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Ma i programmi di Procida Insieme e Partito Democratico sono compatibili?

“Nel nostro movimento, il cittadino, non è più un soggetto che semplicemente demanda la gestione agli amministratori, ma costituisce un elemento attivo ed indispensabile, oltre che responsabile egli stesso, al corretto svolgimento dell’azione amministrativa stessa.”

Il concetto non è estrapolato da un libretto dei Missionari Comboniani bensì dal programma del Movimento Politico “Procida Insieme”. A farcelo rilevare alcuni attenti lettori che in questi giorni sentendo parlare di “Agenda 21”, partecipazione popolare, primarie pensavano di trovarsi al cospetto di una vera e propria rivoluzione copernicana della vita politica procidana. Poi, invece, dopo aver avuto modo di leggere alcuni passi dell’Intesa Politica (alias “Papello”):

–        attribuire la candidatura a Sindaco ad un esponente della società civile indicato dal Movimento Procida Insieme e condiviso dal P.D., definendone i requisiti;

–        riservare al Partito Democratico di Procida la posizione di “capolista” nonché la carica di vice Sindaco in seno alla Giunta.

Hanno iniziato a farsi delle domanda. Ad esempio, se il Partito Democratico abbia condiviso anche i punti del programma di “Procida Insieme” in cui si dice:

–        Aggredire l’evasione fiscale con i nuovi strumenti messi a disposizione dal federalismo fiscale nonché i falsi bisogni che sottraggono risorse ai cittadini realmente bisognosi.

–        Creare una multiutility per riequilibrare i costi e ridurre le tariffe per i Cittadini, soprattutto quelli che tengono comportamenti virtuosi.

Da queste ne sono nate altre, della serie: Ma come si concilia la multiutility di Procida Insieme, con la gestione delle risorse al Comune da sempre reclamata dal P.D.?

Per falsi bisogni, a cosa ci si riferisce?

E poi, chi non tiene comportamenti virtuosi, tipo pagare le tasse, l’ICI, la TIA, il suolo pubblico, cosa facciamo?

Ma forse  la domanda più ingenua è: perché se documenti di questo genere, che si direbbero scritti con il manuale Cencelli alla mano, li producono altri soggetti (Luigi Muro, Gerardo Lubrano e Capezzuto tanto per fare qualche nome) siamo al cospetto “del vecchio modo di fare politica” mentre, in questo caso, ci troviamo di fronte “ad un modello alternativo all’attuale modo di amministrare la cosa pubblica”?

Beh, a voi le risposte!

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