Il Mediterraneo torna centrale. La ripresa dei porti italiani

di Nicola Silenti da Destra.it

I dati che emergono dalle statistiche di settore confermano la ripresa dei traffici via mare e di conseguenza lo slancio delle attività portuali che attestano l’importanza strategica dei porti italiani con una iniezione di fiducia e di ottimismo per l’intera economia nazionale.

La ripresa dei traffici via mare, e in particolare lungo le rotte che dall’Oriente -dalla Cina soprattutto, anche se il Capodanno lunare farà diminuire la catena di approvvigionamento- riguarderà principalmente la categoria merceologica delle rinfuse, sia liquide che solide,i container ed altre merci in generale con una diminuzione per le merci su rotabili ma un miglioramento per il trasporto passeggeri. Una ripresa, quella del settore dello shipping, che merita massima attenzione dal momento che, a dispetto dei traffici aerei e di quelli su strada, otto merci su dieci sul pianeta continuano a transitare via mare.

Sotto questa luce a tinte rosee si inseriscono i dati di segno tutto positivo per la portualità nazionale che si conferma un  fondamentale asset al servizio del Paese con sfide portuali che ”sono molte e la portualità italiana  è in grado di rivestire un ruolo di primo piano nel Mediterraneo” commenta  Rodolfo Giampieri presidente di Assoporti aggiungendo che “il comparto può dare un importante contributo al Paese e sostenere l’economia, caratterizzata da catene logistiche che al momento operano con difficoltà”.Il richiamo del presidente di Assoporti al Mediterraneo ci induce a precisare che il “Mare Nostrum” continua ad avere una sua  capacità attrattiva ed i suoi porti  vedono  diminuire il divario con quelli del Nord Europa ovviamente senza dimenticare l’importanza del canale di Suez con un aumento del transito di navi che ne fanno uno snodo strategico per i commerci nel Mediterraneo.

Rimarcata la valenza di termometro delle economie nazionali, con l’offerta di riferimenti oggettivi e quindi inequivocabili per comprendere in quale direzione e lungo quali rotte procede l’economia mondiale, il settore dello shipping si propone e si impone oggi come una pedina cruciale nelle ambizioni di qualsiasi realtà che ambisca a intercettare una fetta più o meno ingente dell’enorme flusso merceologico da e per la Cina. Un flusso di beni che monopolizza ogni giorno di più il mondo, con gli scali del gigante d’Oriente che sono il teatro quotidiano delle operazioni di carico e scarico di oltre il 40 per cento delle merci del pianeta. Ogni volta che si affrontano dinamiche commerciale del “trade “ via mare non si può non richiamare la situazione cinese con noli nei porti in graduale ripresa anche se il suo export osserva una battuta d’arresto con una congestione di navi nei porti di Ningbo, Yantian e Shanghai con una attesa comunque non superiore ai 5 giorni. In vista del Capodanno lunare si prevede un leggero aumento del numero di “blank sailings”ovvero quando per diverse ragioni una nave salta un porto o una intera tratta marittima.

Comincia ad essere percepita la valenza strategica dei porti e delle infrastrutture con un valore” sempre maggiore in ambito geopolitico e geostrategico, e l’attenzione crescente del mondo politico è un importante indicatore. I dati stanno mostrando forte capacità di reazione, e tutti i player del settore si stanno adoperando con decisione al fine di sostenere gli obiettivi promossi con decisione dal Governo” conferma sempre Rodolfo Giampieri ,presidente di Assoporti. In questo contesto emerge con chiarezza l’importanza del trasporto marittimo con la necessità di riaffermare per  l’Italia un ruolo centrale nel Mediterraneo atteso che in questa area il traffico marittimo  continua a migliorare e a stabilizzarsi ai livelli pre-pandemici e ,a costo di ripetermi,mi viene spontaneo ricordare i circa 40.000 marittimi impiegati ed una flotta di 1400 navi che da qualche tempo sembra siano scomparse dal discorso generale sulla economia marittima o blue economy visto che, tutto sommato, i due termini non sono in contrapposizione

Potrebbe interessarti

blank

La Cina rilancia la Via della Seta. E investe 900 miliardi di dollari

di Nicola Silenti da Destra.it Una grande autostrada tra Asia, Europa e Africa con una …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *