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Ludopatia, anche a Procida un dramma sociale

gioco dazzardoIl fenomeno ha un forte impatto sociale e risvolti umani ben precisi: chi entra nel vortice perverso rischia di perdersi, di fare bancarotta, di avvitarsi nel circuito diabolico di aver bisogno di sempre più soldi per giocare sempre più. È la “ludopatia”, malattia di questi anni di crisi che, come si evince dall’allarme lanciato nell’interrogazione del gruppo consiliare “Insieme per Procida”, non tiene indenne l’isola di Graziella.

“Studi storici – dice Dino Ambrosino, capogruppo di “Insieme per Procida – hanno dimostrato la stretta correlazione tra i periodi di crisi economica e la propensione al gioco non solo negli adulti ma anche negli adolescenti. Un recente articolo del quotidiano “La Stampa” ha pubblicato un’inchiesta secondo cui il 20% dei ragazzi italiani tra i 10 e i 17 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta nella vita. I dati emergono da un’indagine promossa dalla Società Italiana Medici Pediatri e dall’Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza a conferma che proprio di rischio per la salute bisogna parlare. Bisogna considerare  – sottolinea Ambrosino – che anche a Procida negli ultimi anni si è diffuso il fenomeno del gioco, dimostrato dalla recente apertura di tre sale e dal collocamento di slot machine presso diverse attività commerciali. A questa  diffusione delle opportunità non è corrisposto sinora un adeguato dibattito pubblico che ne mettesse in evidenza i rischi di gravi risvolti umani e familiari. La nostra iniziativa di proporre un dibattito in Consiglio Comunale – conclude Dino Ambrosino – ha l’obiettivo di innescare una presa di coscienza collettiva su un problema che coinvolge anche i più giovani e di verificare le possibilità di limitare e tenere sotto controllo il fenomeno”.

In altre zone dello stivale, per cercare di porre un freno, molti sindaci hanno lanciano l’allarme e  hanno firmato un “Manifesto per la legalità contro il gioco d’azzardo”. Il movimento di sindaci e amministratori bypartisan è partito da Milano e sta animando grandi città e piccoli paesi di ogni Regione. Il gioco d’azzardo ormai raggiunge cifre astronomiche, con oltre 80 miliardi di giocate all’anno (4% del prodotto interno lordo nazionale) che significano 8 miliardi di tasse incassate dallo Stato e il resto spartito tra le società che gestiscono i giochi e le vincite distribuite agli scommettitori. Per le famiglie è un vero e proprio salasso, perché queste giocate ammontano al 12% della spesa annua media: detto in soldoni è come se ogni famiglia si giocasse tra i 1.500 e i 2.000 euro, cioè circa 150 euro al mese, per molti una fetta consistente delle entrate, buttandoli nelle oltre 400mila “macchinette”, sale bingo, oppure su lotto, superenalotto, winforlife e così via.

Per i sindaci siamo di fronte a un dispendio di risorse elevatissimo che riguarda 15 milioni di giocatori abituali dei quali 2 milioni a rischio patologico e circa 800mila già entrati nella fase critica in cui non riescono più a stare senza giocare e spazzano via i risparmi familiari con le conseguenze, spesso drammatiche, che sempre di più conosciamo.

Nel loro manifesto i sindaci dicono, di fronte a questi rischi, “che non ci stanno e reagiscono”, chiedendo una nuova legge nazionale, fondata sulla riduzione dell’offerta e il contenimento dell’accesso, con un’adeguata informazione e un’attività di prevenzione e cura. In particolare chiedono che sia consentito il potere di ordinanza dei primi cittadini per definire l’orario di apertura delle sale gioco e per stabilire le distanze dai luoghi “sensibili” (scuole, chiese, oratori, ospedali, centri di aggregazione sportivi ecc.). Chiedono, inoltre, che sia concesso ai Comuni e alle autonomie locali di esprimere un parere preventivo e vincolante per l’installazione dei giochi.

Nella interrogazione presentata da “Insieme per Procida” si chiede all’Amministrazione Comunale: “se è stata condotta un’indagine per conoscere quanto è diffuso il problema del gioco compulsivo nella nostra isola ed in che modo l’Amministrazione intende intervenire per fare prevenzione, controllare e limitare il fenomeno”.

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