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Le madri non sbagliano mai. Il coraggio delle donne della Savina Caylyn

Le madri non sbagliano maida positanonews.it – Ricordate le madri di Plaza de Mayo? Se qualche desaparasidos è stato recuperato o se si è fatta luce sulla tristissima pagina nera dei “Desaparacidos” in Argentina fu grazie al coraggio di queste donne. Lo stesso coraggio stanno dimostrando le “donne” della Savina Caylin, la nave rapita dai pirati da otto mesi in Somalia dove i loro uomini sono ridotti allo stremo. Non combattono contro la violenza fisica, ma quella morale dell’indifferenza delle istituzioni. E non si arrendono e non avranno pace finchè non rivedranno i loro compagni, mariti, padri.

Oggi mi fa piacere segnalarvi lo splendido articolo di Gloria Ghiara corredato dalle foto di Stefano Schirato dedicato al drammatico rapimento dei marinai Italiani e Indiani della petroliera Savina Caylyn degli armatori campani Fratelli D’Amato che da otto mesi sono prigionieri dei pirati somali. Sulla rivista si dà voce alle madri e alle mogli di questi marittimi che stanno soffrendo le pene dell’inferno, così come i loro cari nelle mani dei Somali. Elisabetta Bon (nella foto a destra) madre del primo ufficiale Eugenio Bon, nell’intervista racconta la sua personale odissea e voglia irridicibile di combattere per la libertà del figlio, così come Teresa Anna Costagliola Di Fiore, madre di Crescenzo, terzo ufficiale, Nunzia Nappa moglie di Giuseppe Lubrano Lavadera, il comandante e come non menzionare Gianmaria Cesaro l’allievo ufficiale nostro conterraneo.Trieste, Procida e Piano di Sorrento mai come oggi sono state e sono l’Italia, quella più bella, quella che non dimentica mai i suoi figli. Personalmente, come addetto ai lavori, mi ha fatto piacere scoprire su una rivista patinata a diffusione nazionale del gruppo Hearst Magazine Italia, che solitamente dedica i suoi articoli al mondo della moda, del glamour, del gossip e delle passerelle dell’haute couture uno spazio completamente dedicato al dolore della gente comune che lotta dignitosamente per ottenere giustizia da Istituzioni che sembrano sempre più distanti dai cittadini, lo sfavillio effimero delle paillettes ha lasciato il posto alla lucentezza del sentimento più nobile: la solidarietà.

di Luigi De Rosa

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