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La profondità delle piccole cose

Di Michele Romano

I clamori e le luci di conferenze, di convegni, di presentazioni di libri, di dibattiti televisivi che si accavallano durante l’arco di intere giornate, con la presunzione di trattare e di valutare i grandi temi che attanagliano la nostra società, ci lasciano, come esseri umani affondati, denudati, scarnificati, proiettati in un vuoto assoluto. Tanto da trasformare il buono della cultura in un essenza anticulturale, perché falciato da un mediocre conformismo, in pieno diluvio di egolatria e di odioso nichilismo manicheo. Davanti a questo influsso catodico di spossatezza interiore, ci è venuto in soccorso uno stupefacente e proficuo proverbio di antichissima saggezza indostana: gli uomini non camminano sulle montagne ma sui sassi. Che cosa di illuminante abbiamo scoperto in queste parole? Una traccia acuta, un metodo sobrio e analitico per affrontare nel modo migliore possibile l nostra esistenza, senza arrampicarsi sullo specchio delle allodole, delle cose grandi, dei grandi sistemi da raggiungere ma comprendere che le piccole cose sono gli architravi della vita. Infatti la veridicità si trova più nelle minuzie, in una miriade di eventi quasi i e tendono a racchiudere in se una moltitudine di significati, di quantità maggiore ad un singolo, enorme ed altisonante accadimento. La saggezza vedica lo esprime in questo modo: lo spostamento di un poco di sabbia finisce per deviare il corso del fiume più profondo. Una cosa può apparire irrilevante perché è piccola, comune, senza senso, senza interesse, per cui individuare e riconoscere il suo valore bisogna educarsi ad un profondo spirito di osservazione. D’altra parte il piccolo dettaglio è trascurato a causa della natura molteplice del mondo che ci circonda. Riuscire a vederlo nella sua peculiarità dimostra di acquisire un talento speciale, esercitando attenzione e presenza a se stessi, tanto da saper vedere che dai particolari di ciò che è piccolo esce fuori la dimensione di una realtà nella sua ampia creatività, sorprendente perché manifesta che le piccole cose sono tanti nuclei microscopici pieni di tesoro aureo. Ecco se emerge la rilevanza delle piccole cose si ottiene un salto di qualità nell’esercitare il senso della prospettiva ed un sagace contributo a valutare l’esperienza, con essenziale abilità nella misurazione equilibrata di tutto ciò che accade ai fini di giudicare e vivere bene. Probabilmente, portare alla luce dagli abissi delle nostre coscienze, le minuzie, i dettagli, le croste dell’odio, della gelosia, della paura, della stupida ignoranza, della collera, dell’invidia, del disgusto, diventi lo stimolo a dar fiato alla speranza di spazzar via l’atteggiamento nichilista che tende ad imprigionare in una perdita di senso i nostri percorsi esistenziali. In tal senso, il grande poeta boemo Rainer Maria Rilke, nelle straordinarie lettere ad un giovane poeta dice: “Se la vostra vita quotidiana, vi sembra povera, non l’accusate; accusate voi stessi, che non siete abbastanza pieni di respiro cosmico per  provarne stupore e meraviglia davanti alla sua fertile ricchezza”.

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Un commento

  1. Annarosaria meglio

    Caro Michele non sono d”accordo in questa lettera è vero si fa” un certo vociare di cultura, ma non ti approvo che i poeti non hanno anima, penso che sia sbagliato hanno tutti la bellezza del creato dentro percio” scrivono per condividere il loro pensiero e sono persone piene nella vita. ciao

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