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Ischia: Il Ministro dell’Ambiente non concede il nulla osta per la centrale geo-termoelettrica

centrale geotermoelettricadi Gennaro Savio

A Forio l’azione politica e sociale del Consigliere comunale di opposizione Domenico Savio, da due anni a questa parte si caratterizza per la durissima opposizione portata avanti contro l’amministrazione guidata dall’ex democristiano Francesco Del Deo ma anche per le numerosissime proposte avanzate e che se fossero state prese in considerazione da chi gestisce il potere, oggi sicuramente il nostro Paese non sarebbe ostaggio del degrado e dell’abbandono in cui versa. E le proposte di Savio spaziano a trecentosessanta gradi ed interessano tutte le più rilevanti questioni  sociali che coinvolgono il Paese e la cittadinanza. L’ultima istanza protocollata in Municipio da Savio è una proposta di delibera del Consiglio comunale riguardante “L’impianto pilota geotermico denominato Serrara Fontana”. Si tratta di un progetto finalizzato alla realizzazione, in zona Falanga, di una centrale geo-termoelettrica che secondo gli esperti potrebbe persino aumentare il rischio sismico già molto elevato sull’isola Verde e in particolare alle falde dell’epomeo spesso epicentro di boati e terremoti.

“Visto che la società IschiaGeoTermia srl ha avviato presso il Ministero dell’ambiante e della tutela del territorio e del mare, ai sensi dell’art.23 del Decreto Legislativo 152/2006, procedura di Valutazione di impatto ambientale (VIA) per il progetto “Impianto pilota geotermico denominato Serrara Fontana” – scrive Savio in premessa della sua dettagliata proposta di delibera – RITENUTO che l’argomento è di estrema delicatezza e preoccupazione sociale, in quanto non poche autorevoli fonti scientifiche sostengono che lo sfruttamento geotermico per la produzione di energia elettrica con centrali geo-termoelettriche in zone altamente sismiche, come lo sono l’isola d’Ischia e l’intera area Flegrea, potrebbe favorire lo sviluppo di eventi sismici, che le nostre popolazioni hanno già drammaticamente conosciuto nel corso dei secoli e dei millenni. Il pericolo deriverebbe dall’attività di estrazione e re-iniezione forzata nel sottosuolo dei fluidi di geotermia ad alta temperatura determinando la rottura della tettonica naturale e conseguentemente incoraggiando una sismicità indotta dal sottosuolo, quest’ultimo diventato tettonicamente instabile. Tale tipo di sfruttamento geotermico potrebbe produrre anche l’inquinamento delle falde acquifere di profondità, di superficie e dell’atmosfera, con emissione di inquinanti di vario tipo, come anidride carbonica contenuta nel vapore, acido solfidrico, con la caratteristica puzza di uova marce, e altro;

Lette – e qui Savio riporta le dichiarazioni del Prof. Ortolani – le preoccupazioni del Professore Franco Ortolani, Ordinario di Geologia e Direttore del Dipartimento Scienza del Territorio presso l’Università Federico II di Napoli, studioso ritenuto tra i massimi esperti in Italia in materia di salvaguardia ambientale, analisi e metodologie di intervento per i fenomeni alluvionali e sismici, che ha dichiarato: ‘Un fatto molto preoccupante e destabilizzante sarebbe la creazione dei pozzi geotermici, previsti dal Ministero dello Sviluppo Economico sull’isola d’Ischia. Tale progetto di geotermia profonda prevede l’immissione dei fluidi in queste faglie, che, come dimostrato anche dall’ultimo e recente evento sismico, hanno un grado di instabilità tale da non poter essere oggetto di questi progetti, che costituirebbero un forte elemento destabilizzante e pertanto potenzialmente pericoloso. In un’Isola che basa tutta o gran parte della sua economia sull’attività turistica, andare a realizzare interventi che possono aumentare il rischio di terremoti significa auto lesionarsi. Facendo questi pozzi geotermici, ovviamente con l’immissione dei fluidi nel sottosuola, si destabilizzerebbe il già precario equilibrio geologico determinando una sismicità indotta e questo potrebbe  aumentare  fortemente  il rischio  di  terremoti sull’Isola. D’altronde, senza fare allarmismo su questo

tema, sono i dati che parlano, perché questi problemi si stanno verificando al Monte Amiata, in Toscana, dove a seguito dei progetti di geotermia profonda si stanno registrando degli eventi sismici, che stanno seriamente spaventando la popolazione’;

