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Le priorità della politica procidana sono ben altre

Michele Romano 1di Michele Romano

Cari amici del circolo PD e “Insieme per Procida”, nel condividere l’idiozia fallica del Totem, auspicando che prevalga il buon senso, se qualcuno degli attuali amministratori lo abbia ancora, ritengo, tuttavia, eccessivo, nel cammino verso le elezioni comunali del 2015, porre tale vicenda come elemento prioritario su cui stimolare una mobilitazione popolare. La mia riflessione nasce dal fatto che coloro i quali, legittimamente, aspirano a guidare il cambiamento amministrativo dell’isola, dovrebbero essere consapevoli che sono ben altre le priorità su cui intervenire come i servizi da quelli municipali, sociali, ambientali, dei trasporti e principalmente sanitari (scusate il mio ripetermi…ma al quanto pare non recepito), dove la criticità, soprattutto per responsabilità di gestione locale, è così forte che ci vorrebbe la creazione di un clima da “libero subito” di piratesca memoria. Ecco il terreno da cui partire per costruire la credibilità del cambiamento che si vuole offrire nel disegnare un profilo di alta qualità della “polis mikhaelica”. Se non si comprende ciò, vuol dire che verremo a trovarci davanti ad una visione meramente  goliardica ed esibizionistica della politica con tutte le conseguenze del caso.

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Un commento

  1. il cerusico di Mare

    ……….caro Miche anche tu che dai importanza a tali argomenti ti abbassi alla loro meschina maniera di fare politica……..il problema di fondo è come dici tu che il PD procidano aspetta solo il passo falso del giorno per attaccare la maggioranza. Io invece vedo l’opposizione come una componente del consiglio comunale che deve essere propositiva e collaborativa. Cosi facendo, visto il funzionamento a maggioranza di voti per le decisioni, anche avendo ragione portano l’interlocutore a votare contro. Anche un genitore ottiene l’effetto contrario se impone i comportamenti al proprio figlio invece di spiegarli. Se io impongo un comportamento ottengo il crescere della curiosità per l’opposto o la semplice riluttanza ad ubbidire a ordini imposti solo con l’autorità e non con la complicità.

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