di Giacomo Retaggio
“Maronna re la Grazia
Ca ‘n braccia puorte grazia
A Te vengo pe’ grazia
Maria famme grazia.
Se passi al mattino presto durante il mese di luglio davanti la chiesa della Madonna delle Grazie il rosario in dialetto procidano che si diffonde dalle porte aperte ti colpisce con la sua infinita suggestione. E ti rapisce la nenia antica che affonda le sue radici nella notte dei tempi con le sue inflessioni greche come il canto di omeriche sirene. Il mese di luglio è dedicato alla Madonna delle Grazie. All’alba da tutta Procida la gente, inerpicandosi per la via di S. Rocco dalla Corricella o per via S. Leonardo, dalla Vigna, dal Vascello o dalla Spianata affluisce in chiesa per dar corpo ad un rito antichissimo. E questo per tutto il mese di luglio da tempo immemorabile. La luce del sole mattutino filtra violenta dalle vetrate colorate ed il canto delle donne si mescola alle voci ed ai rumori esterni dell’isola che si sveglia al nuovo giorno ed alle sue attività e viene recepito come un canto di auspicio perché tutto vada bene. Chissà come ci rimarrebbero il fruttivendolo, il tabaccaio, il farmacista, il barista, il pescivendolo e tutti quelli che lavorano o oziano nel fresco del mattino estivo di questa piazza se per una sola volta, in questo mese, non udissero il canto del Rosario!