Dai banchi di scuola a un lavoro vero: ripartono le lezioni del Mo.So.S.

di Nicola Silenti da Admaioramedia.it

Dai banchi di scuola a un lavoro vero. E’ partito in gennaio con il biennio formativo 2016-18 il secondo corso per Tecnico superiore per la mobilità delle persone e delle merci-conduzione del mezzo navale, rivolto a 12 allievi ufficiali di navigazione e 8 allievi ufficiali di macchine tenuto dalla Fondazione MoSoS di Cagliari, scuola superiore di tecnologia per la mobilità sostenibile e per il mare. La Fondazione è nata con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo economico e la competitività del comparto marittimo sardo grazie alla formazione di una nuova leva di tecnici qualificati, selezionati tra i giovani diplomati degli istituti tecnici nautici e professionali dell’Isola. Uno strumento innovativo e un’esperienza vincente, che ha visto il suo primo corso concludersi con un contratto di lavoro e l’assunzione in pianta stabile di tutti i suoi 23 allievi attualmente imbarcati. Un successo pieno su tutta la linea per la squadra di docenti guidata da Giovanni De Santis, presidente della Fondazione nonché ideatore della scommessa MoSoS: una formula d’insegnamento concepita con l’obiettivo di favorire l’incontro tra la domanda occupazionale delle imprese e gli allievi diplomati degli istituti nautici della Sardegna, finalmente supportati da una valida scelta alternativa nel ventaglio delle opzioni formative post diploma. Nato sul modello degli Its, gli istituti superiori ideati come scuole di eccellenza ad alta specializzazione tecnologica, anche il MoSoS si avvale del modello organizzativo della fondazione, che incentiva la collaborazione tra imprese, centri di ricerca, enti locali e sistema scolastico istituzionale. Un modello in grado di formare le figure professionali richieste dal mercato di settore, grazie all’offerta di tecnici dal livello di preparazione superiore a quello conseguito con il diploma della scuola secondaria: tecnici chiamati a promuovere e incentivare lo sviluppo della Sardegna attraverso l’impiego della tecnologia applicata all’economia del mare. 1 / 2 Un obiettivo possibile grazie all’integrazione tra i sistemi di istruzione, formazione e lavoro, sostenendo la preparazione dei tecnici e supportando al contempo le piccole e medie imprese del territorio nell’innovazione tecnologica e nella formazione continua dei lavoratori già occupati. Un percorso da realizzare puntando sulla nuova frontiera della mobilità sostenibile, sia nei settori peculiari della mobilità delle persone e delle merci, dell’impiego e gestione dei mezzi di trasporto e delle relative infrastrutture, sia nel più avanzato comparto dell’infomobilità. Un universo di competenze imprescindibili per un’evoluzione davvero compiuta di un mercato fondamentale come quello del mare: un settore che da tempo vede nell’Italia il primo mercato d’Europa, insieme alla Grecia, per passeggeri movimentati e il primo mercato del Mediterraneo nei traffici a corto raggio, oltre che il secondo paese Ue nel trasporto di merci sull’acqua. Un ramo, quello del corto raggio, in grado di offrire costi assai più vantaggiosi rispetto a quelli del trasporto ferroviario e su gomma, e in grado di muovere 40 milioni di passeggeri ogni anno per un giro d’affari complessivo di quasi 5 miliardi di euro. Numeri che sono la testimonianza evidente di un interessante pacchetto di opportunità future. Giova ricordare a proposito della formazione nautica l’iniziativa della compagnia di navigazione Delcomar inerente l’istituzione di borse di studio per gli studenti meritevoli degli istituti di La Maddalena, Porto Torres e Carloforte che abbiano intenzione di proseguire gli studi nautici presso la

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