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Nel “Regno di Nettuno” solo pescatori di Ischia e Procida

Nella riunione tenutasi lo scorso 25 marzo presso il Ministero dell’Ambiente tra i rappresentanti dei sette Comuni dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”, il Presidente del Consorzio di Gestione dott. Albino Ambrosio, il Direttore dott. Riccardo Strada e i dirigenti del Ministero, la discussione è ruotata intorno alle due sospensive che ha dato il TAR Campania a seguito del ricorso presentato dai pescatori.Per quanto riguarda il Comune di Procida, presente nella persona dell’Assessore alla risorsa mare ed ambiente Salvatore COSTAGLIOLA, quest’ultimo ha ribadito, per l’ennesima volta, che la pesca deve essere concessa ai procidani nell’ambito delle zone C e D della perimetrazione dell’Area Marina “Regno di Nettuno” mediante apposito Decreto del Ministero, ovvero con Legge dello Stato, e non per decisione in loco del Comitato di Gestione, fermo restante, ovviamente, le rispettive competenze.
Per l’Assessore della Provincia di Napoli con delega alle Aree Marine Protette, Francesco Borrelli, la possibilità di pesca è da estendere, oltre che ai pescatori di Procida, anche a quelli di Pozzuoli, di Bacoli e Monte di Procida, vedendo questi territori come zone continue all’area marina.
Da questo punto di vista forti perplessità sono state espresse dal rappresentante del Comune di Procida, sia nei confronti dell’Assessore Borrelli che ai tecnici del Ministero, giacché, in questo caso, bisognerebbe aprire un tavolo di trattative con tutti i comuni interessati, perchè le cose da chiarire sono tante.
Ad esempio, conferma l’assessore Costagliola, non si può accettare, per i costi che ciò sta determinando alla comunità procidana, che il Sindaco di Pozzuoli emani un ordinanza che vieta lo sbarco ai compattatori dei rifuti solidi urbani proveninti da Procida sul molo di Pozzuoli e, poi, concedere “teneramente” che con le loro barche vengano ad “invadere” le nostre zone.
Inoltre, continua l’assessore Costagliola, si potrebbe fare un discorso di convenienza, ed ovvero, dare la possibilità di pesca a questi ultimi regolamentando i giorni e le modalità (tranne la pesca con le nasse che distruggono l’ambiente marino) a fronte di un corrispettivo economico così da permettere al Consorzio di Gestione di avere risorse in grado di dare delle risposte positive alle tante esigenze da far fronte.
Al momento, conclude l’Assessore Costagliola, si apre una nuova fase di confronto e discussione tra tutte le Istituzioni interessate anche se, sino a quando ci sarà la sospensiva del TAR, poi si vedrà cosa accadrà nei successivi gradi di giudizio, si va avanti in base alle leggi vigente ed ovvero tutti possono andare a pesca nelle zone C e D.

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