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L’Insularità è senza dubbio uno svantaggio per gli abitanti delle Isole italiane

Di Giuseppe Giaquinto

PROCIDA – E’ partita in questi giorni in tutta Italia la raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per la modifica dell’art. 119 della Costituzione per il riconoscimento della condizione di svantaggio che patiscono le Isole italiane. I cittadini delle isole chiedono che venga inserito il seguente articolo: «Lo Stato riconosce il grave e permanente svantaggio naturale derivante dall’insularità e dispone le misure necessarie e garantire una effettiva parità ed un reale godimento dei diritti individuali e inalienabili”

La Costituzione del 1948 contemplava al terzo comma dell’art. 119 un puntuale riferimento all’insularità. Le isole venivano considerate realtà svantaggiate dal punto di vista geografico, economico e sociale, da valorizzare ed alle quali destinare incentivi. Il legislatore costituzionale del 2001 ha, sprovvedutamente, eliminato dall’art. 119 ogni riferimento all’insularità, senza ridisciplinare la distintiva condizione delle zone insulari, dimenticando la loro evidente condizione di disequilibrio, dovuta alla collocazione nello spazio; situazione che incide sul trasporto, sul commercio, sul diritto alla salute e sull’istruzione, sull’imprenditoria locale, etc.

Di recente qualche comune isolano si è fatto promotore della presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare, sostenuta dall’ANCIM – Associazione Nazionale Comuni Isole Minori che chiede al nuovo Parlamento, contestualmente all’iniziativa costituzionale, di adottare un disegno di legge sul tema dell’insularità.

L’Insularità è senza dubbio uno svantaggio per gli abitanti delle Isole italiane, fattore di un più difficile sviluppo sociale ed economico. Le isole hanno una maggiore fragilità ed i loro abitanti godono di fatto di diritti ridotti rispetto a quelli della terraferma. Tutti i servizi sono più costosi perché incide il fattore trasporti, la salute è considerata un fattore di spesa maggiore e quindi da ridimensionare tagliando i servizi, i costi dei trasferimenti in terraferma sono più costosi rispetto ai trasporti terrestri e soprattutto meno efficienti e garanti del diritto alla mobilità, la fruizione culturale e l’integrazione con la città diventa più complicata.

Da tutti i sindaci delle isole italiane, compresi quelli di Ischia e Capri è partito un appello ai propri concittadini a firmare e sostenere questa iniziativa, per compiere un deciso passo in avanti nella soluzione delle problematiche che accomunano milioni di cittadini delle isole. Contemporaneamente in tutte le realtà isolane si sono attivati tavoli di raccolta firme per sottoscrivere l’iniziativa legislativa.

Come ha giustamente detto l’altro giorno il Sindaco di Capri molti problemi delle isole potranno essere risolti solo se lo Stato prenderà coscienza delle realtà isolane che non sono solo un luogo di svago e di vacanza ma che, proprio per la loro caratteristica, necessitano maggiormente del perfetto funzionamento dei servizi essenziali a tutela dei residenti e di tutti gli ospiti di questi territori.

Ecco perché ritengo sia fondamentale che anche il Comune di Procida con l’amministrazione comunale ed il consiglio comunale si attivi per garantire il sostegno dovuto a questa iniziativa e soprattutto promuova anche sulla nostra isola una raccolta firme con l’opportuno coinvolgimento di tutte le associazioni e categorie presenti sull’isola.

Mi meraviglia non poco che un comune come il nostro, etichettato da certi giornalisti, come simbolo di partecipazione democratica, sia sempre restio verso ogni forma di coinvolgimento democratico dei propri cittadini ed eviti ogni strumento di partecipazione dal basso.

Spero che almeno in questa occasione si superi ogni logica ideologica e si intervenga con decisione sul sostegno all’iniziativa.

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