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Procida. Sulle navi è davvero vietato fumare?

Un divieto disatteso proprio da chi dovrebbe farlo rispettare

di Salvatore Iovine (procidamia.it)

Purtroppo chi solleva questa denuncia sociale ha la gravissima colpa di non averla segnalata molto tempo prima essendo pendolare da oltre 20 anni, ma la pia illusione che il malcostume appartenesse solo a qualche marinaio “distratto” si è poi duramente scontrata con l’amara certezza che molti membri degli equipaggi hanno il sistematico vizio di fumare nei garage durante le manovra dei traghetti, alla presenza di centinaia di passeggeri ed in barba ai molteplici divieti trascritti a caratteri cubitali “VIETATO FUMARE”. Ancora più irritante e doloroso è assistere al mesto rituale del mozzicone lanciato con le dita a mare, ognuno dei quali va ad inquinare circa 1 mc di acqua salata. Un rituale fatto con la somma soddisfazione e l’autocompiacimento di chi ostenta un glorioso trofeo.

Talvolta è possibile ammirare anche alcuni ufficiali sul parapetto di un catamarano, open air, in attesa delle operazioni di imbarco e sbarco, che non resistono alla tentazione di lanciare il “giavellotto” il più lontano possibile in mare, per nulla intimoriti da qualche rappresentante della Guardia Costiera , magari nei paraggi sul molo.

A prescindere dai rischi gravissimi per l’incolumità di migliaia di passeggeri, oltre che di quella dello stesso mascalzone che fuma alla faccia dei divieti che lui stesso dovrebbe far rispettare, delle conseguenze del fumo passivo, ma è davvero nulla la sensibilità e il rispetto per l’ambiente che ci circonda e che ci offre succulenti prodotti ittici? Ma non ci si rende conto che il veleno che iniettiamo quotidianamente in mare, ci ritornerà indietro come un boomerang, che trafiggerà le nostre budella? Ma è possibile che dopo un ventennio di vita da pendolare questi vergognosi comportamenti non siano mai scemati, denunciati da nessuno, sanzionati ed arginati, che non abbiano mai indignato nessuno, ma, anzi, sembrano sempre più un fenomeno destinato a consolidarsi nel tempo, fino ad incoraggiare veri e propri tornei .

Se è possibile capire, ma giammai tollerare, la leggerezza e il menefreghismo di un teenager abituato a fare tutto ciò che gli si affaccia nella mente, è scoraggiante che lo stesso osceno spettacolo “cicca in rampa di lancio” che si è condannati ad assistere tutti i giorni dal nuovo pontile di Marina Grande, sia gratuitamente offerto soprattutto dalle cosiddette persone “perbene” tra le quali non mancano medici, avvocati, dirigenti d’azienda, politici, professionisti, professori, bancari, etc. etc, che stupidamente si accendono la sigaretta un minuto prima di imbarcare.

L’unica speranza che ci resta è che lo zelo e la competenza della bravissima comandante Flavia La Spada si indirizzi anche su questo versante per decenni sistematicamente ignorato, ma che è di vitale importanza per la sicurezza della vita in mare e per la salvaguardia dell’ambiente, e che siano forieri di una brusca inversione di tendenza e di una crescente sensibilità per la salute del nostro mare, che senza misure draconiane della Guardia Costiera, sarà destinato ad essere sempre meno blu.

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