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Emergenza rifiuti, stop al decreto. Le norme sono troppo rigide

Stop al decreto. Le norme sono troppo rigide Non passa in Consiglio dei ministri il nuovo decreto legge sull´emergenza in Campania, che avrebbe dovuto rappresentare un ulteriore giro di vite nei confronti di chi, enti pubblici, singoli cittadini o imprese, non rispetta  gli obblighi per lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti: i ministri di An e della Lega in particolare, ma anche qualcuno in Forza Italia, hanno sollevato diverse perplessità sul provvedimento predisposto dagli uffici del sottosegretario Guido Bertolaso, incassando al termine della riunione il rinvio dell´approvazione al Cdm in programma la prossima settimana, dopo la riscrittura di alcuni articoli. Il testo contiene
“norme troppo rigide – ha sintetizzato un ministro – tra l’altro fatte soltanto per il territorio campano”.
La riunione di Napoli sarebbe stata su questo punto piuttosto animata, anche se fonti di governo sottolineano che l’impostazione di base del decreto è stata condivisa da tutti.
E se lo stesso Gianni Letta, sull´aereo che la mattina portava i ministri a Napoli, avrebbe sottolineato che si sarebbe “discusso e basta”. “Voi preparate degli interventi – avrebbe aggiunto – e noi prenderemo appunti e cercheremo di portare il testo corretto al prossimo Consiglio dei ministri”.
E il premier Silvio Berlusconi, subito dopo l´intervento di Matteoli (uno dei più critici al decreto), per far capire che  il clim all´interno della maggioranza non era teso, avrebbe detto che quelle del ministro delle Infrastrutture erano “osservazioni giuste”. Aggiungendo che “questo decreto è apertissimo a cambiamenti”. E´ ovvio comunque che Berlusconi, e Bertolaso, sarebbero voluti uscire dal Cdm con l´approvazione del decreto. Non solo per dare un segnale forte a chi non rispetta le regole, ma anche perché il testo del provvedimento arrivato oggi in Consiglio – fanno notare fonti governative –
era stato visionato dagli uffici legislativi di tutti i ministeri interessati e le obiezioni che erano state sollevate erano state inserite nel provvedimento.

Fatto sta che in Consiglio molti hanno fatto notare che quelle norme erano state scritte troppo in fretta e che dunque ci sarebbe voluto più tempo per approfondirne i contenuti. Tra questi Matteoli, il ministro dell´Interno Roberto Maroni, quello dell´Ambiente Stefania Prestigiacomo e quello della Giustizia Angelino Alfano, che avrebbero anche discusso non poco sulle deleghe da assegnare al sottosegretario Bertolaso. Il titolare delle Infrastrutture, inoltre, avrebbe espresso
dubbi sull´opportunità di punire con sanzioni di tipo penale chi inquina, chiedendo di sostituirle con sanzioni amministrative. E diversi hanno fatto presente che proprio l´articolo contenente l´inasprimento delle pene andava  modificato, tanto che si è deciso di riscriverlo completamente.
Dal canto suo, Maroni non ha espresso riserve sulle pene ma, appoggiato da alcuni colleghi, avrebbe posto due questioni: la
prima che il commissariamento dei comuni inadempienti non dovrebbe toccare al Cdm (come avviene per i comuni sciolti per mafia) ma al suo ministero; la seconda che un simile provvedimento non può riguardare soltanto i comuni campani ma
tutto il territorio italiano.
Prestigiacomo avrebbe invece puntato il dito contro le sanzioni troppo pesanti previste per i writers (multe fino a 30mila euro e reclusione) imponendo una riflessione e ottenendo dai colleghi il via libera sulla necessità di non penalizzare
troppo il movimento.Ma sullo stop al decreto, si apprende da fonti governative, avrebbe inciso anche la posizione di soggetti non presenti in Consiglio dei ministri ma ben rappresentati: primi tra tutti i sindaci campani e le imprese, colpiti entrambi dal provvedimento. In conferenza stampa, il premier ha comunque rassicurato che “non c´é alcun pericolo di tornare alla  situazione precedente” e che il decreto “sarà pronto la prossima settimana”, confermando che resteranno nel testo sia il commissariamento dei comuni inadempienti sia le sanzioni penali per chi sporca le strade. “Lo dobbiamo fare – ha detto –
é così in tutti i paesi occidentali e anche in quelli orientali. Dobbiamo uscire da questa maledetta abitudine di considerare le strade delle discariche”.

Fonte metropolis web

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