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MADONNA DELLE GRAZIE

Di Annarosaria Meglio

Ogni anno nel mese di luglio, a Procida, si venera la Madonna delle Grazie nel Santuario in piazza dei Martiri. Era nel 1950 e mia madre Carmela Romano, dett Mlina   a coscia, Concetta Lubrano, Tazzuledd, Feni Lubrano U’viso, Puppinedda Ambrosino U’chiuovo, Rosina Ambrosino Biancone, Maria Ambrosino Faiuolo, Pasqua Ambrosino, Mamma di don Mchele Ambrosino, Mariuccia Intartaglia U’Squarccione, Giulinedda Intartaglia Sesm, Filomena Intartaglia Mamma di Menina Camilla, l’indimenticabile tabaccaia, e tante altre donne della Chiaiolella, si recavano a piedi al Santuario, prima che suonasse la campana, verso le cinque, per la recita del santo rosario procidano in dialetto, dando così il primo saluto alla Vergine.

Poi seguivano la messa e dopo ,di corsa, a casa per svolgere le faccende di ogni dì. Mia madre, svolte le faccende, andava alla parula per aiutare mio padre Saturieddo a raccogliere i pomodori, e le melenzane necessarie per la vendita. Un quarto d’ora prima delle 12 si avviava a casa, prendeva con se  delle fascine per accendere il fuoco e preparare il pranzo. Camminando a passo svelto, verso il Pennino, incontrava qualche amica che le diceva: Mlin, è mezzogiorno, quando devi cucinare? E mia madre con il viso sereno rispondeva: Con l’aiuto di Dio e di Maria in un’ora  si fa tutto. Salutava e  proseguiva. Posso testimoniare che mia madre è stata una santa donna, e questa sua fede sincera la portava a coinvolgere le altre mamme  e i loro figli nella preghiera alla Madonna delle Grazie nel mese di luglio. Il tutto cominciava una settimana prima dell’inizio del mese. Nel vicolo dove abitavo  ci ritrovavamo tutti i ragazzi e le ragazze del Pennino per ritagliare le bandierine di carta colorata. Aspettavamo con ansia quel giorno di felicita” e la gioia riempiva i nostri cuori. Era una festa. I più grandi poi preparavano  U’Palaminto costruito da due grosse pietre, la prima era quella grossa che veniva usata per pigiare l’uva e che in qualche cantina ancora si trova, la seconda a forma di arco veniva poggiata davanti a una finestrella murata. In questa finestrella, sulla prima pietra si poggiava una figurina della Madonna. Il tutto veniva abbellito dai fiori raccolti da noi ragazzi e tutti intorno dalle bandierine. La sera del 30 giugno mia madre chiamava tutti i bambini del Pennino  e, davanti all’altarino preparato, li faceva pregare e recitare l’antico rosario procidano e questo si ripeteva per tutto il mese di luglio. Lo stesso rito si svolgeva in via Rivoli, in via Garibaldi, in via Chiara. C’era in tutti  gli abitanti dell’isola una forte e sentita fede  per la Madonna. Al termine del mese di luglio, le zie e le sorelle più grandi preparavano dolcetti per tutti i bambini. E, a conclusione, si radunavano le persone di tutte le contrade della Chiaiolella in un solo posto per fare la processione. Il giorno dopo mia madre cominciava  l’orazione  alla Madonna Assunta. Prima di iniziare accendeva una candela e ci diceva : “Se la fiammella è dritta sono in arrivo buone notizie”. Luigino U’Squarcione aspettava un imbarco, allora chiedeva a mia madre: “Mlin, hai fatto l’orazione?  come era la fiammella?” E mia madre gli rispondeva: “Vieni , vieni a pregare, perché la Madonna ti vuole aiutare. Mia mamma è morta a soli 42 anni e nella breve vita lodava e ringraziava sempre Dio per i sette figli che le aveva donato. E noi figli siamo cresciuti con la stessa fede, seguendo le sue orme. Io sono l’ultima delle figlie e sono nata proprio nel mese di luglio, per questo ho voluto raccontare questa storia, per ringraziare prima la Madonna e poi mia Madre. Affinché si ritorni a pregare con fede viva e cuore pulito ho composto questa preghiera alla Madonna delle Grazie.

Davanti a te  che stai al di sopra di noi, ci inginocchiamo e ti salutiamo Madonna Delle Grazie. Il tuo Santuario si affaccia sul borgo dei   pescatori ,e noi, umilmente, appena spunta il sole  salutiamo te che sei  l’Aurora. Sei la Stella che ci guida nelle traversate sul mare, dai forza ai pescatori e ai marittimi che ti portano sempre nel cuore. Proteggici ,o Mamma cara, nel lavoro di ogni dì, nell’educare i figli che il Signore con tanto amore ha donato a noi. Aiutaci a vegliare sulle nostre case, ad amare i nostri nemici: tu che conosci i nostri cuori  ci puoi guidare. Abbiamo bisogno di te O Madre delle Grazie e delle Speranze, dell’Amore e della Gioia, tu che sei stata sorella e madre. Vienici incontro col tuo viso gioioso  e rassicurante,  porta luce nei nostri momenti bui, e la tua grazia sarà  sempre con noi. Ti salutiamo o Vergine Santissima delle Grazie e così sia!

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