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Per Procida: La “Procida che Vorrei” mistifica la storia

PROCIDA – (Comunicato stampa gruppo “Per Procida”) – Troppe volte, dalla propaganda de “La Procida che Vorrei” veniamo tacciati di essere quelli che, a fronte dello spirito ecumenico, del “vogliamoci bene”, dell’altruismo professato dall’attuale amministrazione, spaccano il paese ed alimentano divisioni. Ma, come restare passivi davanti ad atti e parole che mistificano la realtà pur di cancellare la storia, recente e passata, della nostra isola anche davanti a documentazioni inconfutabili formulate dallo stesso ente comunale che dicono l’esatto contrario. Oltre alle varie (ri)aperture di Vivara e del palazzo d’Avalos l’ultimo spunto di riflessione ci viene posto dall’invito, formulato dal Sindaco, a visitare la Biblioteca comunale posta nei locali dell’ex Conservatorie delle Orfane che, da anni per tutti, evidentemente ad eccezione dell’attuale Amministrazione, prende il nome di Palazzo della Cultura.

In effetti, nel comunicato affidato alla stampa, nel descrivere le attività che, nel corso degli anni, hanno portato alla costituzione della Biblioteca comunale, ci si “dimentica” (volutamente o per ignoranza?) che l’inaugurazione della stessa, il 3 aprile del 2014, avviene per la spinta politica dell’allora assessore alla cultura, l’avv. Enrico Scotto di Carlo e del Sindaco Vincenzo Capezzuto ed a seguito di un atto formale dell’allora Segretario Comunale dott. Luigi Cupolo (ben conosciuto dall’attuale Amministrazione perché chiamato dalla stessa a rendere, in più occasioni, i propri servizi professionali come segretario comunale, responsabile del servizio Condono e presidente della commissione per l’espletamento della gara del servizio mensa scolastica). In quell’atto, tra l’altro, si individuavano anche le figure interne al Comune che avrebbero provveduto alla gestione della Biblioteca. Apprendiamo, oggi a distanza di quasi tre anni di gestione comunale di Ambrosino & Co., viceversa, che il Comune ha preso atto che tali figure non esistono più nell’organico comunale e che si è provveduto ad affidare ad una associazione, guarda caso il presidente della stessa è particolarmente attivo nel supportare i progetti e la linea politica de “La Procida che Vorrei”, tale tipo di servizio.

In tutto questo noi di “Per Procida” saremmo i “cattivi” solo perché cerchiamo di far emergere la verità? Si può anche non menzionare e ringraziare chi ha fatto cose per il “BENE COMUNE” ma, di certo, non si possono cancella atti che, a differenza degli uomini e delle loro piccolezze, rimangono per sempre, lo si voglia oppure no!

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