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Il fiele di "Procida Oggi".

Riceviamo e pubblichiamo questo articolo di Basilio Luoni

Mentre la comunità procidana esulta per il rientro dei marittimi della Rosalia D’Amato ed aspetta il ritorno definitivo degli ex ostaggi della Savina Caylyn pronta a festeggiarli, ci si aspetterebbe, davanti alla felice conclusione di questi tragici eventi, una gioia condivisa da tutti, scevra da stupide polemiche.
Ecco invece il periodico Procida Oggi uscire con due articoli, diversi nella forma, ma accomunati nella sostanza: il medesimo, rancoroso, calunnioso livore contro il movimento di solidarietà partecipata sorto in questi mesi a fianco delle famiglie dei sequestrati e che ha preso il nome ” Liberi Subito “.
Confesso che leggendoli un senso di scoramento mi ha fatto cadere le braccia, reazione condivisa da tutti coloro che hanno avuto la sventura d’incappare in queste righe e che si fanno la mia stessa domanda: cosa spinge il Direttore di Procida Oggi, Domenico Ambrosino ed un certo signor Sferzetti (l’anonima presunta sferza satirica del giornale) a sporcare e denigrare un movimento che ha avuto la sua qualità migliore nella limpida trasparenza delle sue motivazioni?
Il torto di aver organizzato l’attiva solidarietà della comunità procidana attorno alle famiglie degli ostaggi?
Il torto di essersi attivato per fiaccolate, blocchi di protesta dei porti di Napoli e di Procida, manifestazioni a Napoli e a Roma, anche con i sindacati, sit-in davanti a Prefettura e sedi aziendali dell’armatore? E tutto ciò per rompere, sollecitando l’attenzione dei media, il tragico isolamento delle famiglie dei sequestrati precipitate nell’angoscia e abbandonate, senza più alcuna credibile informazione sulla sorte dei loro cari, dal cinismo dell’armatore e dal pressapochismo dilettantesco delle autorità politiche.
O forse il torto di chiedere, indirettamente, così manifestando, che si pagasse il riscatto il prima possibile, non importa chi, in quale forma e a quali condizioni? Visto che dagli ostaggi della Savina Caylyn, dopo un lungo silenzio, giungevano messaggi drammatici che lasciavano presagire il peggioramento tragico ed irreversibile delle loro condizioni di salute psico-fisiche, se non addirittura il rischio della vita?
Come già ricordato, fino ad Agosto, a più di sette mesi dal sequestro, la rigorosa consegna al silenzio chiesta dalle famiglie era stata rigorosamente rispettata. E’ solo da quel momento, su sollecitazione delle stesse disperate famiglie, che nulla più conoscevano del destino dei loro cari (se non frammenti di quelle tragiche telefonate) che nasce, ad opera di amici e famigliari, il comitato “Liberi Subito.”
“Una brutta ferita nel cuore dell’isola” titola il suo fondo il direttore Domenico Ambrosino e non si capisce se si riferisca ai sequestri, alle manifestazioni di solidarietà, o alla confusione che regna sovrana nel suo editoriale inserito nella rubrica denominata pomposamente “il Punto”.
Il punto “de che” direbbero a Roma, visto che il sopraddetto articolo appare come uno sciocchezzaio inestricabile, dal quale si deduce che torto di questo Comitato e dei cittadini che hanno partecipato alle iniziative promosse, sembrerebbe essere stato quello d’ignorare i saggi consigli del signor Domenico Ambrosino.
Quali? Nell’articolo si sostiene tutto e il contrario di tutto: che i pirati (riferito alla vicenda della Rosalia D’Amato) ad ogni manifestazione festeggiavano aumentando l’entità del riscatto, ma due righe più sotto: ” non sappiamo se è stato pagato un riscatto, tutti negano.” (ma va là, possibile?) Ed ancora: che manifestare solo a Procida ci promuoveva a cittadini equilibrati e responsabili, ma farlo anche a Napoli ed a Roma (forse perché attraversando il mare si veniva colpiti da euforiche correnti marine) ci trasformava in folla irrazionale, facile preda di facinorosi istigatori del reato di pagamento del riscatto.
