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Discarica di S. Arcangelo Trimonte: primo dissesto annunciato

Lunedì 11 agosto 2008 si è verificato un  dissesto che ha interessato una vasca in costruzione, per l’accumulo  dei rifiuti, appartenente al lotto 2 della discarica di S. Arcangelo Trimonte (Provincia di Benevento), una delle due attualmente attive in Campania. Il dissesto verificatosi in piena estate, periodo tipicamente  non piovoso, è connesso ad un evento franoso che coinvolge anche il  substrato; il significato, l’entità, la gravità e l’evoluzione del  fenomeno sono da verificare.

Il fatto ha sollevato una motivata e seria preoccupazione nella popolazione e nei responsabili del Commissariato di Governo. Si può apertamente affermare che il fenomeno era stato previsto dai tecnici del Comitato locale dei cittadini e anche da chi
scrive durante un convegno tenutosi il 5 aprile 2008 a S. Arcangelo Trimonte, alla presenza di numerosi testimoni.

La discarica è ubicata in parte su un altopiano argilloso stabile (Lotto 1) e in gran parte lungoun versante geomorfologicamente instabile interessato da evidenti fenomeni franosi (Lotto 2), costituito prevalentemente da rocce
argillose alterate in superficie fino alla profondità di vari metri. Il  versante in oggetto era stato inserito tra le aree di possibile ampliamento dei fenomeni franosi già presenti, con possibilità di  innesco di nuovi fenomeni franosi nel Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico dell’Autorità di Bacino Nazionale del Liri, Garigliano, Volturno. Solo il Lotto 1 comprendente le vasche ubicate sull’altopianostabile aveva ottenuto una valutazione d’impatto ambientale favorevole
da parte della Commissione VIA regionale; il Lotto 2 non è stato approvato, per la evidente instabilità dell’area, con la prescrizione che il progetto del Commissario di Governo doveva essere sottoposto, per la preventiva approvazione tecnica, alla competente Autorità di Bacino che avrebbe dovuto valutare se esso fosse compatibile con la classificazione del PAI. E’ da accertare se il Commissario di Governo  ha seguito il parere VIA.

E’ il caso di evidenziare alcuni fatti strani che rivelano l’improvvisazione con la quale è stato elaborato il D.L. dell’11 maggio 2007 n. 61, trasformato nella legge n. 87 che prescriveva la realizzazione di una discarica nel Comune di Sant’Arcangelo Trimonte. I cittadini sono sicuri che l’individuazione del sito nella citata legge discenda da una preventiva e accurata
valutazione della fattibilità, in base ad una severa istruttoria tecnica. Niente di tutto ciò! La proposta di S. Arcangelo Trimonte è stata presentata al Commissario Straordinario Bertolaso, inaspettatamente, il giorno 9 maggio 2007 (due giorni prima dell’ emanazione del decreto legge n. 61 poi trasformato nella legge n. 87/07) con una lettera (prot. N. 0006029) dell’allora Presidente della Provincia di Benevento, On. Carmine Nardone, nella quale si proponeva il sito di S. Arcangelo Trimonte affermando che “da un primo studio effettuato, sembra che sussistano tutte le condizioni per l’idoneità del sito stesso salvo, poi, verificarle con tecnici nominati dal Comune interessato (non è stato possibile farlo data l’esiguità del tempo a disposizione”. Due giorni dopo il sito è stato inserito nel DL n. 61 e successivamente nella legge n.87 come discarica che doveva essere realizzata senza la preventiva, propedeutica e necessaria rigorosa istruttoria tecnica trattandosi di un sito in parte franoso e in zona altamente sismica.

Nel convegno del 5 aprile lo scrivente aveva proposto di spostare l’ubicazione del lotto 2 sull’altopiano stabile in continuità con il lotto 1 in modo da garantire la sicurezza ambientale e la salute dei cittadini; tale variazione poteva essere effettuata con il DL n. 90 (emanato il 23 maggio 08) che era in preparazione.

Dimostrando mancanza di trasparenza e palese ottusità, i redattori del DL 90 (maggioranza di centro destra) hanno confermato l’ubicazione della discarica nello stesso sito previsto dalla legge 87/07 (maggioranza di centro sinistra). Il dissesto che ha iniziato ad interessare la discarica di S. Arcangelo Trimonte determinerà variazioni al progetto e sicuramente costosi interventi di consolidamento e messa in sicurezza dell’impianto. Tutto a carico dei contribuenti. E’ poi da verificare attentamente, da parte di “ professionisti esperti e notoriamente indipendenti” quali siano le
reali garanzie di sicurezza della discarica ubicata sul versante instabile in caso di evento sismico e in relazione alle modificazioni geoambientali su scala secolare (dal momento che numerose sostanze inquinanti non perdono, con il tempo, il loro nefasto potere).

Si ricorda che anche la discarica di Chiaiano è stata individuata senza alcuna indagine preventiva e che anche le pareti della cava del Poligono sono instabili; anche per Chiaiano l’Autorità di Bacino competente ha classificato l’area a rischio idrogeologico. Il progetto di discarica di Chiaiano, come è stato dimostrato, si basa su dati sbagliati in relazione al pericolo di frana. Mentre a S. Arcangelo Trimonte i fenomeni franosi sono lenti in quanto si verificano in rocce argillose, i dissesti che si potrebbero verificare a Chiaiano sarebbero molto rapidi e potrebbero mettere in pericolo l’incolumità dei lavoratori.

Le Conferenze dei Servizi “addomesticate” possono confermare solo sulla carta “il potere assoluto e l’infallibilità” dei
responsabili istituzionali che decidono la realizzazione delle discariche prima ancora di avere una conoscenza delle problematiche tecniche (geologiche, geotecniche, urbanistiche e ambientali) e quindi della reale idoneità dei siti.

Si deve tenere presente che tale procedura è anomala. E’ come se un chirurgo decida di operare una persona prima ancora di avere effettuato tutti i necessari accertamenti analitici e imponga, a tecnici obbligatoriamente compiacenti, dopo l’
intervento chirurgico, che tutte le analisi confermino che l’operazione è stata perfetta e che il risultato ottenuto è stato il migliore possibile. E’ evidente che il servilismo non serve a chiudere lo scandalo-emergenza rifiuti e non può garantire la sicurezza ambientale e dei cittadini.

12 agosto 2008
Prof. Franco Ortolani

Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II

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