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“L’isola delle zie” di Antonio Lubrano

isola delle zie antonio lubranoQuesta sera alle ore 20:30, con il patrocinio del Comune di Procida – Assessorato al Turismo, nella Chiesa di Santa Margherita Nuova, Antonio Lubrano, con l’intervento del noto giornalista e scrittore Ermanno Corsi, presenterà il suo libro “L’isola delle zie” (144 pagine, editore Ferrari). Una storia di naviganti che il primo difensore civico della televisione, giornalista e scrittore, ha ambientato a Procida, l’isola in cui è nato e che fornisce da circa due secoli uomini di mare alle navi di mezzo mondo. In questo romanzo, che nello scorrere si tinge di “giallo”, affiora la sua preparazione culturale ma soprattutto il grande amore per la sua isola “un piccolo universo, un carcere di mare così come l’ho vissuto negli anni cinquanta dove la vita oltre il mare dava la dimensione della libertà” e da qui l’orgoglio di sentirsi un procidano vero per la libertà di pensiero che lo ha sempre contraddistinto. Un’isola raccontata tra ieri e oggi e sempre in evoluzione, che guarda al futuro dal “vefio” raffigurato in copertina, a simboleggiare qualcosa che deve ancora accadere.

Siamo negli anni Cinquanta, protagonista del romanzo è Carluccio, giovane rampollo di una famiglia patriarcale, di quelle che caratterizzavano la società italiana fino a mezzo secolo fa, piena di zie, di nonni e di nipoti. Da pochi e scarni indizi raccolti tra i parenti, Carluccio ricava il sospetto che uno zio, classico lupo di mare, capitano di un cargo, uomo colto e di grande fascino, non sia morto di morte naturale ma sia stato assassinato da una delle sue amanti in un porto somalo, dov’era approdato con la nave.

Il ragazzo comincia una vera e propria indagine, tra lo scetticismo della fidanzatina, unica confidente, e il cauto incoraggiamento di un comandante in pensione diventato suo amico, il quale da giovane aveva navigato con il defunto. La ricerca di Carluccio, tuttavia, sta per arenarsi quando, improvvisamente, dal traghetto che collega l’isola alla terraferma sbarca una “frastiera”, una signora di età il cui profilo ricorda quello di un personaggio che il Nostro ha visto in una foto a casa di una delle sue innumerevoli zie. E qui di colpo la vicenda prende un’altra piega che condurrà il lettore al colpo di scena finale.

“Vengo da una famiglia di naviganti – dice Antonio Lubrano – e ho cercato di esplorare un’antica diceria, quella secondo la quale un uomo di mare ha una donna in ogni porto. Ma mi sono sorpreso a raccontare invece una storia d’amore che supera la morte”.

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