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Il cane e l’osso

cane e ossoDai racconti degli anni  ‘80 di Salvatore l’Approdo Costagliola

C’era una volta un cane randagio, grazie alla sua lunga coda ,che scodinzolava a destra e a manca, riuscì a farsi adottare. Ringraziò il fato di aver trovato un nuovo padrone benestante, che non gli faceva mancare niente, proprio niente!

Ahinoi, dopo tanti anni di randagismo, non aveva perso l’abitudine di rovistare nei bidoni della spazzatura e, come quasi tutti i cani, gli piaceva rosicchiare l’osso.

Un bel mattino rovistando nel bidone del macellaio trovò un bell’osso da  spolpare, così incominciò la sua sventura, non credeva ai suoi occhi,  trovò anche un posto sicuro per custodirlo, e tutte le mattine nonostante avesse la pancia piena, il primo pensiero era quello di andare a prendersi l’osso per rosicchiarlo.

Colui che l’aveva adottato non si capacitava, però taceva non ne parlava neanche in famiglia, ogni giorno che passava si rendeva conto sempre di più che aveva commesso l’errore di averlo adottato, ma chi vuole bene alle bestie perdona anche se viene morsicato ripetutamente.

Così un giorno come fu, e come non fu, il  quattro zampe con l’osso in bocca si spinse verso il porto, e mentre passeggiava ai bordi della banchina,  guardò in acqua, e vide un suo simile che aveva anch’egli un osso in bocca.

Incominciò ad andare avanti e indietro  per capire come doveva fare per prenderselo, e vedeva che l’altro faceva i suoi stessi movimenti, infine non resistette alla sua ingordigia e si tuffò, perdendo anche quello che aveva.

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