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Procida: Il “Day After” la liberazione della Rosalia D’Amato

Dopo sette mesi di prigionia nel covo dei pirati quello di ieri è stato il primo giorno da “uomini liberi” per i membri dell’equipaggio della “Rosalia D’Amato” quando, pur navigando ancora in acque somale e quindi poco tranquille, la nave è stata agganciata dall’unità militare italiana “Andrea Doria”.
A breve la “Rosalia D’Amato”, spiega l’armatore, dovrebbe lasciare le acque somale, «sono in corso controlli tecnici sulla nave e dopo partirà alla volta dello scalo più vicino, verso Oman». In merito al riscatto Miccio ribadisce, «noi non abbiamo pagato nulla». Quanto ai tempi del rientro in Italia, «prevediamo tra cinque-sei giorni».
In attesa di accogliere i propri figli, “E’ una grande gioia – dice don Lello Ponticelli, vice decano di Procida – che attende di completarsi con il rilascio della “Savina Caylyn” e dei lavoratori sequestrati da oltre nove mesi. I cittadini procidani hanno reagito in maniera contenuta e composta nel dolore così come nella gioia. Il Cardinale Sepe – continua don Lello – ha subito espresso la sua vicinanza alle famiglie e continuerà a pregare per i marittimi ancora in mano ai rapitori con la speranza che il prossimo 7 dicembre, giorno in cui sarà sull’isola di Procida per un incontro con la comunità locale, possa realmente costituire il nostro giubileo.”
Soddisfazione è espressa anche dall’on. Luigi Muro, coordinatore regionale di FLI e presidente del Consiglio Comunale dell’isola di Graziella. “Speriamo che anche la vicenda della “Savina Caylyn” che si trascina da nove lunghi mesi, si concluda al più presto così che i nostri quattro concittadini coinvolti nel doppio sequestro possano rientrare a riabbracciare i loro cari. Certo – conclude l’on Muro – quando la vicenda sarà completamente risolta bisognerà comprendere il perché di tanti ritardi.”

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