Le memorie dell’isola nei proverbi della tradizione.

In questi giorni, nelle edicole e librerie di Procida, e non solo, è presente il libro “Antica Sagacia Procidana” curato da Maria Iovine, fotografie di Michele Costagliola di Fiore, per Edizioni Fioranna. Si tratta di una raccolta divisa per argomenti dei più caratteristici proverbi procidani, consigli in larga parte dettati dall’esperienza contadina e marinara, insieme a motti divertenti e scherzosi, spesso arguti o superstiziosi, che ancora oggi fanno parte della più antica tradizione popolare. Per il filosofo Michele Romano: “un proverbio indostano, tanto per stare in tema, afferma che gli uomini non camminano sulle montagne ma sui sassi; vuol dire che non su grandiosità, ma su piccole cose si viene a costruire il tessuto della storia. Spesso – continua Romano – le cose vere si trovano nelle minuzie e c’è più significatività in una miriade di eventi poco appariscenti o apparentemente semplici, di quanto se ne possa trovare in un singolo grande rivolgimento. In tal senso, la sagacia, intesa come espressione di perspicacia, finezza, istinto, discernimento, ingegnosità e riflessione non poteva non essere il filo conduttore che pervade l’originale ricerca dell’autrice intorno all’antica comunicazione della comunità procidana.”
Da questo punto di vista significativa l’introduzione della prof.ssa Maria Iovine per la quale: “Chi, come me, è nato negli anni ’50, è cresciuto in un luogo magico, Procida, ancora fortemente contadino e marinaro, giocando e correndo in mezzo a spiagge deserte e campagne ubertose, ricche di verde, con la noria, i pescatori, le barche. L’influenza dei mass media non era preponderante, come ora, la comunicazione delle idee, le storie, le tradizioni e tutto ciò che era cultura popolare, che faceva parte della nostra memoria, costruendo la nostra identità, era affidata agli stessi familiari; ci si riuniva, la sera, nei cortili, bambini ed adulti e c’era sempre qualcuno, una mamma, una zia, una vicina, che iniziava a raccontare. Oggi, proverbi non se ne coniano più. Il loro posto è stato preso dagli slogan pubblicitari, da espressioni di moda per breve tempo in bocca a tutti, svuotate del senso umano che pervadeva i proverbi antichi.”
Ovviamente, continua la curatrice del libro: “Non pretendo di aver raccolto in quest’opera tutti i proverbi procidani ma ho semplicemente registrato quelli che ho realmente ascoltato dai membri della mia famiglia, dai pescatori e dai clienti del bar dei miei genitori, dalle ricerche sul passato effettuate con gli alunni in tanti anni di lavoro nella scuola. Soprattutto, mi sono messa in ascolto, grazie all’esempio e allo stimolo delle narratrici della mia famiglia materna, le care zie, mia madre e poi lei, la dolce nonna Pasqua che mi raccontava arruffate storie bibliche, dove Mosè attraversava il deserto insieme a San Raimondo, mi diceva divertenti indovinelli ed aveva sempre un proverbio pronto per ogni occasione.”

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