 agosto 1818, dopo aver fatto gli studi alla scuola militare della Nunziatella, entra nell’esercito borbonico.
Durante la sua giovinezza viene attratto da quegli ideali liberali che venivano propagandati in quegli anni sempre con maggiore insistenza dalla carboneria e dalla massoneria. Nel 1841 viene condannato per adulterio.
I contatti con gli ambienti delle sette segrete lo spinsero ad abbandondare il Regno delle Due Sicilie per Londra, covo dei maggiori massoni italiani, come Garibaldi e Mazzini, con i quali preparò l’invasione dello Stato Pontificio, che portò alll’istituzione della Repubblica Romana.

Nel suo “Saggio sulla rivoluzione” scrive che «la dominazione della casa Savoia e la dominazione della casa d’Austria sono precisamente la stessa cosa» e che «il regime costituzionale del Piemonte é più nocivo all’Italia di quello che lo sia la tirannia di Ferdinando II».

Inizia a frequentare massoni del calibro di Nicola Fabrizi, Giuseppe Fanelli, Rosolino Pilo,  Nicola Mignogna, quest’ultimo celebre per aver compiuto un’attentato ai danni di Papa Pio IX.

E’ con loro che progetta una rivolta nelle Due Sicilie. Si imbarca da Genova per Ponza dove trovavasi un carcere che ospitava i delinquenti più pericolosi del regno, che vengono liberati affinchè lo aiutassero nella sua impresa (i famosi trecento, giovani e forti…) Il punto di approdo è stabilito in Sapri, le navi vengono fornite dalla Società di navigazione Rubattino(1) . Allo sbarco però vengono  scacciati della stessa popolazione, preoccupata che una masnada di delinquenti fosse sbarcata dalle loro parti.

Ai lettori l’ultima parola.

(1) La stessa società che fornì i vapori Piemonte e Lombardo a Garibaldi.

Davide Cristaldi

http://comitatiduesicilie.org

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