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L’ufficio di Piano non funziona il comune di Lacco Ameno prende atto della grave situazione di “impasse” e decide di uscirne. Procida cosa fa?

Il consiglio comunale di Lacco Ameno ha votato lunedì scorso una delibera con la quale si decide di uscire dall’ufficio di piano: ” Come è noto, con la l. n. 328/00, recante la riforma del welfare, si è innescato un processo di incentivazione alla gestione associata dei servizi sociali da parte dei Comuni aderenti agli Ambiti territoriali individuati dalle Regioni.
Anche i Comuni dell’isola d’Ischia, unitamente al Comune di Procida, si sono faticosamente adoperati per aderire al nuovo modello, suggerito dalla legislazione nazionale ed incentivato dalla Regione Campania, sottoscrivendo appositi atti ed, in particolare: in data 27.12.2001 hanno siglato la convenzione per la costituzione di un Ufficio di Piano per lo svolgimento in forma associata dell’esercizio delle attività e funzioni propri degli Uffici sociali dei Comuni aderenti; – in data 8.7.2004 hanno sottoscritto un nuovo “Accordo di programma per la realizzazione del Piano sociale di Zona e per la gestione in forma associata di servizi dell’Ambito N 3 e per la gestione delle attività di integrazione socio-sanitaria”, individuando i servizi da gestire in forma associata e quelli da gestire in forma autonoma.
Nonostante la convenzione del 2001 e l’Accordo di programma del 2004 siano scaduti, il Coordinamento Istituzionale, formato dai Sindaci dei sette comuni interessati, ha, sinora, continuato, tra mille polemiche e difficoltà, a deliberare e dare direttive ad un Ufficio di Piano le cui attività, però, risultano praticamente paralizzate da due anni a questa parte.
Nello specifico, per l’ostruzionismo di alcuni Comuni, l’Ufficio, oltre a non aver predisposto, come da apposita delega, la bozza di Accordo di programma per il triennio 2007-2009, non ha nemmeno approntato i Piani sociali di zona per le annualità 2007 e 2008; conseguenza ne è che le amministrazioni comunali non conseguono, in concreto, i fondi destinati alla assistenza ed incontrano serie difficoltà nel garantire la funzionalità dei servizi sociali a favore delle categorie più deboli, che vengono ad essere ancora una volta penalizzate.
Il modello di welfare suggerito dalle più recenti disposizioni normative statali e regionali nelle isole di Ischia e Procida non decolla e, tanto, soprattutto a causa della incapacità di condurre una seria politica intercomunale, come accade per altre problematiche molto sentite dalla popolazione (rifiuti, depuratori, traffico, …).
A fronte di tale situazione di “impasse” il Sindaco di Lacco Ameno, nella seduta del 29 settembre 2008, ha proposto al Consiglio comunale di deliberare l’uscita dal sistema di gestione associata dei servizi sociali, ormai in crisi, optando per la gestione autonoma a partire dal  prossimo 1° gennaio 2009.
