Pirateria somala. Domenico Savio: ” Il Governo è politicamente responsabile della mancata liberazione dei marittimi”.

IL GOVERNO E’ POLITICAMENTE RESPONSABILE DELLA MANCATA LIBERAZIONE DEI MARITTIMI PROCIDANI E DI QUELLI DELLE ALTRE LOCALITA’ DEL PAESE SEQUESTRATI DAI PIRATI SOMALI!

Domenico Savio*

Prosegue tristemente e, purtroppo, senza risultati la disperata protesta delle famiglie dei marittimi procidani e di altre zone del paese sequestrati dai pirati somali. E’ una protesta – da cui la nostra organizzazione politica è stata tenuta volutamente fuori, pare anche per volontà e pressione di qualche partito politico che ha monopolizzato l’azione sull’isola di Procida e a Roma, e, comunque, umanamente e doverosamente ugualmente non abbiamo fatto mancare tutta la nostra solidarietà politica e sociale di classe – che, nonostante il tempo trascorso, non ha ancora individuato e affrontato adeguatamente il principale responsabile del prolungamento della prigionia di questi lavoratori del mare, cioè il governo nazionale oggi di centrodestra.
Sin dall’inizio la protesta è stata veicolata e condizionata negativamente dagli stessi responsabili politici locali e nazionali del centrodestra, che sono riusciti a deviare dal giusto obiettivo la disperazione dei familiari e quella popolare canalizzandola verso l’armatore e una situazione che si è creata di impotenza e rassegnazione, di qui l’assoluta mancanza di novità e l’aggravamento delle condizioni dei sequestrati. Colpevole, vogliamo ripeterlo, è la mancata iniziativa politica risolutiva del governo nazionale e del suo ministro degli esteri, sono loro che hanno gli strumenti materiali e diplomatici necessari per sbloccare la situazione e conoscono bene i canali da percorrere e che già da tempo avrebbero dovuto conseguire il risultato della liberazione dei prigionieri di Procida e di altre località d’Italia.
Tutti sappiamo che in passato molti sequestrati in vari paesi sono stati liberati con l’impegno diretto o indiretto del governo. Perché non viene fatta la stessa cosa oggi? Forse perché ieri si trattava di sequestrati di rango sociale superiore e attualmente sono dei poveri lavoratori appartenenti alla umile e sfruttata classe lavoratrice? Dalle circostanze attuali pare proprio di sì e questo costituisce una vergogna umana, civile e politica senza fine. Le famiglie dei sequestrati hanno la colpa, per quanto comprensibile possa essere, di non aver individuato in tempo la controparte politica responsabile e di non averla affrontata con la chiarezza e la durezza che la situazione richiedeva e attualmente richiede ancora più pressantemente. Noi siamo sempre disponibili per ogni ulteriore confronto e suggerimento allo scopo di contribuire a orientare meglio la protesta in atto con l’obiettivo di poter ottenere risultati migliori.
La protesta ha bisogno di una svolta radicale e immediata, che solo i familiari dei lavoratori reclusi possono decidere e avviare. A noi spettava solo il compito doveroso di fare chiarezza sulla dolorosa vicenda, il resto dipende ancora e unicamente dalle scelte di lotta negative o positive dei familiari. Comunque, in questo momento difficile continueremo, politicamente e socialmente, a essere vicini alle famiglie tragicamente colpite.

Domenico Savio

Segretario generale del P.C.I.M-L.*

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