Home > Procida, saranno massacrati a fucilate i tonni dell’allevamento nell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”.

Procida, saranno massacrati a fucilate i tonni dell’allevamento nell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”.

La LAV ha presentato una denuncia al Commissariato di Polizia di Stato di Ischia, per l’eventuale configurarsi del reato di Introduzione di armi in aree protette, in riferimento alla mattanza dei tonni dell’allevamento intensivo situato nella Baia del Carbonchio a Procida (Napoli), all’interno dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”, annunciata per i prossimi giorni.

La Società “Akua Italia srl”, titolare dell’allevamento, infatti, avrebbe intenzione di abbattere 2000 tonni con armi varie, tra cui fucili e fucili di precisione, proprio all’interno della stessa Area Protetta, consentendo così l’introduzione di armi in violazione dell’art.11 comma 3 lett.f) ed art  19 della legge quadro (gestione delle aree marine protette), con particolare riferimento ai commi 3 che stabiliscono che “Nelle aree protette marine sono vietate le attività che possono compromettere la tutela delle caratteristiche dell’ambiente oggetto della protezione e delle finalità istitutive dell’area”.

In particolare sono vietati:
a) la cattura, la raccolta e il danneggiamento delle specie animali e vegetali nonché l’asportazione di minerali e di reperti archeologici;
d) l’introduzione di armi, esplosivi e ogni altro mezzo distruttivo e di cattura”

Le violazioni sono sanzionate in base all’art. 30 della legge quadro (Gestione delle aree marine protette) legge 6.12.1991, n. 394 che stabilisce che ‘Chiunque viola le disposizioni di cui agli articoli 11, comma 3, e 19, comma 3, è punito con l’arresto fino a 6 mesi o con l’ammenda da lire duecentomila a lire venticinquemilioni. Le pene sono raddoppiate in caso di recidiva.’.

“Era già grave la concessione del nulla osta ad un allevamento di tonni, catturati in natura nella acque intorno alla Sicilia e trasportati fino alle gabbie per essere ingrassati, ottenuto, peraltro, senza che fossero attesi i risultati della valutazione d’impatto ambientale in un’area protetta. – commenta Gianluca Felicetti, presidente LAV – Ora c’è il rischio che vengano introdotte armi all’interno di un’Area protetta, se già non lo sono già state, a totale disprezzo dei divieti esistenti. Armi che saranno utilizzate per mettere in atto una vera carneficina”.

Per questo motivo, ai sensi dell’art. 321 del Codice di Procedura Penale, la LAV ha presentato anche un’istanza di sequestro preventivo delle armi destinate ad uccidere i tonni, in quanto il nulla osta concesso per l’allevamento, non può estendersi all’introduzione delle armi.

Per ottenere poi l’annullamento del nulla-osta alla conduzione dell’allevamento intensivo di tonno rosso, inoltre, il 7 ottobre u.s., la LAV ha presentato un ricorso al Tar, con gli avvocati Stefutti del foro di Roma e Russo del foro di Napoli, contro il consorzio di gestione del “Regno di Nettuno”, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la società “Akua Italia” srl (titolare della concessione) e il Comune di Procida.

Tale nulla-osta, infatti, è stato rilasciato il 7 agosto scorso nonostante il decreto istitutivo dell’Area Marina Protetta (DM  del Ministero dell’Ambiente il 27 dicembre 2007, pubblicato sulla GU n.85 del 10 aprile 2008) situata in Provincia di Napoli, attorno alle isole di Ischia, Procida e Vivara, specifichi chiaramente all’art.5 quali siano le attività da ritenersi non consentite all’interno dell’area protetta, e alla lett. d) tra le attività non consentite contempla espressamente l’acquacoltura.

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