A tal proposito, Tuta Irace, una delle fautrici dell’Ufficio di Piano delle isole di Ischia e Procida, ha dichiarato:
“Non è stato facile, per me, proporre al Consiglio comunale di Lacco Ameno l’uscita dall’Ufficio di Piano, decisione che ho assunto solo a seguito di una valutazione a lungo meditata e, comunque, sofferta. Difatti, da oltre un decennio, prima in qualità di consigliere comunale  delegato, poi di assessore al ramo, ho seguito la nascita e lo sviluppo della attività dell’Ufficio, profondendo tutto l’impegno possibile affinché lo stesso funzionasse e, pertanto, sfruttasse al massimo le sue potenzialità. Ed invero, un Ufficio di Piano efficiente consente ai singoli Comuni di conseguire maggiori risorse economiche da impiegare per l’erogazione di servizi sociali diffusi e all’avanguardia. Senonché, non tutti hanno compreso i vantaggi insiti nella gestione in forma associata delle politiche e dei servizi sociali determinando, di fatto – con atteggiamenti e prese di posizione incompatibili con la volontà di superare le invitali divergenze -,  la paralisi di ogni utile iniziativa. Negli ultimi anni, poi, partecipando in qualità di Sindaco ai Coordinamenti Istituzionali, ho avuto modo di convincermi che alcuni Comuni, nonostante i numerosi incontri, le discussioni, le dichiarazioni di impegno, si limitano a strumentalizzare la gestione delle politiche sociali, a discapito delle fasce più svantaggiate della nostra comunità e mortificando coloro che, invece, lavorano e si sforzano per la funzionalità del sistema, ivi compresi gli operatori interessati. Le disfunzioni più gravi che ne derivano sono costituite, in particolare, dalla mancata predisposizione ed approvazione dei Piani di Zona 2007 e 2008, che ritardano tutte le attività consequenziali dirette all’erogazione dei fondi per i servizi a favore della cittadinanza, senza contare che le risorse relative all’annualità 2006 sono già state devolute al Comune capofila ma non sono state mai trasferite ai singoli Comuni dell’Ambito. Di qui la decisione di smuovere le acque con una iniziativa forte, seppure  in controtendenza: lunedì scorso, dopo un ampio confronto tra la sottoscritta, i consiglieri di maggioranza e di minoranza, il consesso comunale ha accolto la mia proposta. Dal 1° gennaio siamo fuori dall’Ufficio di Piano e cammineremo in autonomia. A quelli che ci evidenziano che la strada prescelta comporterà perdite in termini di finanziamenti da investire in servizi sociali rispondo che forse è meglio disporre concretamente di minori risorse, effettivamente disponibili e oculatamente spese, piuttosto che di elevati, ma aleatori, stanziamenti, erogati, forse, solo a distanza di anni ed anni dagli esercizi finanziari in corso, con conseguenti difficoltà sia per il Comune, costretto ad anticipare i costi dei predetti servizi, sia per gli operatori di settore, giustamente non disponibili a prestare assistenza senza percepire i dovuti  compensi, che attualmente vengono erogati con ingiustificato ritardo. Nonostante il deliberato del Consiglio Comunale da me proposto, però, mi preme sottolineare che resto tuttora convinta delle grandi possibilità di un Ufficio di Piano operativo e funzionale. Auspico seriamente che nel prossimo futuro noi Sindaci di Ischia e Procida si parta da capo, salvando quanto di buono fatto sinora e,  mettendo da parte i particolarismi, proseguendo con l’attuazione di una moderna politica sociale, nel rispetto delle posizioni di ciascuno e della volontà della maggioranza. Tra l’altro, la decisione di uscire dall’Ufficio di piano, oltre che una presa d’atto delle disfunzioni cui è andato incontro, vuole essere anche uno sprono affinché si pongano le basi per un diverso approccio alla gestione associata dei servizi sociali e per un Ufficio di Piano veramente operativo>>.
Per saperne di più, pubblichiamo qui di seguito il testo integrale della proposta di delibera a firma del Sindaco Tuta Irace, approvata dal Consiglio Comunale di Lacco Ameno lo scorso lunedì 29 settembre:
<<COMUNE DI LACCO AMENO
Provincia di Napoli
Proposta di Deliberazione
Oggetto: Ambito N 3 – Ufficio di Piano – Determinazioni.
IL SINDACO
Premesso che:
– la Legge Quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, legge 8 novembre 2000, n. 328, individua il “Piano di Zona dei servizi socio-sanitari” come uno strumento fondamentale per la realizzazione delle politiche di intervento nel settore socio-sanitario;
– la predetta legge 328/00 ha definito i Comuni come attori responsabili della realizzazione del sistema integrato territoriale dei servizi e degli interventi sociali e che con questo nuovo sistema di welfare gli interventi socio-sanitari rappresentano un impegno ineludibile degli enti locali, a garanzia di diritti che presuppongono l’unicità e la centralità della persona e che richiedono la definizione di percorsi unitari di accoglimento della domanda, di presa in carico e di intervento.
