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La centralità dell’isolotto di Vivara nel progetto TERRA

massimiliano marazziL’interesse per la preistoria di Vivara nasce nel 1937 quando l’archeologo Giorgio Buchner, lavorando alla sua tesi di laurea “Vita e dimora delle isole flegree” rinvenne, durante i lavori di scavo nella parte settentrionale dell’isola, a punta Capitello (e contemporaneamente nel sito di Castiglione d’Ischia), le prime testimonianze di ceramica micenea sul versante tirrenico d’Italia. Dal 1975 seguirono, poi, altre campagne di scavo, dirette dal professor Massimiliano Marazzi e dal professor Sebastiano Tusa, allora ricercatori presso l’Università “La Sapienza” di Roma, che hanno permesso di individuare tre insediamenti in una superficie così ridotta: punta Mezzogiorno a sud, punta d’Alaca nella parte occidentale che si eleva sul mare raggiungendo il punto più alto dell’isolotto, e punta Capitello a nord. Ed è proprio con il professor Massimiliano Marazzi, attualmente presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Responsabile scientifico del progetto formativo PON SINAPSIS, che abbiamo cercato di fare il punto della situazione anche sulla base della partenza dello spazio espositivo “TERRA” presso il Palazzo della Cultura a Terra Murata, progetto fortemente voluto dall’Amministrazione comunale e dall’assessore alla cultura Enrico Scotto di Carlo.

Prof. Marazzi, la ringrazio per il tempo che mi ha consesso e direi di partire subito dal legame molto stretto che ha con Procida, un sodalizio risalente a molti anni fa.

Si, nel 1975, insieme con il collega e amico Sebastiano Tusa, cominciammo le ricerche sull’isola di Vivara che portarono a risultati veramente incredibili e rivoluzionari per lo stato delle conoscenze di allora. Scoprimmo che Procida-Vivara, all’epoca un’unica isola, erano state meta 1600 anni prima di Cristo di intensi traffici marittimi commerciali con i borghi della Grecia micenea. Le tracce degli scambi vennero alla luce durante gli scavi del villaggio preistorico ancora presente in diversi punti dell’isola di Vivara.

Gli scavi continuarono ininterrotti fino al 1987. Ricominciarono nel 1994 sotto gli auspici dell’allora Istituto Orientale di Napoli, per diventare, dal 1998 missione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Nel 2002 cominciarono i lavori per il recupero e la messa in sicurezza del costone occidentale di Vivara, un progetto nazionale che vide l’intervento dell’ENEA, dell’Istituto Nazionale per il Restauro e i due Atenei Orientale e Suor Orsola. Ora, nel 2014, contiamo di riprendere le ricerche per portare a termine i lavori di scavo dell’insediamento alla Punta d’Alaca.

Oggi, dopo molto lavoro, si è arrivati all’area espositiva Terra.

L’area espositiva TERRA è il frutto di una collaborazione fra diverse componenti, nell’ambito della quale il Comune di Procida, e in particolar modo l’Assessorato alla Cultura, ha giocato un ruolo essenziale.Il tutto è cominciato con le attività di sperimentazione tecnologica sostenute da un progetto strategico nazionale (PON SINAPSIS) che coinvolge 3 atenei (Suor Orsola, Federico II e Kore) e numerose PMI campane. Queste hanno scelto l’area procidana quale “dimostratore” per la sperimentazione di tali tecnologie, dedicate specialmente allo studio dei complessi insulari emersi e sommersi. L’area espositiva TERRA ha accolto, in forma di esposizione museale, i primi risultati di queste ricerche.

Prof. Marazzi ci spiega brevemente il progetto TERRA?

Dall’esperienza del PON nasce il “progetto Terra”, quale azione finalizzata, con il sostegno di nuove forme di comunicazione multimediale, alla illustrazione del patrimonio culturale di Procida e Vivara. In effetti il progetto si propone, in stretta sinergia con l’amministrazione comunale procidana e con la Regione Campania, di sviluppare l’area espositiva venutasi a creare nel palazzo della cultura sulla Terra murata quale vera e propria struttura museale dedicata al comprensorio flegreo, arricchendola di laboratori per lo svolgimento di ricerche e di nuove azioni formative da svolgere sul territorio procidano.

Come ha già accennato la volontà politica è stata determinante per realizzare tutto questo, possiamo parlare di nuove prospettive o comunque di come Terra possa rappresentare un attrattore per il nostro territorio?

TERRA vuole essere primariamente un attrattore e un volano per lo sviluppo di un turismo culturale in grado di dare a Procida prospettive economiche nuove. Esso, al contempo, intende sviluppare parallelamente anche iniziative formative (corsi di perfezionamento, scuole di formazione estiva, tirocini e quant’altro) dirette a un pubblico non solo nazionale, ma anche straniero. Stiamo preparando a tal fine una Summer School dedicata al turismo archeologico e incentrata proprio sul patrimonio culturale che Procida (con l’appendice di Vivara) è in grado di offrire.

Grazie alla dinamicità e alla disponibilità mostrata dall’amministrazione comunale procidana in questi anni soprattutto per quanto attiene allo sviluppo culturale e turistico dell’isola, contiamo, nei prossimi mesi, parallelamente alla ripresa degli scavi su Vivara, di arricchire i locali espositivi di nuovi contenuti, di iniziare azioni formative nel settore del turismo culturale e giocare, come ateneo campano, insieme ai colleghi della Federico II e con il sostegno della Regione Campania, un ruolo per lo sviluppo turistico dell’isola di Procida. In effetti, in questi ultimi anni, l’amministrazione dell’isola si è molto prodigata per la messa a valore delle proprie potenzialità. Ora occorre uno sforzo finale, soprattutto per saldare il circuito turistico procidano a quello turistico-naturalistico/archeologico che si potrà lanciare attraverso la regolare visita organizzata di Vivara. In questo scenario il museo multimediale del progetto TERRA si colloca come elemento centrale per l’informazione turistico-culturale.

Per salutarci, può dirci quali saranno i prossimi sviluppi che potremmo osservare in tempi brevi?

Innanzitutto la ripresa dei saggi di scavo su Vivara. Saggi mirati e incidenti sulle trincee già scavate negli scorsi anni (quindi niente nuove trincee o interventi invasivi).

In secondo luogo il varo di azioni formative da condurre su Procida rivolte a un pubblico internazionale attraverso la celebrazione di “Scuole Estive” per il turismo archeologico.

Infine (ma questa è una realtà già in fase avanzata) il potenziamento dell’area espositiva attraverso nuovi contenuti e l’affiancamento di un laboratorio archeologico.

Insomma il turista che verrà a Procida potrà vivere in prima persona l’avventura di questa meravigliosa isola attraverso i secoli, dalla preistoria alle grandi navigazioni dell”800.

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Un commento

  1. Non me lo posso permettere…

    perchè è un mio amico carissimo,ma consiglierei (è una battuta,logicamente) al bravissimo prof. Michele Scotto di Cesare ,autore di un bel libro circa la flora e la fauna su vivara,

    di includerci un’altra specie di uccelli,questa volta,però, ” rapaci “… :

    ” gli avvoltoi…. ” , ma con sembianze umane… ( è una metafora..,per intenderci..).

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