Allora perché parlarne, perché rispondere a questo ciarpame ulteriormente gonfiato dalla ironica lettera di ringraziamento dei pirati ai cittadini di Procida?
Perché tra queste farneticazioni s’insinua l’accusa gravissima che chi ha partecipato alle iniziative del Comitato Liberi Subito, cioè la stragrande maggioranza dei cittadini procidani, ha danneggiato gli ostaggi, testuale : ” ha arrecato loro almeno mesi di sequestro in più.”
Una tesi talmente rozza ed idiota, da rivelare con chiarezza l’assoluta malafede di questi due signori, che idioti non sono ed il loro reale obiettivo: sporcare e calunniare un movimento spontaneo di cittadini, espressione della vitalità della comunità procidana, della sua capacità reattiva e solidale, per lordare il Sindaco (il piazzista che mobilita le piazze favore dei pirati), reo di aver appoggiato questo movimento, senza se e senza ma, onorando correttamente il suo ruolo di figura istituzionale; non solo, colpevole anche di dichiarazioni di lesa maggioranza. Che squallore: utilizzare un evento drammatico per battute e giochetti legati alla politichetta procidana.
Che di squallidi giochetti si tratti è dimostrato anche dal fatto che questa tesi, (manifestare aiuta i pirati) non si è avuto il coraggio di esplicitarla ad Agosto, all’indomani dei primi tragici messaggi dalla Savina. Forse anche per il timore delle ” facinorose ” reazioni dei cittadini.
Come se l’essenza della forza del ricatto non fosse nelle vite prese in ostaggio, che di queste innanzitutto ci si doveva ( e ci si deve) prendere cura, più che di astratti principi e men che meno dell’entità del riscatto richiesto.
Non siamo nati ieri e sappiamo che un sequestro di ostaggi a fine di riscatto apre una dialettica complessa tra rapitori e ricattati ( non solo l’armatore, ma anche i governi dei cittadini sequestrati).
La linea del negoziato, puro buon senso, è la linea scelta dalla stragrande maggioranza dei governi, (anche italiani, e sfidiamo i tutori della linea della fermezza, se ve ne sono, a smentirci) coinvolti nei sequestri, in particolare nei sequestri delle navi da parte dei pirati somali. Giustamente ci si preoccupa delle vite ed anche dell’effetto politico negativo che la perdita di esse potrebbe comportare per un’azione militare sconsiderata. Ecco perché, al di là delle prediche sull’illegalità e il diritto internazionale violato, gli interventi militari, a sequestro avvenuto, sono rarissimi. Ufficialmente nessuno tratta, ufficiosamente tutti, eventualmente supportando l’armatore (non solo nell’aspetto logistico, ma anche finanziario.) E’ ovvio che l’atteggiamento dell’armatore è fondamentale, come dimostra il differente evolversi dei due sequestri in cui sono stati coinvolti marittimi isolani. Nel caso della Rosalia D’Amato la famiglia si è sentita supportata e rassicurata fino al conclusivo positivo epilogo.
Diverso il caso della Savina. Qui la trattativa si è quasi subito arenata per l’indifferenza criminale dell’armatore, accompagnata dall’insipienza del governo. Ne fa fede la testimonianza dei famigliari che hanno visto le tiepide e deboli rassicurazioni iniziali, via via raffreddarsi fino a sparire del tutto. Fino al drammatico Agosto. Ed alle conseguenti manifestazioni ed iniziative di lotta, promosse dal Comitato Liberi Subito. E’ solo grazie ad esse che si è costretto chi di dovere a muovere i passi necessari a riallacciare la trattativa. E se mai i pirati hanno grottescamente festeggiato sul ponte ( secondo la risibile fantasia del signor Sferzetti), ne siamo certi i primi a giovarsene sono stati i prigionieri, rassicurati finalmente che le loro famiglie e le loro comunità non li abbandonavano, ma gli erano accanto solidali.

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