Comunicato Stampa
I rappresentanti delle Associazioni e dei Comitati per il Diritto alla Casa dei Comuni di AFRAGOLA (Anna Giustino), BOSCOREALE e TORRE ANNUNZIATA (Francesco Esposito) CASOLA DI NAPOLI (Antonio Bianco), CASORIA (Nicola De Dominicis), CAVA DE’ TIRRENI (Maurizio Manzo), CERCOLA (Luigi Fiume), GIUGLIANO (Gennaro De Girolamo), GRAGNANO (Concetta Di Massa), LETTERE (Giuseppe Comentale), NAPOLI (Rachele Mele), PIMONTE, POZZUOLI (Gennaro Tortorelli), SANT’ANTONIO ABATE (Gabriele Cesarano), SORRENTO (Michelangelo Scannapieco), TORRE DEL GRECO (Fabrizio Anania), riunitisi il giorno 9 marzo 2011 a Sant’Antonio Abate (NA) in pubblica assemblea
– PRESO ATTO che dopo la ennesima esclusione dal decreto milleproroghe dell’emendamento di sospensione delle demolizioni, primo firmatario il Sen Carlo Sarro, nessun altro provvedimento è stato ancora prodotto né messo all’ordine del giorno dal governo nazionale;
– CONSTATATO il disinteresse più totale da parte di gran parte del sistema politico-istituzionale nei confronti di una tale drammatica problematica e lo scarso impegno dimostrato da tanti, troppi, parlamentari campani, incapaci di imporre provvedimenti atti a salvaguardare il diritto alla casa di migliaia di famiglie della nostra terra, alla stregua di tanti altri gruppi politici (Lega Nord, Forza Sud) che impongono, anche con “ricatto” provvedimenti legislativi a favore dei loro territori e delle loro popolazioni;
– RITENUTO oltremodo vergognoso l’atteggiamento di alcune forze politiche (in particolare il PD e l’Italia dei Valori) nonché di tante Associazioni ed Organismi (Codacons, Legambiente, Ordine degli Architetti, ecc.) che ancora continuano a strumentalizzare un tema così delicato e dalle tante implicazioni umane, sociali ed economiche ricalcando, al minimo accenno di un qualche provvedimento, finanche solo di semplice sospensiva degli abbattimenti, il solito teorema Abusivismo= Camorra, Speculazione, Frane, Vesuvio e quant’altro, dimostrando superficialità, disinformazione e demagogia;
– RITENUTO comunque insufficiente la proposta di legge presentato dall’On. Milo, che prevede la sospensione degli abbattimenti di case unifamiliari e di necessità, con sentenza penale passata in giudicato e la riapertura dei termini del condono relativamente agli immobili edificati prima del 31.3.2003, lasciando fuori quelli costruiti dal 1 aprile 2003, che, secondo quanto a più riprese affermato dai Procuratori del pool antiabusivismo della Corte di Appello di Napoli, sarebbero da subito oggetto di demolizione (e parliamo di quasi il 70% degli abusi costruiti in Italia dopo il 2003);
– RITENUTO necessario ed opportuno richiedere una sospensione totale di tutti gli abbattimenti , in attesa della rivisitazione dei vincoli ambientali e paesaggistici a cura della Regione Campania, in quanto vi è la ragionevole certezza che gran parte degli abusi potrebbero risultare sanabili, anche in considerazione della grave emergenza abitativa e soprattutto facendo riferimento al protocollo siglato le settimane scorse tra il Comune di Napoli e la Soprintendenza, che ha evidenziato quanto scellerata e anacronistica sia stata la legge 35/87 che ha imbalsamato sin dal 1987 i nostri territori. Il protocollo infatti fissa i parametri con i quali è possibile ottenere la sanatoria anche in zona vincolata, quando le opere abusive «non costituiscano ostacolo o limitazione per le visuali panoramiche godibili sia dai punti di belvedere accessibili al pubblico e dalle strade pubbliche» ; oppure, che «non risultino elemento detrattore del valore paesistico del sito e del contesto» , o anche che «non abbiano implicato e determinato alterazione delle aree libere pertinenziali sotto il profilo orografico per l’assetto idrologico originario del sito».
– RITENUTO pertanto incomprensile ed inaccettabile assistere ancora a questo cieco giustizialismo da parte della Magistratura e/o degli altri Enti ed organi deputati alla esecuzione degli ordini di abbattimento, quando sono subentrati tanti e tali elementi di novità rispetto alla legislazione vigente (Proposta di legge per la riapertura del condono di cui alla legge 326/2003, Piano casa, Rivisitazione Piano paesaggistico, Protocollo Comune di Napoli – Soprintendenza per i Beni culturali e paesaggistici) che dovrebbe indurre ad una attenta valutazione dei contesti e dei singoli abusi prima di procedere a privare tanti cittadini del bene più prezioso, la CASA;
COMUNICANO
Che saranno messe in atto altre e più incisive forme di protesta popolare nei confronti di partiti politici e istituzioni fino a quando non vi sarà la ventilata riapertura dei termini del condono di cui alla legge 326/2003 e almeno un provvedimento serio e per un tempo ragionevole di sospensione totale di tutti gli abusi edilizi, anche successivi al 31.03.2003, allo scopo di consentire l’approvazione del Piano paesaggistico a cura della Regione Campania con successiva mappatura dell’intero territorio e con schedatura dei singoli manufatti secondo i criteri fissati dal protocollo siglato tra il Comune di Napoli con la Soprintendenza per i Beni culturali e paesaggistici, in attesa di un provvedimento definitivo dell’intera problematica. Preannunciano già per il 22 marzo 2011 una protesta ad oltranza a Roma, alla quale ha dato la sua adesione il Comitato Per il Diritto alla Casa di Ischia e Procida coordinato da Domenico Savio, le cui modalità organizzative sono in corso di definizione.
S.Antonio Abate, 9 marzo 2011
COMITATI CAMPANI UNITI
Per il diritto alla CASA
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