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Il Mogadishu Post” saluta la liberazione della “Rosalia d’Amato” con la notizia di Gennaro Savio.

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“Italia – Good news, After seven Months, Pirates released the ship ROSALIA D’AMATO”. Con questo titolo a caratteri cubitali il sito web del maggiore quotidiano somalo, il “Mogadishu Post”, pubblicando il video e l’articolo di Gennaro Savio, il nostro amico dei due mondi, i cui articoli sono tradotti in lingua inglese con grande abnegazione e professionalità da Claudio Buttinelli e realizzati in tempo di record pochissimi minuti dopo la notizia dell’avvenuta liberazione, ha salutato il rilascio della nave battente bandiera italiana “Rosalia D’Amato” nelle mani dei pirati Somali da ormai sette mesi e con a bordo sedici marittimi filippini e sei italiani tra cui i procidani Gennaro Odoaldo e Vincenzo Ambrosino. E così i Redattori del “Mogadishu Post” dopo aver dato per mesi notizie drammatiche circa il sequestro delle navi italiane nel Corno D’Africa, hanno mostrato entusiasmo nel dare finalmente una notizia positiva scrivendo in apertura del titolo “Buona notizia dall’Italia”. Soddisfatto per la nuova pubblicazione sul “Mogadishu Post” si è mostrato Gennaro Savio che ha dichiarato: “Innanzitutto mi preme ringraziare pubblicamente i colleghi del ‘Mogadishu Post’ che da sempre hanno dimostrato grande sensibilità verso il dramma del sequestro della navi “Rosalia D’Amato” e ‘Savina Caylyn’ che da mesi sta colpendo e tenendo nell’angoscia tantissime famiglie italiane. Mi piace sottolineare, ha continuato Savio, che quest’ultimo video l’abbiamo realizzato pochissimi minuti dopo l’avvenuta liberazione e in poco più di due minuti oltre alla voce del Comandante Orazio Lanza, siamo riusciti ad inserire uno stralcio delle dichiarazioni che ci hanno rilasciato in diretta telefonica il giornalista Gaetano Baldi di Liberoreporter e l’Onorevole Elisabetta Zamparutti che in questi mesi, anche attraverso i nostri servizi, ha presentato numerose e importanti Interrogazioni Parlamentari. Ora, naturalmente, ha concluso Gennaro Savio, il pensiero di tutti è rivolto ai marittimi indiani e italiani che sotto il tiro delle armi sono tenuti prigionieri sulla ‘Savina Caylyn’ da ormai dieci mesi e che speriamo possano fare presto ritorno a casa”.

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