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Liberata la Rosalia d’Amato. Ora e’ scortata dalla nave militare Andrea Doria.

Fonte ANSA

ROMA – Il Cacciatorpediniere Andrea Doria della Marina Militare è intervenuto oggi, a largo delle coste somale in supporto all’operazione di rilascio del mercantile ‘Rosalia d’Amatò e del suo equipaggio, sequestrati dai pirati al largo del Corno d’Africa lo scorso 21 aprile.

La ‘Rosalia d’Amatò, non appena possibile lascerà le acque somale con a bordo, oltre all’equipaggio, anche un Nucleo Militare di Protezione (NMP) della Marina Militare composto da militari del Reggimento San Marco, addestrati per reagire, come unità isolate, da bordo di navi mercantili nazionali, garantendo la protezione da atti di pirateria.

I NMP sono già in area per difendere il naviglio mercantile nazionale in base all’accordo stipulato lo scorso 11 ottobre tra Ministero della Difesa e la confederazione italiana Armatori (Confitarma). I NMP sono sotto il controllo operativo del Comando in Capo della Squadra Navale della Marina Militare (CINCNAV).

LA SODDISFAZIONE DI NAPOLITANO – Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha appreso con viva soddisfazione la notizia della liberazione dell’equipaggio del cargo “Rosalia D’Amato” sequestrato nell’aprile scorso in acque somale. Il Capo dello Stato, si legge in una nota, esprime il pressante auspicio che vengano liberati e possano al più presto riabbracciare i loro cari anche i marittimi della petroliera “Savina Caylyn”.

AMM. MATTESI,TEAM MILITARI A BORDO – “Siamo sul posto e dei team militari sono saliti stamani a bordo della ‘Rosalia D’Amatò per garantire la sicurezza dell’equipaggio. Anche un nostro medico ha appena concluso le visite: considerato quello che hanno passato, stanno tutti bene”. Lo ha detto all’ANSA l’ammiraglio Gualtiero Mattesi, da bordo del cacciatorpediniere Andrea Doria, la nave della Marina che si trova nell’area del cargo liberato ieri dai pirati.

LIBERATA NAVE; TERZI ESPRIME SODDISFAZIONE – Il Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi, ha appreso con “viva soddisfazione” la notizia della liberazione della motonave italiana Rosalia d’Amato e del suo equipaggio, sequestrati dai pirati al largo del Corno d’Africa lo scorso 21 aprile.

Ricordando con gratitudine che la Farnesina, attraverso l’Unità di Crisi, ha seguito la vicenda con massima attenzione e impegno costante sin dalle sue prime fasi, Terzi ha manifestato il suo caloroso ringraziamento a tutti gli organismi dello Stato coinvolti, “che si sono adoperati con senso di responsabilità ed elevata professionalità per la positiva soluzione della vicenda”.

“Esprimo inoltre la mia riconoscenza – ha proseguito il ministro degli Esteri – agli organi di informazione che hanno raccolto, con senso di responsabilità, l’appello al silenzio stampa”. Terzi ha poi rivolto ” un particolare pensiero di vicinanza e solidarietà ai membri dell’equipaggio della Rosalia D’Amato per la loro dolorosa vicissitudine, ed ai loro familiari, con i quali la Farnesina ha mantenuto, in questi difficili mesi, costanti contatti”.

LIBERATA ‘ROSALIA D’AMATO’ DOPO 7 MESI – L’ultimo contatto risale tra le 9.30 e le 9.45 dello scorso 21 aprile: da allora niente altro. Sette mesi di apprensione, oggi finalmente finita con la liberazione del cargo ‘Rosalia D’Amatò. Liberi, dunque, i 21 componenti dell’equipaggio: sei italiani e 15 filippini. Per pochissimi minuti, oggi, la società armatrice è riuscita a parlare con il comandante del cargo, Orazio Lanza. E le sue parole “stiamo tutti bene”, hanno fatto respirare tutti. L’apprensione in parte resta, perché la nave si trova ancora nelle acque somale. “Non è dunque in completa sicurezza – spiega il comandante Carlo Miccio, della napoletana società armatrice Perseveranza Navigazione – e fin quando non lo sarà, il cargo per noi non risulterà libero”. La Farnesina che “segue direttamente le fasi della liberazione” nel pomeriggio ha confermato che “si tratta di un’operazione ancora in corso in una zona a rischio, che pertanto potrà considerarsi conclusa solo dopo che l’equipaggio sarà stato preso in consegna dalle Autorità militari italiane”. Ed è per questo che alcuni familiari ancora hanno il fiato sospeso. Lo ammettono il papà di Vincenzo Ambrosino, allievo di macchina, e Michela Scotto, mamma di Gennaro Odoaldo, terzo ufficiale di coperta, entrambi di Procida (Napoli): “Noi per primi speriamo di festeggiare questo momento, ma ancora nessuno ci dà la conferma ufficiale”.

La signora Scotto aggiunge: “Sappiamo che è stata affiancata da una nave militare italiana, ora devono fare rifornimento di carburanti e viveri”. E a Procida sanno bene cosa significa aspettare visto che sull’isola del golfo di Napoli si attende anche un’altra liberazione, quella dei 22 marittimi – 17 indiani e 5 italiani – della Savina Caylin, sotto sequestro, sempre a largo della Somalia, dallo scorso 2 febbraio. L’abbordaggio della Rosalia D’Amato avvenne nel Corno d’Africa, a circa 320 miglia a sud dell’Oman e a 300 a est dell’isola di Socotra. I pirati costrinsero il comandante a dirigere la motonave italiana verso le coste somale. Da allora, pochissimi i contatti: il comandante Carlo Miccio è riuscito a sentire poche volte, da quel 21 aprile, il comandante del cargo, Orazio Lanza, “tutte le volte mi ha riferito che l’equipaggio stava bene”. Sei gli italiani a bordo: il comandante Orazio Lanza di Messina; Antonio Di Girolamo, direttore di macchina di Mazara del Vallo (Trapani); Gennaro Odoaldo, terzo ufficiale di coperta, Vincenzo Ambrosino, allievo ufficiale di macchina, entrambi di Procida (Napoli); Giuseppe Maresca, secondo ufficiale di coperta di Vico Equense (Napoli), Pasquale Massa primo ufficiale di coperta di Meta di Sorrento, ma residente in Belgio. Se sia stato pagato o meno un riscatto, al momento nessuno lo conferma. Intanto grande soddisfazione è stata espressa dal presidente del Copasir, Massimo D’Alema: apprezzamento è stato da lui espresso per quanti “hanno seguito la vicenda fin dall’inizio, contribuendo al suo positivo esito”. Poi, un augurio: “Che si risolva al più presto anche il sequestro della nave Savina Caylin”.

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