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NICOLA LAMONICA, AUTMARE SCRIVE: ” VIGILIA DI UN ENNESIMO INCONTRO SUI TRASPORTI SALVAFACCIA”

Vigilia di un ennesimo incontro “ salva faccia” in Regione tra i Sindaci e l’Ass.re Vetrella.
Dal sito teleischia.it
Da quanto mi risulta, lunedì 16 Aprile di pomeriggio la telenovela sui trasporti marittimi del Golfo di Napoli conoscerà un’ennesima puntata che fin da ora, conoscendo i personaggi in campo e le politiche regionali adottate da Vetrella in peggioramento rispetto al passato, riteniamo di scarso significato, se non di peggioramento.

Ci sarà un grande inconcludente vociare in cui le nostre problematiche di utenti, di cittadini e di lavoratori saranno solo un’appendice, oltretutto scomoda per chi gioca con due mazzi di carta. E a giocare in tal senso sono in molti altrimenti non si comprenderebbe cosa altro debba succedere al di fuori dei blocchi, delle serrate, delle minacce, dei rincari, dell’anarchia,….. per avere un riscontro serio e responsabile da parte degli organi che tutelano il diritto costituzionale alla mobilità, da parte della Regione che nel suo delirante e contrastante deliberare continua ad anteporre le esigenze di pochi a quelle collettive e, per non avere ancora una valida politica sui trasporti marittimi rincorre le aspirazioni dei privati ed usa pannolini caldi nei confronti di tutti; una Regione Campania che nulla fa per dare alla Sua società pubblica Caremar quell’assetto e quel respiro finanziario che si conviene a chi è preposta a garantire i servizi essenziali di carattere economico, sociali e di sviluppo di una comunità.
La Regione si esprime in modo incoerente e sempre in modo peggiorativo rispetto al recedente atto, al passato; la Caremar esprime oggi una gestione che più bassa non si può e che non è in grado neanche di garantire la normalità mentre il mondo imprenditoriale marittimo privato conserva un atteggiamento che niente ha a che fare con la dignità e le disposizioni legislative a partire dalla 422/97 garantisce in uno con gli indirizzi comunitari che continuano a ritenere necessaria la liberalizzazione e non la privatizzazione. Per dare uno stop al degrado attuale, per consolidare diritti acquisiti e per conquistarne altri occorre che ci sia una felice sintesi istituzionale che giammai si potrà avere con le linee regionali intraprese e con i personaggi che oggi reggono le istituzioni; ed è qui la parte più forte ed interessante del suo dire che il citato articolista ci offre: nella ribellione popolare che Egli auspica c’è la risposta alle tematiche marittime! Una svolta politico-popolare, dunque, che ci possa far uscire dall’esasperazione che si registra in ogni dove e che ha in sé pericolose deviazioni sociali che dobbiamo saper leggere anche negli scritti che giorni fa sono comparsi su alcune cantonate dell’isola d’ischia; quelle espressioni fanno riflettere e sarebbe veramente un grave errore tacitare quegli scritti con una eventuale repressione giudiziaria: occorre, invece, ridare credibilità alle istituzioni a partire dall’impegno dei nostri sindaci nella riunione di lunedì prossimo; occorre far leva sull’impegno individuale e quello collettivo, sulla politica del fare per sconfiggere con i fatti i prodromi di ogni forma di violenza.
Nicola Lamonica
( sabato 14 aprile 2012 )

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