– in particolare, l’art. 19, comma 2, della l. n. 328 cit. ha espressamente previsto che il Piano di Zona venga, normalmente, adottato attraverso un Accordo di programma e che all’Accordo di programma per l’adozione del Piano partecipino, tra l’altro, i Comuni associati e le Aziende sanitarie locali, disciplinate dall’articolo 3, D. Lgs. n. 502/92, così come modificato dal D. Lgs. n. 229/99;
– in data 23.11.2001 i Rappresentanti dei Comuni dell’Ambito N3 (Ischia, Casamicciola Terme, Lacco Ameno, Forio, Serrara Fontana, Barano d’Ischia e Procida) e il Direttore Generale dell’ASL NA 2 hanno sottoscritto specifico Accordo di Programma per la realizzazione di interventi e servizi sociali;
– in data 27.12.2001 è stata sottoscritta la convenzione tra i Comuni dell’Ambito N3, con la costituzione di un Ufficio di Piano per lo svolgimento in forma associata dell’esercizio delle attività e funzioni propri degli Uffici sociali dei Comuni aderenti;
– in data 8.7.2004 i sette comuni dell’Ambito N3 hanno sottoscritto un nuovo “Accordo di programma per la realizzazione del Piano sociale di Zona e per la gestione in forma associata di servizi dell’Ambito N 3 e per la gestione delle attività di integrazione socio-sanitaria”, individuando i servizi da gestire in forma associata e quelli da gestire in forma autonoma, con durata fissata in 3 anni dalla sottoscrizione;
– il Coordinamento istituzionale relativo ai Comuni dell’Ambito N 3, attualmente, continua ad adottare deliberazioni e a dettare indirizzi all’Ufficio di Piano in vista della stipula di un nuovo Accordo di Programma in relazione alle annualità 2007-2009;
– sta di fatto che, alla luce dei risultati della gestione dell’Ufficio di Piano, organo deputato alla gestione del nuovo processo di applicazione della riforma del “welfare”, emergono preoccupazioni e difficoltà.
Le disfunzioni riguardano, nello specifico:
•    la mancanza di cultura della partecipazione;
•    campanilismo fra i diversi Comuni dell’Ambito territoriale;
•    l’incertezza del processo attuativo della legge 328/00;
•    mancanza di organizzazione (ruoli, compiti, …);
•    carenza di integrazione fra coordinatore e altri componenti dell’U.d.P.;
•    carenza di sinergia/contrasti fra livello politico e livello tecnico;
•    discrepanza fra competenze necessarie all’operatività e profili professionali  presenti nell’U.d.P.;
– il Coordinamento Istituzionale dei Comuni dell’ambito N 3, riunitosi nelle sedute del 10.07.2008 e 25.07.2008, per superare tali difficoltà, ha, da ultimo, provveduto alla nomina del nuovo organigramma e dei componenti dell’Ufficio di Piano;
– nel coordinamento del 25.07.2008, poi, i Sindaci hanno conferito incarico all’Ufficio di piano di proporre ipotesi di un nuovo “Accordo di Programma” per le annualità 2007-2009;
Considerato che:
– in data 16.9.2008, prot. n. 11986, è pervenuta nota a firma del neonominato Coordinatore avv. Luciana Zabatta, la quale, nel sottolineare la non operatività dell’Ufficio di Piano, in mancanza di corresponsione delle quote dei singoli Comuni necessarie a sostenere il costo del personale distaccato all’U.d.P., ha richiesto, tra l’altro, il rimborso della quota a carico del Comune di Lacco Ameno;
– a fronte delle richieste di contribuire alle spese per il funzionamento dell’Ufficio di Piano, sinora inadempiente rispetto ai suoi compiti precipui, risulta che al Comune di Lacco Ameno non sono, però, corrisposti i benefici che l’adesione all’Ambito N 3 avrebbe dovuto comportare;
– in particolare, allo stato non risulta ancora erogato a codesto Ente il saldo finale che la Regione ha già corrisposto al Comune Capofila  in relazione al Piano sociale di zona per l’annualità 2006;
Considerato, altresì, che:
– la lentezza nella collazione da parte dell’Ufficio di Piano sinora non ha nemmeno consentito l’approvazione del Piano sociale di zona per l’annualità 2007, con conseguente notevole ritardo nella corresponsione delle somme dovute dalla Regione ai  singoli Comuni;
