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Domenico Savio: Giovani difendete la Costituzione

savio incatenatoDomenico Savio (Segretario generale del P.C.I.M-L. e consigliere comunale di Forio)

Giovani lavoratori e studenti dell’Isola d’Ischia e dell’Italia, la conquista dell’odierna Costituzione italiana, promulgata il 1 gennaio 1948, – che all’art. 49 sancisce la funzione dei partiti politici, pilastri dell’ordinamento democratico, e all’art. 139 stabilisce che “La forma repubblicana (dello Stato italiano – NdR) non può essere oggetto di revisione costituzionale”, mentre la XII Disposizione transitoria e finale  afferma che “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista” – non c’è stata donata da nessuna benevole circostanza storica, ma ci è costata circa due secoli di battaglie repubblicane prima contro i monarchi del paese diviso in tanti piccoli stati e poi contro le monarchie sabauda e borbonica, un ventennio di terrore fascista e centinaia di migliaia di morti nella lotta antifascista, nella guerra civile della  Resistenza al fascismo e al nazismo e nella Guerra di Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista.

Essa, conquistata col referendum costituzionale del 2 giugno 1946, è ancora la Costituzione borghese più democratica di tutti i paesi capitalisti della Terra, in tema di diritti civili, di libertà di espressione e di agibilità democratica nel manifestare e affermare le proprie idee singolarmente o in associazione con altri, è stata il frutto della lotta, del confronto e della convergenza degli ideali e della cultura comunista, socialista e del cattolicesimo sociale. Noi comunisti difendiamo e difenderemo le conquiste di libertà e di democrazia borghese presenti nella nostra Costituzione sino a quando la classe lavoratrice operaia e intellettiva del nostro paese non conquisterà il proprio potere politico e promulgherà la propria Costituzione dell’Italia socialista, dove con le classi sociali scomparirà pure la proprietà privata dei mezzi di produzione e, dunque, il millenario e disumano sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Purtroppo già da pochi mesi dopo la sua promulgazione cominciarono gli attacchi demolitori da parte delle forze reazionarie nazionali e internazionali. Nei circa 70 anni trascorsi dalla sua promulgazione la classe operaia e l’intellettualità d’avanguardia d’Italia con dure lotte e anche col sacrificio di tante vite umane sono riuscite a difendere l’impianto portante della nostra Carta, ma oggi Essa è gravemente minacciata dalla svolta a destra della politica italiana, conseguenza della fine ingloriosa dell’ex Partito Comunista Italiano, della perdita di ogni elemento di classe della Cgil, della identicità politica e programmatica di governo del centrodestra, centro e centrosinistra e dell’alleanza strategica tra queste forze, che sono l’espressione e il governo nazionale, europeo e mondiale del dominio politico ed economico del capitale industriale e finanziario sulle masse lavoratrici.

Negli ultimi decenni i governi borghesi, clericali e antipopolari di centrodestra e centrosinistra hanno fatto a gara a chi demolisse di più la Costituzione del 1948: il famigerato federalismo, che dopo 153 anni dall’Unità ha diviso nuovamente l’Italia in 20 piccoli stati, leggi regioni, con diritti e condizioni di vita differenti dal nord al sud; le controriforme elettorali di stampo fascista, con sbarramenti elettorali, leggi esclusione dal parlamento dei partiti che non superano il 4,5% dei voti validi, col premio di maggioranza per la coalizione che prende più voti, sino ad attribuirsi il 55% degli eletti, a discapito di coloro che con lo sbarramento, strumento proprio della dittatura fascista, vengono buttati fuori del parlamento; con l’abolizione autoritaria del proporzionale puro, che garantiva la massima rappresentanza popolare nelle aule parlamentari.

