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Marittimi sequestrati. Il Mattino risponde a ProcidaMia

Il quotidiano il Mattino oggi in edicola, nella sezione dedidata alle: LETTERE AL DIRETTORE risponde all’appello di ProcidaMia a firma di Raffaele Iovine che volentieri riportiamo nell’ottica di una stretta collaborazione tra il nostro blog e il sito procidamia.it per accendere una luce su questa vicenda ancora senza soluzione.

I marittimi italiani prigionieri dei pirati

Gentile Direttore

scrivo per attirare la Vs attenzione su un’indicibile dramma che prosegue ormai da oltre 4 mesi per l’equipaggio della “Savina Caylyn” e da circa due mesi per l’equipaggio della “Rosalia D’Amato”, nelle mani dei pirati somali che chiedono decine di milioni di euro per il rilascio.

Due navi italiane, quindi territorio nazionale, con undici marittimi italiani, quindi cittadini italiani. Dimenticati! Ignorati! Dai giornali, dalle Tv, da tutti! Simona Pari, Simona Torretta, Giuilana Sgrena, Clementina Cantoni, Daniele Mastrogiacomo sequestrati e liberati in meno di un mese: e i marittimi italiani? Fate qualcosa vi prego! Parlatene! Almeno fate quanto è stato fatto per Sakineh!!! Sono lavoratori, non sono mercenari o avventurieri! Le famiglie sono nell’angoscia e nel silenzio delle istituzioni politiche! Aiutateli!

Raffaele Iovine – NAPOLI

Caro Iovine

faccio mio il suo appello per la «Savina Caylyn». Il Mattino è stato il primo giornale a parlarne, diffondendo l’appello disperato dei familiari e sensibilizzando le autorità ancor prima che l’opinione pubblica. Sappiamo che la trattativa con i pirati è in una fase di stallo e che le condizioni dei marittimi, compresi i tre campani a bordo, sempre più precaria. Abbiamo chiesto spiegazioni e informazioni alla Farnesina ricevendo poco in cambio, con la motivazione che la segretezza della trattativa impone riserbo.

Lei lamenta una disparità di trattamento con altri casi, come quelli dei giornalisti  sequestrati in Iraq o in Afghanistan. In parte ha ragione, ma una spiegazione per i riflettori mediatici – non certo per l’impegno del governo e delle istituzioni che non deve conoscere iniquità o differenze di approccio – nel caso dei reporter c’è: ed è tutta politica, motivata dalla richiesta ricattatoria dei sequestratori, afghani o iracheni che fossero, al nostro governo impegnato in quei Paesi in operazioni militari.

Ma questa è solo una spiegazione tecnica, non una differenza tra cittadini seria A o B che ovviamente non può né deve esistere. Ci batteremo per informare al meglio sulla «Savina Caylyn» con il pressing che un giornale può offrire al meglio. Speriamo solo di non trovare orecchie istituzionali riluttanti o distratte. In quel caso, urleremo di più.

Inviate le vostre mail a letterealdirettore@ilmattino.it

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