– la mancata approvazione, in termini congrui, del Piano sociale di zona per le annualità precedenti ha già comportato un danno economico non indifferente per i singoli Enti e, nello specifico, per il Comune di Lacco Ameno, costretto ad anticipare il pagamento dei costi dei servizi sociali, comunque puntualmente erogati all’utenza;
Preso atto che:
– di fatto, nessuna utile attività è stata intrapresa dall’Ufficio di Piano, risultando pacificamente paralizzate tutte le attività progettuali e gestionali ad esso demandate;
– i Comuni possono scegliere fra varie strategie per dare soluzioni amministrative al problema cruciale della gestione unitaria dei servizi sociali, valutando l’adeguatezza della soluzione da adottare sotto il doppio profilo della costruzione delle reti comunitarie significative per la comunicazione fra sistema della domanda e sistema dell’offerta, e della gestione amministrativa più funzionale alla complessità delle funzioni da organizzare;
Ritenuto che:
– la gestione unitaria di servizi ed interventi in campo socio-sanitario vada, senza dubbio, promossa, incentivata e supportata, in coerenza con lo spirito della riforma, laddove, però, consenta ai Comuni di sfruttare le economie di scala che derivano dall’esercizio associato di funzioni e, nello stesso tempo, di sviluppare le proprie competenze direttamente, anche quando la complessità dei servizi non lo consente alla singola amministrazione, vista l’articolazione delle procedure gestionali e la disponibilità complessiva di risorse economiche;
– il processo di attivazione della gestione unitaria dei servizi sociali nell’ambito territoriale N 3 è risultato articolato e non privo di ostacoli, difficili da superare, sia sul piano politico-istituzionale delle scelte da assumere che sul piano tecnico-gestionale delle modalità da definire per garantire una gestione efficace ed efficiente dei servizi;
– la gestione unitaria non si esaurisce, infatti, nella definizione di un atto convenzionale o altro atto giuridico-amministrativo, ma deve essere vissuta come un percorso di scelte e di sperimentazioni che muove dalla tempestiva approvazione del Piano di Zona;
– in merito alle modalità di gestione associata e al modello di welfare locale appare opportuno procedere alla gestione autonoma della politiche sociali di cui alla l. n. 328/00 a partire dal 1°.1.2009;
Vista la legge n. 328 dell’8.11.2000;
Letto l’art. 18 dell’Accordo di Programma firmato in data 8.7.2004, in virtù del quale “gli enti sottoscrittori si impegnano, nel caso intendano recedere dal presente Accordo, in tutto o in parte, di darne comunicazione agli altri sottoscrittori con un anticipo non inferiore a tre mesi, al fine riconsentire ai soggetti rimanenti di ridefinire i reciproci obblighi e impegni. Il recesso è adottato, previa deliberazione del Consiglio Comunale dell’Ente che intende recedere”;
Visto il D.L.vo 267/2000;
Propone di Deliberare
1.    la premessa è parte integrante e sostanziale dell’atto deliberativo;
2.    di gestire in forma autonoma le politiche sociali ex legge n. 328/00 a partire dal prossimo 1°.1.2009;
3.    di dare atto che il Comune di Lacco Ameno, sinora, ha comunque aderito alle attività del Coordinamento Istituzionale dei Comuni dell’Ambito N 3 e dell’Ufficio di Piano, con tutti gli oneri consequenziali, con effetti sino al 31.12.2008;
4.    di incaricare il Sindaco ed i Responsabili dei Servizi interessi, ciascuno per quanto di competenza, di compiere tutti gli adempimenti consequenziali;
5.    di incaricare, in ogni caso, il Sindaco di comunicare agli altri Comuni dell’Ambito N 3 la volontà di recedere dall’Accordo di Programma, con effetti a partire dal prossimo 1°.1.2009, per consentire loro di ridefinire i reciproci obblighi ed impegni;
6.    di comunicare alla Regione Campania – Assessorato alle Politiche Sociali il presente deliberato;
7.    di dare atto che la presente deliberazione, allo stato, non comporta oneri per l’Ente;
8.    di dichiarare, all’esito di successiva votazione, la presente immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134, comma 4, del D.L.vo 267/2000.
Lacco Ameno, lì 25 settembre 2008
IL SINDACO
Restituta Irace

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