La progressiva svolta a destra del sistema politico italiano – che con arroganza populista, qualunquista e fascista, intendendo per fascismo la repressione economica e poliziesca dei bisogni e delle aspettative di miglioramento sociale della vita delle masse lavoratrici e popolari, volta le spalle alla grande conquista storica della Resistenza e della Guerra di Liberazione, realizzata dalla parte migliore del popolo italiano nel triennio 1943-1945 – e la cultura reazionaria della conciliazione  tra fascismo e antifascismo hanno alimentato il riemergere e il diffondersi di focolai di rigurgiti della cultura e della provocazione fascista. Il tutto con la complicità dello Stato e del potere politico capitalistico. Non dimentichiamo le stragi cosiddette di Stato, i servizi segreti deviati, i segreti di Stato, che non hanno consentito di fare piena luce su degli efferati attentati neofascisti, la P2, Gladio, eccetera.

I comunisti, la classe lavoratrice e tutte le forze autenticamente progressive del nostro paese possono anche avere idee diverse sui tempi e i modi per il superamento dell’attuale, infame società capitalistica, ma non possono dividersi sulla difesa intransigente delle conquiste sociali sancite dalla nostra Costituzione e ciò fin quando non conquisteremo quella superiore. Pertanto, sul fronte della lotta allo snaturamento in atto della vigente Costituzione repubblicana e antifascista, della lotta al neofascismo dei giorni nostri e per una scuola che recuperi i valori e l’impegno militante dell’antifascismo, le forze sociali del progresso e della democrazia devono rimanere unite per sconfiggere ogni rigurgito del tragico ventennio, simbolo di dittatura militare, di morte, di violenza di Stato e di repressione dei diritti di libertà e di vita dignitosa dei cittadini. Lo dobbiamo pure alla memoria di quanti eroicamente morirono per la conquista della Repubblica e della sua Costituzione.

Ai lavoratori, agli antifascisti e a tutti i progressisti della nostra Isola deve far riflettere l’aggressione politica premeditata che ha subito il Partito Comunista Italiano M-L durante la manifestazione per la sollecita riapertura e in sicurezza della spiaggia libera di Cava dell’Isola da parte di un gruppo di facinorosi, provocatori, teppisti e autentici nostalgici dello squadrismo fascista, che hanno fatto il saluto fascista e di cui ha scritto tutta l’informazione democratica isolana. Il preoccupante episodio non va preso alla leggera, nel senso che si è trattato di giovinastri incoscienti del significato funesto di quel saluto oppure che fosse una ragazzata finita lì. No, non è così, essi agivano in gruppo, serrati tra loro, a mò di falange e di branco, con slogan ingiuriosi e offensivi del pubblico pudore, facevano il saluto fascista col braccio e la mano tesi in avanti in posizione d’assalto, proprio come ai tempi del lugubre ventennio.

Io, militante e combattente antifascista, difensore della Costituzione borghese democratica e antifascista fin quando il proletariato italiano non conquisterà la sua Costituzione socialista e impegnato, da quando avevo 13 anni e già militavo nella Federazione Giovanile Comunista Italiana, nella lotta quotidiana per contribuire, con modestia, onestà e lealtà, al miglioramento delle condizioni di vita delle masse lavoratrici e popolari e per la loro liberazione dallo sfruttamento e dalla schiavitù padronale, rivolgo un appello alla gioventù lavoratrice e studentesca comunista, antifascista, progressista e impegnata a costruire un futuro migliore per sé e per l’intera collettività a isolare e condannare quei giovani – che lo sono solo anagraficamente perché vecchi di idee e di propositi – che nel pomeriggio del 1 marzo 2014 hanno dato luogo a uno spettacolo indegno e vergognoso per l’intelligenza e la civiltà del genere umano. Isolandoli e inducendoli a vergognarsi di essere apologisti del fascismo possiamo anche contribuire a un loro ripensamento, ma tacendo potremmo, al contrario,  rafforzarli nei loro  tragici convincimenti. La battaglia per Cava dell’Isola la vinceremo senza di loro e di quanti populisticamente ed elettoralmente li assecondano.

Forio, 10 aprile 2014.

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Un commento

  1. OGGI 14 APRILE ANNO DOMINI 2014
    PREGO RESERTTARE GLI OROLOGI DELLA STORIA.

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