Procida. I casi della vitola

1- DOPO IL BLOGGER, ANCHE IL DEPUTATO DI FINI LUIGI MURO, EX SINDACO DI PROCIDA, CONFERMA A DAGOSPIA: “HO INCONTRATO LAVITOLA AL RISTORANTE, CI SIAMO SALUTATI E ABBIAMO SCAMBIATO DUE PAROLE. DOVEVA ESSERE TRA IL 15 ED IL 20 AGOSTO. NE SONO CERTO” – 2- HA AVUTO UN’ALLUCINAZIONE PURE LUI? MA VISTO CHE LA PRESENZA DELL’EDITORE PESCIVENDOLO SMENTIREBBE ANCHE LA DIGOS E I MAGISTRATI, PERCHÉ LUI CONFERMA A “LIBERO” DI NON ESSERE RIENTRATO IN ITALIA (“AVEVO DEI LAVORI DA SBRIGARE IN BRASILE”)?Carlo Tarallo per Dagospia

1 – DAGOREPORT: LE DATE NON QUADRANO
Per un breve ripasso delle incongruenze riguardo la presenza o meno in Italia di Valter Lavitola nel mese di agosto, vale la pena di ricordare come tutto nasca dalla convinzione degli inquirenti che – come scriveva Fiorenza Sarzanini sul “Corriere della Sera” del 5 settembre – “potrebbe essere stato avvisato che a Napoli c’era una richiesta di arresto contro di lui. Tra le carte processuali messe a disposizione degli indagati c’è un’annotazione della Digos che prevede il suo rientro dal Brasile per il 2 agosto scorso e una nuova partenza prevista il 5 settembre sempre con destinazione Rio de Janeiro”.

lavitola

Teoricamente quindi, l’editore pescivendolo dovrebbe avere tutto l’interesse a dimostrare che in agosto è tornato in Italia, ignaro del rischio di essere arrestato. Eppure è proprio lui che alla domanda di Cristiana Lodi su “Libero” di ieri, sulla possibilità che una talpa l’avesse informato dell’inchiesta, risponde: “Lei dovrebbe saperlo, io ho saputo dell’inchiesta quando proprio lei mi ha chiamato il 24 agosto scorso, per intervistarmi, anticipandomi in quella sede che Panorama stava pubblicando la notizia”.
Ma i pm dicono lo sapesse già. Tant’è che il suo rientro dal Brasile in Italia, previsto per il 2 agosto, è saltato per questa ragione.
«Avevo lavori da sbrigare in Brasile. Per questo non sono rientrato».

2- IL FINIANO LUIGI MURO CONFERMA: “ERAVAMO ENTRAMBI A UN RISTORANTE LA STESSA SERA, TRA IL 15 ED IL 20 AGOSTO”

luigi muro

I casi de Lavitola: la seconda autorevolissima conferma della presenza di Valter a Procida in pieno agosto, in barba a tutti quelli che dicono che era uccel di bosco già da molte settimane, viene da un deputato.

E indovinate di quale partito? Di Fli. Un “finiano”, Luigi Muro, che del partito fondato dal Presidente della Camera, oltre ad essere parlamentare, è anche coordinatore regionale, ma che è soprattutto un “procidano” doc, uno che dell’isola è stato anche sindaco, e che ne conosce tutti, ma proprio tutti, gli abitanti e i frequentatori abituali.

Strana la vitola: è proprio un esponente di primissimo piano del partito che più di ogni altro vede come il fumo negli occhi lo sfaccendiere parte-nopeo e parte-latitante a confermare a Dagospia, dopo il blogger Francesco Lubrano, la presenza di Valterino a Procida lo scorso ferragosto.

Ecco la breve intervista, realizzata mentre Luigi Muro, disponibilissimo come sempre, è in Parlamento per una vicenda drammatica: insieme a una folta delegazione dei suoi concittadini, e al sindaco Vincenzo Capezzuto, sta incontrando Fini e altri esponenti istituzionali per sensibilizzare le istituzioni sulla vicenda dei marittimi procidani ormai da sei mesi nelle mani di pirati somali, che hanno sequestrato la petroliera Savina Caylyn e tengono in ostaggio cinque italiani che fanno parte dell’equipaggio.

Insieme alla delegazione di familiari dei sequestrati, partiti questa mattina da Procida, ci sono anche i parenti e gli amici degli altri ostaggi, provenienti da Gaeta, Trieste e Piano di Sorrento.

Onorevole Muro, lei a Procida è una istituzione. Ha visto Valter Lavitola ad agosto?
“Sì, l’ho incontrato per caso, ci siamo salutati. Eravamo entrambi a un ristorante la stessa sera”

Si ricorda il periodo preciso?
“Guardi, deve essere stato tra il 15 ed il 20 agosto. Ne sono certo”

serata tanghera procidana - c'era pure lavitola

Ha parlato con Valter?
“Ci siamo salutati e abbiamo scambiato due parole”

Lavitola è un frequentatore abituale di Procida?
“Sì, viene spesso sull’isola. Il padre Giuseppe era molto stimato a Procida, un grande psichiatra”

Lo ha visto preoccupato?
“Ci ho scambiato solo poche parole, giusto il tempo di un saluto, ma mi sembrava sereno. Era con la famiglia. Ma vorrei che rispetto a Procida si parlasse di cose più serie”

Henry John Woodcock

Ovvero?
“Ovvero, del dramma dei marittimi italiani che sono da sei mesi nelle mani dei pirati somali. Tra loro ci sono anche due cittadini procidani. Abbiamo incontrato il Presidente Fini, che ci ha assicurato il massimo impegno per la soluzione di questa drammatica vicenda. Poi siamo stati ricevuti in Senato”.

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