La fragilità odierna della ragione

Di Michele Romano

La memoria storica ricorderà la nostra epoca come la stagione di angosciose pandemie, attraversata da forme aberranti di disumanesimo crudele.

In tali frangenti, l’elemento razionale, nelle relazioni umane, ne ha subito le peggiori conseguenze.

Oggi, ogni genere di conflitti, politico, militare, ambientale, di relazione, è alimentato da spinte irrazionali, impregnati sentimenti negativi e virulenti è venuta meno la lotta delle idee che determinano convinzioni e profili morali. Interpretano la condizione umana, le scelte nel gestire la complessità difficile e burrascosa della vita sociale. E qui entra in discussione il motore che spinge ed alimenta le idee, cioè la ragione la quale ne costituisce la forza intrinseca e utilizzata bene, è il punto fondamentale di equilibrio in tutte le dispute.

La ragione, nonostante le imperfezioni, la fallibilità, costruisce un sentiero, in cui i diversi punti di vista in competizione acquisiscono un cammino più ordinato nella società contemporanea, l’esperienza esistenziale è sempre più frammentaria, alimentata da paradossi che tendono a sfiduciare la ragione.

Così si assiste ad un ceto politico che si affida a discorsi senza senso, perché fonda le proprie esternazioni sulla forma non sul contenuto. Tanto che i governi restano in piedi, sfacciatamente, sebbene fallimentari, avendo azzerato, del tutto, il concetto di responsabilità.

Complice di ciò l’informazione e la comunicazione mediatica e della carta stampata che acceca il popolo, impedendo ad esso di percepire la realtà nella sua cruda e, spesso, brutale dimensione.

La ragione viene sostituita da impeto ed assalto sentimentale in cui la fa da padrone l’odio, portatore di fanatismo e guerre luciferine.

Se non si vuole sprofondare negli abissi urge fare uscire dagli scavi archeologici, i luoghi del pensiero come la scuola, perché il ragionare rimane, ampiamente, la guida migliore nella ricerca della conoscenza e della convivenza dentro le debolezze e i limiti che sono raccolti nell’ordine umano delle cose.

Postilla finale. In questo quadro la nostra amata polis Micaelica, Procida, scelta come Capitale della Cultura 2022 in un immenso spirito di riconciliazione, diventi il luogo che renda partecipe il Mondo, di coltivare la pedagogia dello stare bene insieme  e di essere tutti dentro il destino comune di Figli dell’Universo.

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