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Il futuro è nella Polis

Di Michele Romano

PROCIDA – Siamo stati attratti da un giovano filosofo indiano Parag Khanna, consigliere di Obama, che, con il ragionamento ritiene che, nell’arco di trent’anni, la politica mondiale sarà strutturata in macro città, megalopoli totalmente fluenti e collegate tra di loro che non avranno bisogno di piegarsi al concetto di confine. In altri termini si formeranno città-stato efficaci ed efficienti, ispirandosi a quelle antiche, con una autonomia sinergica dentro relazioni globali, interconnesse con emanazioni benefiche su un vasto territorio circostante. Questo processo è già in divenire perché le polis si presentano sempre di più come luogo dove si trovano risposte concrete a problemi concreti: gestione del territorio, lavoro, ambiente, sanità, educazione ed altro. L’elemento fondante della riuscita del funzionamento della polis-stato si trova dentro il principio che l’autonomia si bilanci con la condivisione delle rispettive migliori modalità di governare. Su tale cammino già ci sono “macropolis” simbolo come Amburgo, Singapore ed altre tra cui anche Milano.

E qui, a sorpresa, il giovane pensatore trova ottima l’idea delle regioni metropolitane del bistrattato ed odiato Matteo Renzi, attualmente stritolato tra varie forme di populismi e i sinistri del “Muoia Sansone con tutti i filistei”. Inoltre ritiene che il progredire, sempre di più, delle “macropolis” bloccherà il declino dell’Europa anzi offrirà l’opportunità enorme di costruire un avvenire del Continente dinamico, vitale e creativo. Determinante per realizzare ciò è rendere possibile l’impossibile cioè la simbiosi tra scienza, tecnologia e cuore e mente filosofico. Infine, possiamo dire che tale ipotesi di lavoro rappresenta un buon viatico per coloro i quali desiderano impegnarsi per costruire un futuro di alta qualità sul piano socio-economico, culturale ed etico della cara polis micaelica.

Proprio su questo versante troviamo di ottimo auspicio il messaggio di presentazione del neo eletto segretario del circolo P.D., il nostro giovane Raimondo Scotto di Covella, imperniato sull’umiltà, la condivisione, l’inclusione, l’uguaglianza, il rispetto reciproco, a cui noi aggiungiamo la competenza e lo spirito di servizio per realizzare il bene comune. Ecco, percepiamo lo spiraglio dopo un lungo e degradato letargo, di un ritorno della politica (organizzare il vivere insieme nel modo migliore possibile) nel significato più alto della parola.

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Un commento

  1. …. eccoci di nuovo con la (questa volta) “cara polis micaelica !

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