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Non lasciamo soli i lavoratori Caremar

isola di procida caremar di Nicola Lamonica

Tutti pensavano che in democrazia le parole e le promesse contassero ed invece  “ ancora una volta promesse al vento”. Se si va in rete, nell’area che riguarda l’ultima fase della gara per la privatizzazione della Caremar, si trovano ancora le belle e trionfanti ed assicuranti espressioni dell’allora Presidente Caldoro che, a seguito di pressioni giornalistiche, così si esprime “ I posti di lavoro costituiscono una priorità assoluta, assieme agli obblighi di mantenimento dei servizi di collegamento ed alla tutela dei pendolari”; in più, si diceva allora, che per ognuno di questi obblighi mancati è prevista la revoca del contratto di affidamento! Parole dure, parole miliari che oggi con manovre piratesche qualcuno vuole mettere in discussione nell’indifferenza dei Consiglio Regionale e nell’assenza delle forze politiche; mentre il sindacale media anziché esprimere intenzioni di lotta a favore di un progetto di sviluppo aziendale che certamente non può essere legato alla riduzione del personale, né alla messa in discussione di diritti già acquisiti dai lavoratori.

Ma poi venne l’era De Luca che, nonostante le promesse elettorali, nei suoi primissimi passi non ha fatto altro che avallare e rendere operativo un ignobile disegno politico che vede il prevalere del profitto di pochi ai danni dei diritti della collettività!

Tutto rientra nella logica del risparmio, che nel nostro caso significa far rientrare gli armatori (che hanno rilevato la Caremar pubblica) nella cifra esigua che li ha resi vincenti (circa il 50% in meno di quanto occorreva alla Caremar regionale per mantenere servizi decenti e in sicurezza!);  ed il risparmio certamente lo potranno ottenere facilmente con i licenziamenti che hanno come primo atto  il superamento dell’assunzione a tempo indeterminato, che è oltretutto una conquista frutto di una lunga e difficile vertenza legale; e poi anche con la riduzione di linee e di naviglio. E’ l’inizio di una deriva gestionale che i cittadini delle isole Ischia Procida e Capri ed i pendolari certamente non possono accettare dal  momento che l’obiettivo da raggiungere e quello di una mobilità sia invernale che estiva che non penalizzi il diritto e la crescita

Tanto premesso affrontiamo il futuro nell’unità esprimendo anzitutto la nostra solidarietà a chi sta per perdere il posto di lavoro, e sono tanti! Ma stiamo insieme anche per una mobilità in positivo che sappia riconoscere professionalità e svilupparle, che sappia essere competitiva e plurale, che veda finalmente la rottura di ogni monopolio e l’affermazione della qualità sulla logica del meno peggio, .. ; ed ancora, per far crescere un movimento locale plurale che sappia affrontare il particolare all’interno di un progetto complessivo; che dia il suo contributo per un Paese che voglia proiettarsi nel futuro nella corresponsabilità e nella democrazia

uniamo le tante vertenze in atto

lavoro, salute , casa, naspi, giustizia, efficienza amministrativa, vivibilità,…

in un’Assemblea pubblica che l’Autmare indice per

domenica 1 novembre alle ore 1030

Bar Calise nella Pineta di Ischia

per ritrovare insieme anche validi spunti per partecipare attivamente al dibattito nazionale affinché la nostra Carta Costituzionale non perda le sue attuali caratteristiche e non  diventi un pezzo di carta per solo affari.

 

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