Considerato che intorno ai progetti di energie alternative, come quella geotermica, si muovono interessi nazionali e internazionali giganteschi, con scarse e dubbie certezze sulla sicurezza dei territori interessati e delle popolazioni autoctone, che potenti cordate di potere economico, incoraggiate dalle scelte del potere politico, sono all’opera per accaparrarsi la maggiore fetta di profitti, che in tale situazione difficilmente gli studi sull’impatto invasivo del sottosuolo e dell’ambientale possono ritenersi con certezza assoluta garanti della sicurezza sociale per la realizzazione dell’intervento e che la vita umana non si può, e non si deve, barattare con degli incentivi previsti dallo Stato per le popolazioni interessate dai progetti di sfruttamento energetico delle risorse geotermiche di profondità;

Considerato ancora che Forio e l’isola d’Ischia, come la più ampia Area Flegrea, da millenni sono terra di vulcani, di esplosioni e di lave magmatiche, di terremoti devastanti e di morti strazianti;

Ritenuto che per la sicurezza delle popolazioni residenti presenti e future e per i flussi turistici che frequentano la nostra Isola i Comuni, sostenuti dai cittadini, debbano attivarsi immediatamente per fermare il progetto di sfruttamento geotermico finalizzato alla produzione di energia elettrica e che, al contrario, debbano sostenere progetti a bassa entalpia, cioè a basso impatto ambientale e non invasivo del sottosuolo, come previsto dall’articolo 1, commi 108 e 109, della legge regionale 6 maggio 2013 n. 5, attraverso il sistema delle sonde geotermiche, sino ad una profondità di 200 metri, per lo sfruttamento del calore naturale della Terra e di quello geotermico, con l’ utilizzo diretto di fluidi geotermici a bassa temperatura da utilizzare:

– per il riscaldamento e il raffreddamento degli edifici pubblici e delle abitazioni;

– per il riscaldamento delle serre, che è il sistema più comune di sfruttamento dell’energia geotermica in agricoltura;

– per le coltivazioni a cielo aperto, come irrigazione e/o riscaldamento del terreno. Il controllo della temperatura può consentire di prevenire i danni derivanti dalle basse temperature ambientali, di estendere la stagione di coltivazione, di aumentare la crescita delle piante, di incrementare la produzione e di sterilizzare il terreno;

– per l’allevamento, con riferimento alle condizioni sanitarie degli animali, alla temperatura controllata, inoltre i fluidi caldi possono essere utilizzati per pulire, sterilizzare e deumidificare gli ambienti e per trattare i rifiuti;

– per l’acquicoltura (allevamento controllato di forme di vita acquatiche), da noi in particolar modo la piscicoltura: si possono allevare specie esotiche, aumentare la produzione e anche, in qualche caso, raddoppiare il ciclo riproduttivo;

– per fini terapeutici;

– per usi sanitari, come sterilizzazioni, eccetera.

Ritenuto anche che le suddette norme possono e debbono essere amplificate, ma sempre e rigorosamente all’interno dello sfruttamento dell’energia geotermica a bassa entalpia e con l’utilizzo delle sonde geotermiche, nel rapporto di fattiva collaborazione tra Comuni e Regione;

Non soddisfatto delle garanzie contenute nel Progetto in oggetto e viste le osservazioni, prescrizioni e considerazioni della Giunta regionale della Campania dell’11 settembre 2012, chiede – si conclude la proposta di delibera di Domenico Savio – al ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per le motivazioni sopra esposte, di non concedere il Nulla Osta ambientale alla società IschiaGeoTermia srl per la realizzazione del progetto “Impianto pilota geotermico denominato Serrara Fontana” e impegna la giunta municipale per ogni conseguente adempimento, in particolare accompagnando tale richiesta al Ministero dell’Ambiente con una relazione tecnica, geologica, scientifica, sismica e ambientale di elevato valore scientifico e promuovendo sull’argomento iniziative di diniego comune tra le sei Amministrazioni comunali dell’Isola.

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